8 curiosità, leggende e storie su Barcellona. Quante ne conoscete?

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Come ho accennato nella mia pagina di presentazione, sono una Curiosa del Mondo, amo conoscere tutto ciò che mi circonda, lontano o vicino che sia, purché mi arricchisca di qualcosa di nuovo. Motivo per cui faccio sempre mille domande sui significati di ciò che vedo, mi interesso a tutte le tradizioni, le leggende e le curiosità. Insomma sono un po’ come quei bambini che non smettono mai di chiedere “perché” per ogni cosa! 😀

Questa mia curiosità mi porta a conoscere tantissime cose e ad ascoltare tantissime storie. Purtroppo ho una pessima memoria quindi a volte sono costretta ad andarmi a documentare più volte o a trascrivermi le cose da qualche parte per non dimenticarle! Ma questa è un’altra storia!

Da quando vivo qui, ho raccolto un bel po’ di curiosità sulla città di Barcelona e sui significati di tante cose che magari non tutti quelli che ci passano di sfuggita notano. Quindi ho pensato di condividerli con voi, in modo che se – come me – siete dei curiosi, troverete pane per i vostri denti! 😀

Magari, se vi trovate in giro per Barcelona, potreste far caso a dei piccoli dettagli che non avevate notato prima, oppure vi spiegherete cose di cui prima non conoscevate il significato.

Cominciamo subito!

Le 13 oche del Patio della Cattedrale

Se entrate a visitare il patio della Cattedrale di Barcelona (se siete fortunati riuscite a vederle anche da fuori) troverete 13 oche che nuotano nel piccolo laghetto. Sapete perché sono 13? Perché rappresentano i 13 anni di Santa Eulalia, la Patrona di Barcelona, che da il nome anche alla Cattedrale. La giovane morì martire proprio a quell’età. Le oche sono lì a guardia della sua tomba.

Calavera del puente de la calle del Bisbe

Nel Barrio Gotico, proprio poco più avanti dell’entrata al patio della Cattedrale, c’è il famoso Ponte della Calle del Bisbe (che tutti si fermano a fotografare). Non tutti però fanno caso al teschio che c’è al di sotto del ponte. Se si alza lo sguardo passando lo si può vedere. È un teschio attraversato da un pugnale.

Intorno alla calavera ho sentito varie storie. Alcuni dicono sia un teschio vero. Altri che colui che ha costruito il ponte, a causa di un tradimento da parte di chi glielo aveva commissionato, lo aveva messo lì come minaccia simbolica di vendetta. C’è chi dice anche che osservandolo si può esprimere un desiderio che si avvererà. Altri ancora dicono che porti semplicemente fortuna guardarlo negli occhi. Diciamo che di storie intorno a questo teschio ne girano tante. Io prendo per buona quella della buona sorte, che non fa mai male!!! 😀

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Ponte della Calle del Bisbe – Barcelona

Cassetta della posta con rondini e tartaruga sulla facciata della Casa de l’Ardiaca

Sempre nel Barrio Gotico, sulla facciata della Casa dell’arcidiacono c’è un altro particolare curioso: una cassetta della posta sulla quale sono raffigurati una tartaruga, delle foglie d’edera e cinque rondini.

Sembra che questa scultura fosse dedicata alla giustizia. La tartaruga rappresenterebbe la lentezza della giustizia. Le rondini che volano verso destra rappresentano il senso giusto, mentre le altre il senso contrario della giustizia (non ho ancora capito che intendono esattamente per senso contrario). Infine le foglie d’edera rappresenterebbero le difficoltà incontrate dalla giustizia lungo il suo percorso.

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Cassetta della posta casa dell’Arcidiacono – Barcelona

Scudo del Barça su una vetrata di Santa Maria del Mar

All’interno della Cattedrale di Santa Maria del Mar, nel quartiere del Born, c’è un particolare che potrebbe fare pensare a primo impatto ad un fanatismo religioso quasi profano. Su una delle vetrate a sinistra, guardando verso l’altare infatti, è possibile scorgere uno scudo della squadra del Barça.

In realtà questo omaggio è legato alla ricostruzione delle vetrate della Cattedrale della fine degli anni ’60 del secolo scorso. All’inizio della guerra civile, la basilica fu gravemente danneggiata da un incendio che durò vari giorni. Quando si decise di ricostruire le vetrate, la FC Barcelona sovvenzionò parte di questa ricostruzione. Questa è la ragione dell’omaggio sulla vetrata.

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Vetrata Santa Maria del Mar – Barcelona

Statua di Colón

Se siete stati a Barcelona conoscerete sicuramente la famosa statua di Colombo che si trova alla fine della Rambla, davanti al Port Vell (ci si può anche salire per guardare Barcellona dall’alto). La statua di Colón indica il mare ma non l’America. In realtà per indicare l’America Colombo non dovrebbe essere rivolto verso il mare. Siccome non avrebbe fatto lo stesso effetto se avesse indicato la terra, hanno deciso di disporla ugualmente così!

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Port Vell – Barcelona

– Casa degli ombrelli

Alla fine della rambla andando verso il mare, c’è una casa dove la parete è ornata da tanti ombrelli e qualche ventaglio. Questo perché, per quanto ora sia la sede di una banca, alla fine dell’800 era un negozio di ombrelli.

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I barcellonesi la chiamano Casa dels Paraigües (casa degli ombrelli appunto), ma il suo vero nome è Casa Cuadros. Oltre agli ombrelli nell’angolo c’è anche un Drago, come ce ne sono tanti a Barcelona. Ma per la leggenda del Drago, se siete curiosi, vi rimando all’articolo che ho scritto sulla Festa di San Jordi. 😀

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Fuente de Canaletes

Verso la fine della Rambla, andando verso Placa de Catalunya, c’è la fontana di Canaletes. Secondo una leggenda, chi beve un sorso d’acqua da questa fontana non può fare a meno di ritornare a Barcellona. C’è una placca di bronzo che recita esattamente questo:

“Si beveu aigua de la Font de Canaletes sempre mes sereu uns enamorats de Barcelona. I per llunt que us n’aneu, tornareu sempre”.

Oltre a questa scritta, sulla fontana c’è anche il simbolo del Barça. Questo perché, intorno a questa fontana, storicamente si riunivano i tifosi della squadra per conoscere i risultati delle partite, che venivano mostrati su una lavagna dalla redazione del giornale “La Rambla”, situato proprio lì di fronte. Il nome Canaletes invece deriva dal riferimento ai canali che nel secolo XIV, portavano l’acqua da Collserola fino alla città di Barcellona.

 

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Fuente de Canaletes sulla Rambla – Barcelona

Colore nero e giallo dei taxi di Barcelona

Anche il tipico colore nero e giallo dei taxi di Barcelona ha una spiegazione!

Nel ‘900 il Comune di Barcellona approvò un codice di circolazione che stabiliva una norma rispetto al colore dei taxi, legata alla tariffa che veniva applicata.  In questo modo chi li vedeva passare sapeva già che tipo di tariffa aspettarsi da quel taxi.

Il colore che differenziava le tariffe doveva essere una striscia dipinta sulla carrozzeria nera. I colori erano bianco, rosso, giallo e azzurro.

Quando nel ’29 ci fu a Barcellona l’Esposizione Universale peròavvenne una vera e propria guerra di prezzi, che portò il comune della città a imporre ai tassisti una tariffa unica. La scelta ricadde sulla tariffa dei taxi con la striscia gialla, quindi ancora oggi i taxi a Barcellona sono di questo colore! 😀

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Mi viene in mente ancora qualche curiosità sulla città, ma non vorrei dilungarmi troppo ed annoiarvi. Magari in qualche altra occasione, ve le racconto. Tanto non mi stanco mai di far domande o documentarmi, quindi di certo aumenteranno ancora!!!

Se per caso voi ne conoscete altre, raccontatemele per favore! Sono sempre super ghiotta di curiosità e leggende! 😀

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Tarragona – Una città ricca di storia, Patrimonio dell’Umanità dal 2000.

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Anfiteatro – Tarragona

Sono stata a Tarragona lo scorso anno con un’amica. Avevamo deciso di trascorrere una giornata diversa e, siccome non avevo mai visto questa città e ne avevo sempre sentito parlar bene, abbiamo deciso che sarebbe stata la nostra meta. Da Barcellona ci si arriva con circa un’oretta di treno.

Sono felice di averlo fatto perché ci sono andata quasi per caso, senza troppe aspettative e – invece – Tarragona mi ha sorpesa: è una città davvero molto bella e ricca di cultura, tanto da ottenere dal 2000 il titolo di Patrimonio dell’Umanità. Non a caso direi, perché è davvero ricca di resti, soprattutto di epoca romana, che la rendono una sorta di museo a cielo aperto. Se ci aggiungiamo che si trova su un’altura rocciosa affacciata sul mare, per me che sono un’amante del Grande Fratello Blu, rappresenta un mix perfetto!

La cosa che mi ha impressionato più di tutte è l’anfiteatro romano perché, oltre ad essere bello come “monumento” in sé, è davvero a pochi passi dal mare, quindi il colpo d’occhio nello scorgerlo è stato bellissimo! Mi sono seduta sulle gradinate ad osservare una rappresentazione che stavano mettendo in scena all’interno e mi bastava alzare gli occhi per vedere il mare come sfondo… molto molto bello! Non ne avevo mai visto uno così. 😀

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Anfiteatro romano – Tarragona

La giornata fu improvvisata quindi per una volta ho girato un po’ senza una meta precisa, seguendo istinto e indicazioni per strada. La passeggiata per la città è cominciata con un percorso molto bello sulle mura romane

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Mura romane – Tarragona

…dove abbiamo trovato anche gruppi di artisti che ricreavano l’atmosfera dell’epoca con spettacoli e rappresentazioni (tutte rigorosamente in catalano) piacevolissime da vedere, soprattutto perché rendevano l’atmosfera ancora più interessante.

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Terminata la passeggiata tra le mura abbiamo continuato a girare e ho lasciato che questa città mi sorprendesse passo dopo passo. Vi mostro delle foto che sicuramente rendono di più…

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Resti di Tarragona romana dall’alto

Ovunque giravo lo sguardo, i miei occhi si riempivano di meraviglia! 😀

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Scorcio dall’alto – Tarragona

Nel pomeriggio ci siamo fermate a pranzare in un localino sulla rambla (non lo consiglio perché era troppo turistico e non abbiamo mangiato benissimo. Noi volevamo giusto qualcosa per rifocillarci senza spender troppo, quindi siamo entrati in un posto a caso!). La vista era piacevolissima anche da lì, perché alla fine della rambla, c’è una terrazza che da sul mare.

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Tarragona – Andando verso la stazione dei treni

Dopo aver passeggiato per la rambla dove abbiam scelto di mangiare dei Churros con la nutella come dessert, abbiamo visitato la Cattedrale e poi ci siamo avviate verso la stazione, godendo di un bellissimo tramonto sul mare che ha concluso in bellezza la nostra passeggiata domenicale in questa città ricca di storia e di fascino. 😀

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Tramonto – Tarragona

Consiglio una visita a Tarragona perché ha molto più di quanto si possa pensare. A me ha decisamente sorpreso in positivo e conto di tornarci, magari un po’ più organizzata, per scoprire cosa mi son persa la prima volta girando un po’ a caso! 😀

Ricordi di Londra e non solo, tra le foto di vecchi album.

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Giro sul Tamigi – Londra

Sono un paio di giorni che facebook mi ripropone delle foto di Londra, ricordandomi che 7 anni fa, nel 2010 esattamente, ero lì di questi tempi.

Siccome questo blog segue un po’ il flusso dei miei ricordi e delle mie sensazioni, oggi è inevitabile qualche accenno alla capitale inglese. Non darò consigli di viaggio, Londra cambia troppo rapidamente perché qualcosa che ho vissuto anni fa possa essere ancora affidabile oggi in termini pratici, però condividerò ugualmente con voi un po’ dei miei ricordi se avrete voglia di leggere ugualmente. Purtroppo con il tempo i ricordi diventano sempre più sfocati, però non tutto si perde e a volte è anche bello provare a vedere cosa resta di un viaggio dopo anni.

In realtà a Londra ci sono stata due volte: il 2010 fu la data del nostro secondo appuntamento, più di 10 anni dopo il primo. Il nostro primo appuntamento avvenne nel 1998, l’anno precedente a quello della famosa maturità per me. In entrambe le occasioni, non posso dire di averla conosciuta a fondo perché ci ho passato troppo poco tempo. Mi piace però pensare che – come tutti i primi appuntamenti – ci siamo studiate un po’ entrambe, pronte a rivederci ancora per approfondire quello che è stato solo un assaggio tra di noi. In poche parole… non c’è due senza tre, quindi spero di tornarci ancora.

La prima volta ci sono stata per una settimana, ma il viaggio prevedeva un corso di lingua in un paesino sulla costa, ad Eastbourne, quindi in realtà Londra quella volta l’ho vista soltanto un giorno grazie ad un’escursione prevista. Fu uno di quei tour rapidi in cui a malapena hai tempo di scattare una foto ai monumenti più famosi, correndo contro il tempo e senza goderteli come si deve. Tra me e lei è stato amore a prima vista ma, come primo appuntamento, è stato troppo frettoloso! 😀

In quegli anni, tra l’altro, la macchina fotografica aveva ancora il rullino, quindi ho poche foto di quel viaggio, in un album che al momento non ho qui con me. Quelle che vedete qui, le ho scattate quando ci sono tornata nel 2010.

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Torri di Londra – Vi presento una folle, contenta per la guardia-peluche! 

Di quel primo viaggio ricordo nitidamente alcune cose: la sensazione tremenda che mi assalì la prima sera di non capire assolutamente nulla, per esempio. Arrivai presso la famiglia che mi ospitava stanchissima dal viaggio e mi resi conto che non riuscivo nemmeno a ricordarmi come si chiedeva dov’è il bagno! (Per fortuna il giorno dopo andò decisamente meglio!).

Ricordo la mia stanzetta, il mio letto di fronte ad una finestrella, in una mansarda di quelle tipiche casette inglesi coi tetti spioventi, tutte uguali, una accanto all’altra… mi affacciai e mi sembrò di essere improvvisamente stata catapultata in un film o in una fiaba. Ricordo l’entusiasmo del mio primo viaggio all’estero, del mio primo contatto con persone di altre nazionalità. Ricordo tutte le volte che la sera, tornando a casa con la mappa tra le mani, mi perdevo puntualmente tra quelle casette tutte uguali, costretta quasi sempre a tornare indietro, aiutandomi coi numeri civici per trovare quella giusta (erano davvero tutte identiche!!!).

Ricordo l’armonia che si creava nel raccontare alla mia famiglia affidataria quello che era successo durante il giorno. I buffi ma divertenti tentativi di mettere alla prova il mio inglese scolastico e anche le figuracce per le prime gaffe. Ricordo perfino che fu triste il distacco dopo una settimana… ma fu anche un’esperienza bellissima. Col senno di poi, credo che, nonostante i tanti viaggi fatti dopo, le emozioni di quella settimana lì non le ho mai più provate uguali. Altrettanto belle ogni volta, ma diverse. E poi l’Inghilterra secondo me è magica… ha un’atmosfera tutta sua. 🙂

Quel viaggio lo conservo nel cuore, in un angolino speciale. Anche perché, stando all’interno di un nucleo familiare locale, conosci di un posto qualcosa di totalmente diverso da quello che vivi normalmente da turista. Una settimana diventa intensa quasi quanto un mese… anche se vola!

A Londra però, come accennavo prima, ci son ritornata. La seconda volta, ci son rimasta un week end lungo, in cui mi sono concessa, oltre ai monumenti ben conosciuti che sarebbe ridondante citare, anche il Museo di Storia Naturale (enorme e gratuito!) e quello delle cere di Madame Tussauds (dove per entrare ho fatto la fila più lunga della mia vita!). Entrambi i musei sono impressionanti a mio parere, seppure estremamente diversi tra loro.

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Al museo delle cere con due dei miei attori preferiti – Londra

Il week end lungo da turista mi ha permesso di vedere moltissime cose che mi ero persa la prima volta ma sarebbe assurdo dire che conosco Londra e che non ho una voglia matta di ritornarci per scoprire tutte le cose che ancora non ho visto. Solo che, ogni volta che organizzo un viaggio, c’è la dura lotta tra tornare a rivedere un posto già visto per conoscerlo meglio o scoprirne uno nuovo… e di solito vince sempre la seconda!

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Museo di Storia Naturale all’esterno – Londra

 

Ma Londra ha ancora tanto da mostrarmi quindi, non è ancora abolita dalla mia WishList. Dobbiamo approfondire la nostra storia d’amore: non può finire qui! 😀

 

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Interno del Museo di Storia Naturale  – Londra

 

La mia piccola stella polare a Barcellona: il Tempio del Tibidabo

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Tempio del Tibidabo – Barcelona

Voglio presentarvi questa sera quella che è stata un po’ la mia piccola stella polare i primi mesi che sono arrivata qui a Barcelona, da sola, nel gennaio del 2015.

Se siete stati a Barcelona di sera e avete guardato nella direzione del monte Tibidabo, sicuramente il vostro sguardo sarà stato attratto da una chiesa illuminata. Si tratta di quello che è comunemente conosciuto come Tempio del Tibidabo (dal nome del monte sulla cui cima è stato eretto) o, più esattamente, il Tempio Espiatorio del Sacro Cuore di Gesù (Temple Expiatori del Sagrat Cor in catalano).

I primi mesi in cui vivevo qui, spesso – di ritorno da lavoro a tarda sera – alzavo lo sguardo per osservarlo, ripromettendomi prima o poi di salire fin lì per scoprire cosa ci fosse dietro quella luce che accompagnava le mie solitarie passeggiate notturne… ci misi qualche mese per trovare il tempo per salirci, ma mantenni la promessa con me stessa.

Quella luce nella notte era il Tempio che vedete in foto e che, probabilmente, se siete stati qui, avete anche visitato. A me ha impressionato moltissimo sia perché ha una forma decisamente particolare costituita da due livelli, sia perché dallo spiazzato antistante alla chiesa è possibile godere di una vista su Barcelona davvero stupenda… motivo per cui ci son poi tornata più volte.

La stella che mi teneva compagnia quando tornavo sola in piena notte era lui… tanto che nel vederlo “faccia a faccia” da vicino, da folle quale sono, mi son trattenuta a stento dal dirgli “Grazie per la compagnia“… come una pazza che parla da sola ad un ammasso di pietre praticamente… !!!  🙂

Credo che sono quelle tipiche cose che accadono quando sei da sola in una città che, per quanto ami, ti è straniera. Cerchi in qualche modo di farti amiche anche le stelle, per attutire quella sensazione di solitudine che è croce e delizia, soprattutto all’inizio e crei un’affinità inspiegabile anche con le cose più impensabili. O forse capita solo a me perché sono una sognatrice inguaribile da rinchiudere in un manicomio! Anche questa è un’opzione più che plausibile! 😀

In ogni caso, tornando al Tempio, se non ci siete mai saliti, ve lo consiglio. Fuori sembra più grande di quello che in realtà è dentro, perché è diviso su due piani, come una chiesa su un’altra chiesa, ma a me è piaciuto molto. Preferisco la chiesa inferiore perché mi sono innamorata dei dipinti ai lati dell’altare che a me sembrano disegnati a pastello, ma entrambe le parti del tempio meritano.

L’entrata è gratuita. Si pagano 3 euro solo se si vuole salire in cima con un ascensore per godersi il panorama dall’alto, ma – anche senza salire sulla cima – dallo spiazzato antistante al tempio si può godere già di una vista niente male.

Dimenticavo… davanti la chiesa c’è un Parco Divertimenti (il più antico di Spagna ed il secondo più antico d’Europa dopo quello di Vienna) che è ancora in funzione. È un po’ caro, ma se piace il genere, è un parco diverso dal solito che forse val la pena provare.

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Vista dallo spiazzato davanti al Tempio del Tibidabo – Barcelona

È possibile arrivarci in vari modi, ma – se si ha poco tempo – io consiglio sempre di arrivarci con un bus, il T1, che parte da Plaza Catalunya (lo trovate dalla parte opposta della piazza rispetto alla rambla) e che porta fin sù al Tempio e al Parco del Tibidabo. Il biglietto si compra direttamente sul bus (non vale quello della metro).

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Tempio del Tibidabo visto dal Parco – Barcelona

Una chicca a 20 minuti da Barcellona: Cripta di Gaudí e Colonia Güell

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Casa del Medico – Colonia Guell

Questo sabato sono stata a visitare un piccolo gioiellino modernista che si trova poco fuori Barcelona: La Colonia Güell. Era da tempo che contavo di andarci e questo week end ne ho finalmente trovato l’occasione. Ho voluto approfittare di uno degli ultimi fine settimana in cui le temperature permettono ancora di girare senza soffrire eccessivamente il caldo. Considerate che qui a Barcelona le spiagge sono già super affollate e la gente è al mare, nonostante siamo ancora a metà maggio… 😀

Cos’è la Colonia Güell?

Colonia Güell è una sorta di paesino industriale che Eusebi Güell, da cui prende il nome, fece costruire per coloro che lavoravano nella sua fabbrica tessile e per le loro famiglie. Non era l’unico nucleo abitativo costruito con questo scopo in quel periodo in Europa, ma, rispetto agli altri, è decisamente originale. La sua particolarità è dovuta al fatto che Güell era un appassionato d’arte e che quindi, essendo amico di Gaudí, decise di commissionare a lui la costruzione della colonia perché divenisse un luogo non solo vivibile ma anche esteticamente bello per i suoi dipendenti.

Gaudí preferì concentrarsi principalmente sulla Cripta (che prende appunto il nome di Cripta Gaudí) e lasciò ad altri la costruzione del resto della colonia.

Visitare la Colonia è in teoria gratuito, perché essendo un paesino si gira gratis, mentre l’entrata nella Cripta si paga circa 7 euro. Io consiglierei comunque l’audioguida per avere una spiegazione più precisa dei palazzi più famosi. Noi abbiamo trovato online un’offerta e con 15 euro abbiamo comprato un biglietto che comprendeva andata e ritorno da Barcelona in treno, l’entrata alla Cripta e l’audioguida per la Colonia.

Abbiamo preso un treno da Plaza de Espanya che in circa 20 minuti ci ha portato dritti a destinazione (la fermata si chiama proprio Colonia Guell, quindi è impossibile sbagliare). Arrivati alla stazione bisogna attraversare la strada e seguire delle orme blu dipinte per terra che portano all’ufficio dove è possibile ritirare l’audioguida e cominciare la visita. Loro stessi ti forniscono una mappa. Ci hanno chiesto un documento e ci hanno dato un’oretta e mezza di tempo per restituire le audioguide.

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Esterno Cripta Gaudí

La prima cosa che abbiamo visto è stata la Cripta, che sembra sia anche chiamata chiesa dalle colonne storte. Effettivamente entrando ci si rende conto che la chiesa è sorretta da colonne che di dritto hanno ben poco! 😀

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Entrata Cripta Gaudí – Colonia Guell

Purtroppo le foto rendono poco la bellezza della cripta perché i riflessi di luce facevano un po’ a cazzotti con la mia macchina fotografica (devo decidermi a procurarmene una decente!). Vi assicuro però che l’interno della Cripta è molto molto bello nella sua estrema particolarità.

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Interno Cripta Gaudí – Colonia Guell

Usciti dalla Cripta abbiamo continuato a visitare la colonia, perdendoci tra le sue costruzioni moderniste. È piccolina ma alcuni edifici sono davvero degli di nota, come la Casa del Medico (quella della copertina dell’articolo) oppure quella del Maestro che vi allego qui di seguito. A quest’ultimo era stata costruita un’abitazione a due passi dalla scuola, munita di un ponticello che gli permetteva di non scendere nemmeno di casa per andare a lavoro… un lusso non da poco direi! 😀

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Casa del Maestro – Colonia Guell

Terminato il nostro giretto per i vari edifici della Colonia, abbiamo riconsegnato le audioguide e ci siam messi alla ricerca di un posticino dove pranzare. Abbiamo trovato un bar ristorantino dove con 12 euro a testa abbiamo mangiato primo, secondo e dolce… niente male affatto, anche perché abbiamo mangiato bene e siamo usciti soddisfatti e più che sfamati!

 

Terminato il pranzo, ci siamo riavviati verso la stazione per tornare a Barcelona, dove abbiam gironzolato per il centro fino a sera, ma questa è un’altra storia! 🙂

Prima di lasciare Colonia Guell ho fotografato quest’altra casa che mi è piaciuta tantissimo ma che, sinceramente, non ho capito di chi fosse… magari è semplicemente di qualcuno che ci abita! A me è piaciuta un sacco.

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Tirando le somme è decisamente valsa la pena di visitare Colonia Guell e sinceramente la consiglio se ci si trova da queste parti e si sono già visitate le mete più conosciute della città. È graziosa, non è lontana dal centro e decisamente ben collegata. Basta qualche ora di tempo. Secondo me merita, soprattutto la Cripta… ma io adoro quel genio di Gaudí quindi non potrei non consigliarla! 🙂

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Per rendere eterno un istante unico ed irripetibile… basta una fotografia!

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Valle dei laghi – Trento

La foto che ho scelto per quest’articolo, l’ho scattata nella Valle dei Laghi, in Trentino, quando ancora vivevo in Italia. Eravamo andati a vedere i Mercatini di Natale a Trento e, prima di tornare a casa, abbiam deciso di fare una tappa lì… ne son venuti fuori scatti deliziosi. Purtroppo non sono esperta in fotografia come vorrei, ma mi son divertita un sacco lo stesso e quello che ho provato nello scattar le foto, lo ricordo ancora.

Mi piace cominciare i miei articoli con una foto. Mi sembra di rivivere le sensazioni del momento in cui l’ho scattata. Osservandola, un ricordo torna nuovamente vivo anche se lontano, come per magia. E non parlo solo del ricordo in sé della cosa che ho deciso di immortalare, ma della sensazione provata nel momento dello scatto ed in quelli immediatamente precedenti e successivi. I ricordi inevitabilmente sbiadiscono col tempo e io non sono famosa per avere una buona memoria, quindi… fotografo, sperando di portare con me nel tempo il più possibile di ciò che vedo e che mi emoziona.

Col passare del tempo, si dimenticano particolari che apparentemente possono sembrare insignificanti ma che, insieme ad altri, hanno contribuito a rendere speciale un istante… ed io non voglio dimenticare niente delle cose belle che mi girano intorno ogni giorno o che vedo durante i miei viaggi! Da questo deriva la mia frenesia di fotografare tutto ciò che mi colpisce!

A volte devo sembrare una matta alla gente intorno perché, soprattutto quando passeggio da sola, mi capita di fermarmi di scatto solo perché improvvisamente ho visto qualcosa che mi ha colpito… una cosa che magari ho visto altre mille volte, ma che da quella determinata prospettiva è “diversa” e deve essere immortalata così com’è in quell’istante e in quel punto esatto! E se per qualche ragione non posso farlo… resto a rimurginarci per un po’, pensando a che potenziale stupenda foto mi sono lasciata scappare!

Qualche volta mi capita anche quando sono in compagnia di fermarmi per scattar una foto, come una folle proveniente da un altro pianeta che non ha mai visto il mondo! Mi fermo senza preavviso e, anche se gli altri continuano a camminare, non proseguo, finché non sono riuscita ad avere il “mio scatto”. Di solito si accorgono della mia “scomparsa” dopo un po’, trovandomi ferma magari a fotografare il profilo di un albero controluce, un angolo di cielo al tramonto, o… qualunque cosa mi abbia colpito in quel momento.

Spesso una foto la scatto prima con gli occhi, come se la vedessi già immortalata in uno scatto. Subito dopo, sento la necessità incontrollabile di fissarla davvero in un click per poterla rivivere più e più volte!

Mi piace rubare momenti, catturare scenari, istanti che non saranno mai più uguali. Una stessa immagine non si ripeterà mai esattamente com’è nell’istante del “click”… vuoi perché le nuvole si sono spostate, vuoi perché il vento ha soffiato sulle foglie di un albero modificandone la posizione, o perché i riflessi del sole sono cambiati o per mille altre ragioni.

Ogni istante è unico ed irripetibile e fotografarlo è il mio modo per renderlo eterno.

Rita

Barcelona: se si viaggia con bambini, cosa si può fare di carino?

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Oggi mi dedicherò a scrivere un articolo che possa essere utile a chi decide di venire a visitare Barcelona con dei bambini.

Perché?

Perché molte volte mi son sentita dire che una volta che si decide di aver figli, si smette di viaggiare. Io non ho bambini al momento, però ho sempre pensato che se ne avessi, mi piacerebbe continuare a viaggiare e magari condividere anche con loro la mia passione. Ho sempre guardato con ammirazione le persone che hanno cominciato a viaggiare da piccoli insieme ai genitori… sono sempre persone interessantissime, hanno sempre qualcosa da raccontare e portano negli occhi riflessa la meraviglia delle cose vissute e viste.

Viaggiare apre la mente, arricchisce e, considerando quanto è grande il mondo e quanti posti ci son da vedere, chi comincia da piccolo – per una fanatica di viaggi come me – è decisamente un passo avanti!!! Io ho cominciato a viaggiare da grandicella, quando ho potuto, e finché posso, avrò sempre una valigia pronta, qualunque sia la meta!

Non metto in dubbio che viaggiare con i bambini porti a cambiare un po’ i ritmi in base alle esigenze, ma ho visto centinaia di persone farlo lo stesso, ho ossevato intere famiglie in giro per il mondo… e ogni volta che li guardo sorrido, perché sono la dimostrazione che è possibile.

Quindi, questo articolo è un mio omaggio per chi continua a viaggiare lo stesso, anche se ha dei piccoli gnometti al seguito! 🙂

Allora, cosa può fare di carino un bambino qui a Barcelona? Vi stilo una piccola lista di cose che potrebbero divertire anche i più piccoli (ma non solo!):

– Parque del Laberint d’Horta

È un parco all’interno del quale è possibile trovare un labirinto di siepi, alte abbastanza da non permettere di intuirne l’uscita se non andando a tentativi e trovandosi più volte faccia al muro, costretti a tornare indietro e provare un’altra strada! Io, che non sono più una bambina da un po’, l’ho provato un paio di volte e mi sono divertita… immagino che i bambini lo troverebbero uno spasso. Il labirinto è al centro di un parco più grande, quindi ci si possono trascorrere tranquillamente un po’ di ore di relax, se se ne ha il tempo.

Info pratiche:
Il parco è a pagamento in settimana (il prezzo del biglietto è di 2/3 euro) ma il mercoledì e la domenica l’entrata è gratuita. La metro più vicina è la L3 (linea verde) fermata Mundet.

– Font Màgica de Montjuïc

Difficilmente si può restare indifferenti allo spettacolo che l’acqua di questa fontana crea illuminandosi di colori al ritmo di musica. Stupisce gli adulti e non può che lasciare a bocca aperta i bambini. Potete godervi lo spettacolo ai piedi della fontana o in cima alla scalinata del Palacio Nacional (sede del Museo Nazionale d’Arte di Catalunya). Siccome gli spettacoli durano una ventina di minuti ciascuno, io vi consiglio di guardarli da entrambe le prospettive… non ve ne pentirete! Se vi ci avvicinate troppo, contro vento, potrete trovarvi totalmente bagnati da una doccia extra!

Info pratiche: La fermata della metro più vicina è Plaza de Espanya. Ci arrivano due linee, la L3 verde e la L1 rossa. Lo spettacolo della fontana è gratuito ma è soggetto ad orari. D’inverno gli spettacoli sono solo il venerdì e il sabato sera, ma dalla primavera all’estate i giorni aumentano. In estate è possibile vederla dal giovedì alla domenica, sempre di sera ovviamente. Attenzione però: ogni anno, da inizio gennaio a metà febbraio, di solito la fontana rimane chiusa per manutenzione.

Poble Espanyol

È una sorta di museo a cielo aperto, in cui è possibile passeggiare piacevolmente lontani dal traffico e godere delle bellezze delle varie zone della Spagna riprodotte come fossero piccoli quartieri, uno accanto all’altro. Insomma ci si può spostare dall’Andalucia alla Galizia, soltanto voltando l’angolo! Lo trovo un posto graziosissimo, dove si può trascorrere una giornata in serenità. Per i bambini, molto spesso, soprattutto durante il week end, organizzano eventi, fiere, animazione.

Il week end del 20 e 21 maggio di quest’anno (2017) dalle 10 alle 20 (se qualcuno si trovasse a passare di qui)  ci sarà la fiera annuale dei Playmobil.

Info utili: Metro più vicina Linee L3 – L1 – Fermata Plaza de Espanya. I bambini sotto i 4 anni non pagano il biglietto.

Acquario di Barcelona

Non è assolutamente ai livelli dell’Oceanario di Lisbona o dell’Acquario di Genova, se li avete visti, e il prezzo del biglietto è un po’ caro a mio parere (intorno ai 20 euro), ma per i bambini può essere una piacevole attrattiva. Io, probabilmente avendo come metro di paragone quello di Genova e di Lisbona, sono condizionata nel giudizio. Ma qui parliamo di bambini e l’acquario di Barcelona a loro piacerà sicuramente.

Info pratiche: si trova nei pressi del Port Vell. Le metro più vicine sono la linea L3 Verde, fermata Drassanes o, in alternativa, la linea L4 gialla, fermata Barceloneta.
Comprando il biglietto online si può risparmiare qualcosina, inoltre i bambini piccoli pagano biglietto ridotto.

Parco de la Ciutadella

È un parco con all’interno un laghetto, dove è possibile noleggiare una barchetta a remi. Potrebbe essere un’altra cosa divertente da fare. Il parco è tenuto bene ed è in pieno centro. Dall’Arc de Triomf all’entrata del parco la passeggiata è piacevolissima.

Info utili: La metro più vicina è la linea L1 rossa, fermata Arc de Triomf. Il parco è gratuito ed aperto fino a sera. Ha due entrate, una è quella che proviene da Arc de Triomf, l’altra è nei pressi del quartiere del Born, a pochi passi dalla Estació de França.

Ci sono altre cose che probabilmente sarebbero divertenti per dei bambini qui, Barcelona è bella proprio perché è varia e a misura di bambini come di giovani o adulti, ma per ora direi che mi fermo qui… con queste già avete una vasta scelta di attività che possono accontentare anche i più piccoli. 🙂

Non smettete di viaggiare, se potete. 🙂

Rita

La mia personale Top 10 dei castelli da visitare in Europa

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Castello di Neuschwanstein – Baviera

Una delle mie grandi passioni sono i castelli. Questo è il motivo per cui, ogni volta che vado in giro, se c’è la possibilità di visitarne uno, difficilmente me la lascio scappare. Ho deciso quindi di stilare una piccola lista dei miei castelli preferiti in Europa e che credo valgano una visita.  Ovviamente le foto le ho scattate tutte personalmente. 🙂

Cominciamo subito!

1 – Castello di Neuschwanstein in Baviera (quello che ho scelto come copertina del post).

Si trova nei pressi di Füssen, di fronte ad un altro castello molto bello. L’ho visitato nell’inverno del 2012 (trovi l’articolo sull’on the road in Baviera qui) ed è diventato uno dei miei preferiti, al punto che mi sono comprata anche un puzzle che lo ritrae (i puzzles sono un’altra delle mie mille passioni!). Quando l’ho visitato era ricoperto di neve, cosa che gli regalava un alone di magia ancora più intenso, ma sono certa che anche in primavera dev’essere davvero uno spettacolo.

È al primo posto della mia lista perché è di quei castelli che davvero sembrano usciti da un racconto di fiabe. Ho letto da qualche parte che è uno dei castelli che ha ispirato la Disney ed effettivamente potrebbe essere!

Ricordo che era possibile fare un biglietto cumulativo per visitare questo castello e quello di Hohenschwangau. Io ovviamente li visitai entrambi! Molto belli anche dentro ad esser sincera. La guida fu davvero brava a farci rivivere la vita un po’ folle di re Ludwing II quindi nell’insieme fu una visita davvero degna di nota. Bello, bello, bello. Voto: 10 pieno!

2 –  Castello di Hohenschwangau in Baviera – Germania

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Castello di Hohenschwangau – Baviera

3 – Alcázar di Segovia – Spagna

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Alcázar di Segovia – Spagna

Come è evidente dalla data sulla foto, ci sono stata quasi 10 anni fa, nel lontano (ma non troppo!) 2008. Ero andata a trascorrere una settimana a Madrid e ne ho approfittato per fare una scappata a Toledo e Segovia poco distanti. Purtroppo non sono riuscita a visitare questo castello all’interno perché quel giorno, quando arrivai, lo trovai chiuso. Questo non mi ha impedito di inserirlo nella mia top ten di castelli preferiti, perché già da fuori è davvero stupendo! Anche questo sembra abbia ispirato dei film Disney e la cosa non mi meraviglia affatto… è davvero uno spettacolo. Quando lo vidi, la prima cosa che pensai fu che era proprio così che avevo sempre immaginato un castello delle favole! Prima o poi tornerò per visitarlo all’interno. 🙂

4 –  Palácio da Pena – Sintra (Portogallo)

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Palácio da Pena – Sintra (Portogallo)

Questo è uno dei vari castelli che è possibile visitare a Sintra, in Portogallo (il più bello a mio parere). Da Lisbona è possibile arrivarci in treno in meno di un’oretta se ben ricordo. Anche questo rientra nella lista dei castelli da visitare assolutamente se si è appassionati di castelli, perché è totalmente diverso dagli altri… i colori e la forma lo rendono davvero unico nel suo genere. Ricordo che il biglietto ci costò un bel po’, ma ne valse effettivamente la “Pena”. 😀

5 – Rovine del Castello dei Mori a Sintra – Portogallo

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Castello dei Mori a Sintra – Portogallo

In questo caso più che di un castello, parliamo delle rovine di un castello, quello dei Mori, che pare sia stato distrutto da un incendio e un terremoto. Lo inserisco ugualmente nella mia top ten perché la passeggiata lungo la muraglia mi è piaciuta moltissimo (tra l’altro trovandosi abbastanza in alto non ho sofferto per nulla il caldo, nonostante la passeggiata sia abbastanza lunga. In più, ho goduto di una vista stupenda). È possibile fare un biglietto cumulativo di Palacio da Pena e Palazzo dei Mori, quindi val la pena vederli entrambi, estremamente diversi tra loro.

6 – Alcazar di Siviglia – Spagna

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Esterno dell’Alcazar di Siviglia – Spagna

L’Alcazar di Sevilla rientra nella mia top ten non tanto per l’aspetto esteriore, quanto per ciò che nasconde all’interno che mi ha davvero impressionata. L’influenza araba è davvero tangibile e sono rimasta a lungo col naso all’insù ad osservare e fotografare quello che vedevo… lo consiglio senza ombra di dubbio. C’è un giorno in cui è perfino gratuita la visita, ma anche pagando, vale decisamente la pena entrarci. (Se vuoi saperne di più dai un’occhiata all’articolo che ho dedicato proprio all’Alcazar di Siviglia).

7 – Palacio de la Aljafería di Saragozza – Spagna

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Palacio de la Aljafería di Saragozza – Spagna

Questo castello fu una piacevole sorpresa. Lo scoprii quando decisi di concedermi un fine settimana in solitaria a Saragozza, un paio di anni fa. Da Barcelona ci si arriva in poche ore d’autobus, quindi feci il biglietto e partii, senza pensarci due volte sù. L’interno, di chiara influenza araba in alcuni punti, mi impressionò abbastanza. Posso dire che insieme alla Basilica del Pilar è la cosa più bella che ho visto in quel week end. Merita decisamente.

8 – Alhambra di Granada – Spagna

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Alhambra di Granada – Spagna

Non può mancare nella mia top ten. Spiegare in poche parole che cos’è l’Alhambra di Granada sarebbe un’utopia, tanto che fin’ora non sono riucita a scriverci sopra nemmeno un post (magari prima o poi ci riuscirò). L’Alhambra è una mini città e va vissuta a pieno… non la si può raccontare. Bisogna perdersi tra i suoi giardini, nei suoi porticati, tra le sue stanze… non a caso la visita di solito presuppone 3/4 ore e per visitarla è necessario prenotare mesi prima per non rischiare di arrivare a Granada e andare via senza aver visto uno dei suoi gioielli più preziosi.

9  – Castelo de São Jorge di Lisbona – Portogallo

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Castelo de São Jorge di Lisbona – Portogallo

Il castello di São Jorge di Lisbona si trova nella parte più alta della città dell’antica cittadella medievale (Alcazaba) e regala un bellissimo panorama. Io ci sono stata in pomeriggio, quindi ho potuto godere della vista anche al tramonto. Una delle cose che mi è rimasta impressa è che tra le sue mura, nel pomeriggio, iniziarono ad esibirsi artisti di strada che suonavano e cantavano musiche tipicamente portoghesi, e questo rese l’atmosfera tra le mura del castello ancora più speciale. Mi sembra ancora di sentire le note risuonare tra i torrioni, se ci ripenso… 

10 – Castell de Montjuïc a Barcellona – Spagna

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Esterno del Castell de Montjuïc a Barcellona – Spagna

Il Castell de Montjuïc, come lo chiamano qui, è situato nel punto più alto della montagna di MontJuic e rappresenta oggi una sorta di Mirador, dal quale è possibile godere di una splendida vista su Barcellona. Ha intorno il tipico fossato, dove l’acqua è stata sostituita da erba. Durante la guerra civile spagnola questo castello fu trasformato in una prigione, per poi passare in tempi recenti ad essere sede del Museo Militare. Attualmente è sede di alcuni eventi culturali e d’estate al suo esterno, si organizza anche un cinema all’aperto.

Questa è la mia temporanea top ten dei castelli più belli visitati in Europa. Qual è la vostra? Avete dei castelli da consigliarmi e che secondo voi valgono assolutamente una visita? Io prendo appunti!!! 😀

In seguito magari stilerò anche la mia personale Top Ten dei Castelli più belli visitati in Italia… anche nel nostro bel Paese ne abbiamo di bellissimi!

Portogallo – Il Festival delle Sculture di Sabbia in Algarve (FIESA)

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Festival delle Sculture di Sabbia in Algarve

Uno dei ricordi che conservo dell’Algarve, a parte quello delle sue meravigliose spiagge e l’immagine di posti graziosissimi come Albufeira e Lagos, è il Festival Internazionale delle sculture di Sabbia (FIESA).

Scoprii per caso la sua esistenza poco prima di partire per il Portogallo, mentre raccoglievo tutte le informazioni sul posto, grazie alle foto di un viaggiatore che ci era stato poche settimane prima. Per mia fortuna aggiungerei, perché stranamente non avevo letto da nessuna parte della cosiddetta Sand City! E siccome a me le cose particolari piacciono un sacco, mi documentai e andai a vederla!

Pare che si tratti dell’unica esposizione di questo tipo di tutta la Penisola Iberica. Quindi, siccome io sono stata fortunata a scovarla, consiglio a tutti quelli che si trovassero da quelle parti e che, come me, amano le cose un po’ fuori dal comune, di farci un salto! 😀

In pratica è una zona recintata (si paga un biglietto di circa 9 euro per entrare) in cui artisti provenienti da tutto il mondo creano sculture di sabbia grandissime seguendo il tema che viene scelto per la fiera di anno in anno. Le statue arrivano a misurare fino a 10 metri o più e sono in esposizione da aprile a ottobre se ben ricordo (io ci son stata in agosto).

Non ho idea di come si mantengano in piedi tutta l’estate, fatto sta che erano perfette e il colpo d’occhio quando si entra è indubbiamente molto bello! Sono raccolte in uno spazio che si gira in una mezz’oretta circa, ma personalmente ci ho passato dentro molto più tempo scattando foto ad ogni scultura… sono fatte davvero bene!

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Festival delle Sculture di Sabbia in Algarve

Quando l’ho vista io, alcuni anni fa, il tema era “Gli Idoli” e le sculture rappresentavano, appunto, idoli di ogni tipo, scienziati, scrittori, star del cinema, della musica, dei fumetti e addirittura quelle dei film animati come Madagascar! Insomma, ce n’era per tutti i gusti!

L’esposizione si trova esattamente a Pêra, in Algarve. Noi ci siamo arrivati partendo da Albufeira, con un bus che ci ha portato direttamente all’entrata dell’esposizione. Ma anche da Lagos e Portimão c’erano dei bus che ci arrivavano.

Andarci di giorno permette di vedere meglio le sculture e scattare belle foto, ma anche di sera è molto carino perché le sculture vengono illuminate e l’atmosfera si trasforma, soprattutto quando inizia anche un po’ di musica.

All’interno del recinto c’è anche un bar e, a volte, vengono organizzati degli spettacoli, quindi ci si può tranquillamente trascorrere qualche ora in modo decisamente originale!

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Festival delle Sculture di Sabbia in Algarve

Se vi trovate in Algarve, vi consiglio di visitarla… a me è piaciuta tantissimo, e semmai dovessi tornare da quelle parti, ci andrei sicuramente di nuovo! Anche perché ogni anno il tema cambia quindi, ci sarebbe sicuramente altro da scoprire! 🙂

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Festival delle Sculture di Sabbia in Algarve

Isola di Capri su due ruote!

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Avete mai visitato quel gioiellino che è l’Isola di Capri? E soprattutto, avete mai provato a girarla in scooter? Io l’ho fatto domenica scorsa e, se amate i paesaggi che lasciano senza fiato e avete una passione per i mezzi a due ruote, vi consiglio di provare quest’esperienza!

In realtà, anche se non amate le due ruote, vi consiglio ugualmente di visitare quest’isola che è davvero stupenda. I trasporti sono organizzati bene e la si gira tranquillamente in bus, funicolare e a piedi. L’unica cosa che vi consiglio, soprattutto se desiderate vedere gli scorci più caratteristici, sono un paio di scarpe comode.

Io l’ho girata in scooter e questo mi ha permesso di evitare un po’ di code alle fermate degli autobus che, per quanto frequenti, questo week end erano sempre un po’ lunghette. Comunque, se si vogliono cogliere gli scorci da diverse prospettive, c’è tanto da camminare anche a piedi… ma ne val davvero la pena! 😀

Partiamo dal viaggio per raggiungere l’isola: noi abbiam preso un aliscafo dal porto di Napoli (Molo Beverello) ma c’è anche la possibilità di prendere un traghetto. Il traghetto ci mette poco più di un’ora e l’aliscafo più o meno 45 minuti. La differenza di prezzo tra i due invece è di circa 5 euro a tratta. Noi abbiamo pagato intorno ai 40 euro andata e ritorno (entrambe in aliscafo).

Il mio consiglio è di comprare il biglietto online per scegliere bene l’orario di partenza e soprattutto per evitare le file al porto. Anche se si è comprato il biglietto online però, bisogna presentarsi una mezz’oretta prima alla biglietteria, per ritirare la carta d’imbarco (noi ci abbiamo messo due minuti esatti, senza file).

Arrivati al porto di Capri, siamo passati all’ufficio del turismo, dove ci siamo procurati una mappa dell’isola. Dal porto c’è una funicolare che porta a Capri centro. Noi eravamo intenzionati a prendere questa quando abbiamo avuto l’idea di noleggiare uno scooter.

Amando le due ruote ci è sembrata un’ottima idea quindi siamo entrati nel negozio lì al porto per informarci. L’offerta ci è sembrata accettabile: per 50 euro abbiamo noleggiato lo scooter per tutto il giorno con benzina inclusa. Ci han dato anche la possibilità di parcheggiare gratis in tutte le sedi di noleggio sparse per l’isola. Questo ci ha semplificato enormemente la vita e permesso di vivere l’isola sotto una prospettiva totalmente diversa. Abbiamo camminato ugualmente (soprattutto nella zona di Capri dove tocca lasciare lo scooter prima del centro e girare a piedi) ma ci siamo spostati da Capri ad Anacapri e nei vari punti dell’isola godendo della meravigliosa sensazione che ti da scorgere man mano il paesaggio che cambia e quella sensazone di totale libertà che chi ama le due ruote può sicuramente comprendere a pieno! 🙂

La prima meta è stata Anacapri. Siamo arrivati fino al Faro, dove abbiam trovato il Belvedere del Sognatore (nome che ho adorato).

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Panorama dal Belvedere del Sognatore – Anacapri

Dopo aver scattato alcune foto siamo scesi fin giù, dove c’è anche un barettino… non era necessario ma non potevo perdere l’occasione per provare a scattare qualche foto da una prospettiva diversa!

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Anacapri

Ci siamo poi rimessi in marcia per raggiungere la zona della Grotta Azzurra. Ci era stato già detto che a causa dell’alta marea era impossibile entrare a visitarla, ma ci han consigliato ugualmente di scendere fin lì per godere del panorama… ed effettivamente avevano ragione! Siamo riusciti ad arrivare ad un passo dalla grotta ma purtroppo era impossibile guardare all’interno da dove eravamo. Desideravo visitarla dentro ma pazienza, abbiamo un motivo in più per ritornare a Capri!

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Entrata della Grotta Azzurra non visibile a causa dell’alta marea

Dopo aver scattato qualche foto, risaliamo in sella allo scooter e ci avviamo verso il centro di Anacapri, dove cominciamo a girare a piedi. Ci sono dei negozietti caratteristici e un percorso di cose da visitare, indicate su una mappa all’entrata del centro storico.

Noi abbiamo seguito il percorso e ci siamo concessi la visita della chiesa di San Michele. Avevamo letto che il pavimento era totalmente in maiolica ed eravamo curiosi di vederlo. L’entrata costa 2 euro e la visita dura pochissimi minuti perché è una chiesetta piccola ma effettivamente il pavimento in maiolica (che rappresenta l’Eden) merita davvero! Non ho mai visto un pavimento dipinto così! Ovviamente non è possibile passeggiarci sopra, quindi hanno montato delle travi lungo tutto il perimetro che permettono di guardarlo da ogni prospettiva senza calpestarlo.

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Interno della Chiesa di San Michele – Anacapri

Terminata la visita del centro di Anacapri ci siamo diretti verso Villa San Michele, che però non abbiamo visitato all’interno per questioni di tempo. Era già ora di pranzo e ci mancava ancora Capri da visitare. Abbiamo però goduto del panorama del belvedere che la circonda e che ci ha lasciati abbastanza a bocca aperta.

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Panorama Belvedere Villa San Michele – Anacapri

Subito dopo ci siamo diretti verso Capri, concedendoci prima una deviazione verso Marina Piccola, che ci ha regalato nuove prospettive dell’isola e da cui mi son divertita a scattare tante foto… eh sì, quando comincio a scattar foto non mi fermerei più!

Da lì abbiamo iniziato a scorgere i famosi Faraglioni.

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Marina Piccola e Faraglioni – Capri

Arrivati presso la famosa Piazzetta di Capri, abbiamo abbandonato lo scooter e camminato prevalentemente a piedi. Il centro è graziosissimo. Probabilmente se avessi potuto visitarlo con un po’ di folla in meno e più tempo a disposizione lo avrei gradito ancor di più, ma purtroppo credo sia difficile trovare Capri non presa d’assalto dai turisti. A ben ragione direi!

Dal centro abbiamo seguito il percorso che ci ha condotti ai Giardini di Augusto (davvero curatissimi e pieni di coloratissimi fiori) da dove abbiamo potuto osservare i Faraglioni più da vicino. Il biglietto ci è costato appena 1 euro a persona.

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Giardini di Augusto – Capri

 

Ultima tappa prima di tornare al porto per prendere l’Aliscafo è stata Via Tragara, una passeggiata di una decina di minuti a piedi che consiglio vivamente perché ci ha permesso di godere di quello che per me è stato uno dei più bei panorami dell’isola.

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Via Tragara – Capri

Arrivati in fondo alla via, c’è la possibilità di scendere una lunga scalinata di circa 20 minuti (almeno questo è quanto dicevano le indicazioni) che porta proprio a due passi dai Faraglioni. Noi, per questioni di tempo e un po’ anche di stanchezza, abbiamo desistito dall’impresa, godendoci un po’ di vista dal Belvedere di Via Tragara, prima di tornare indietro a recuperare il nostro scooter e dirigerci verso il Porto di Marina Grande per riconsegnarlo prima di partire.

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Panorama da Via Tragara – Capri
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Faraglioni da Via Tragara – Capri

Purtroppo non siamo riusciti a vedere proprio tutto di questa splendida Isola. Per farlo ci sarebbe stato bisogno di qualche giorno in più, ma contiamo di ritornarci per riprendere da dove abbiamo lasciato!

Sicuramente girarla su due ruote ci ha reso il tutto più piacevole e ci ha fatto anche risparmiare tempo quindi, col senno di poi, posso dire che è stata un’idea più che azzeccata e che è un’esperienza che consiglio decisamente!

Portogallo da nord a sud in BUS: si può fare!

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Mimo lungo le rive del Douro – Oporto

Ho scattato questa foto lungo le rive del fiume Douro a Oporto, presso la Ribeira, in un pomeriggio assolato dell’agosto del 2012. Oporto è stata la prima tappa di uno straordinario tour del Portogallo che si concluse a Faro, in Algarve, dopo 10 giorni super intensi e ricchi di emozioni. Fu un viaggio che – nonostante le difficoltà iniziali e le aspettative decisamente alte di cui lo avevo caricato – riuscì ad essere perfino più bello di quanto io stessa avessi immaginato.

Probabilmente i contorni di questo piccolo grande sogno iniziarono a delinearsi già da quando, nel 2000, cominciai a studiare all’università la lingua e la cultura Portoghese. Più mi avvicinavo alla letteratura, alla storia, alla cultura di questo straordinario Paese, più ne rimanevo affascinata. Il desiderio di conoscere la terra di Pessoa e Camões cresceva giorno per giorno e col tempo, inevitabilmente, l’organizzazione di un viaggio per realizzare questo sogno divenne un obiettivo sempre più concreto. Così, in breve tempo, il Portogallo scalò la mia Wishlist dei viaggi da fare, fino a raggiungere il primo posto.

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Dall’alto della Torre di Belem – Lisboa

Da quel momento cominciai a documentarmi sul serio, a raccogliere tutte le informazioni possibili per organizzare un tour on the road… volevo conoscere il Paese nelle sue sfumature, le differenze tra un posto e un altro, perdermi tra la sua gente e viverlo nella sua pienezza.

Il mio entusiasmo però non aveva fatto i conti con le difficoltà davanti alle quali la vita a volta ci pone: non avevo idea che la realizzazione di questo sogno avrebbe dovuto attendere almeno 12 anni! Il destino a volte ti costringe a giri un po’ lunghi prima di permetterti di realizzare alcuni desideri… ma a me piace pensare che sia perché vuole saggiare la nostra determinazione nel portarli a termine. Magra consolazione forse… oppure semplicemente questione di prospettive! 🙂

In ogni caso, immaginate la mia faccia quando, dopo anni che provavo ad organizzarlo, nel 2012 finalmente sono sul punto di partire e il viaggio rischia di saltare ancora una volta per un imprevisto!

In pratica, poco prima di partire, si presentò un problema con la carta di credito che non ci permise più di affittare la macchina con cui avremmo dovuto girare il Portogallo. Ovviamente le provai tutte prima di demordere ma, senza carta di credito, non ci fu verso di convincere nessuna agenzia a lasciarci noleggiare un’auto! A quel punto, non so se fu la mia testardaggine o la determinazione a partire “costi quel che costi” quello che mi spinse ad escogitare il piano B, fatto sta che in pochi giorni decisi: saremmo partiti uguale e avremmo girato tutto il Portogallo in BUS!

Raccolsi tutte le informazioni sui collegamenti, calcolai i tempi, gli itinerari e decisi che non avrei permesso al viaggio di saltare per l’ennesima volta. Volevo farlo e, difficoltà o meno, questa volta sarei partita. Se questo significava sperimentare un nuovo modo di viaggiare… beh, vorrà dire che lo avremmo provato!

Fu così che, il nostro viaggio on the road per il Portogallo ebbe la particolarità di essere fatto completamente in bus invece che in auto. E, col senno di poi, devo ammettere che questo cambiamento da ultimo minuto non lo rovinò minimamente, anzi… lo arricchì di nuove esperienze che probabilmente ci saremmo perse viaggiando in auto.

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Dall’alto del Castello di São JorgeLisboa

Il lato negativo fu che dovemmo rinunciare ad un paio di tappe del tour, condizionati dagli orari dei bus a cui dovemmo ovviamente adeguarci, ma – a parte questo – tutto filò liscio e viaggiare in questo modo ci permise di vivere il Paese e la sua gente ancora di più di quanto lo avremmo fatto viaggiando in auto, aggiungendovi anche quel pizzico di avventura ed imprevedibilità che non potette che renderlo ancora più interessante.

Percorremmo da Nord a sud il paese visitando Porto – Nazaré – Fatima – Lisbona – Sintra – Lagos – Albufeira e Faro contando solo sugli autobus che collegano una città all’altra del Paese. Devo ammettere che i collegamenti sono organizzati benissimo e viaggiare da passeggeri per una volta non è stato affatto male. Se mi guardo indietro e ci ripenso mi è persino piaciuto farlo e – se tornassi indietro –  rifarei quel viaggio esattamente così, non cambiandolo nemmeno di una virgola.

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Palácio da Pena – Sintra

A volte ci vuole un po’ a realizzare un sogno, in alcuni casi tocca scendere a compromessi, ma se non si demorde e si trasformano gli ostacoli in opportunità… perfino quello che sembra impossibile diventa possibile. Magari diverso, ma possibile. 🙂

Vi saluto con questa riflessione notturna, una Poesia di Pessoa che adoro e qualche foto delle centinaia scattate in Portogallo:

Per essere grande, sii intero:
non esagerare e non escludere niente di te.
Sii tutto in ogni cosa.
Metti tanto quanto sei, nel minimo che fai,
come la Luna in ogni lago tutta risplende,
perché in Alto vive. 

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Torre di Belem – Lisboa

Barcelona e le sue tradizioni: 23 aprile – Diada de Sant Jordi

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Bancarella di rose rosse con draghetto sulla Rambla

Potrei continuare a raccontarvi di altre esperienze di viaggio ma – come ho già accennato qualche volta – questo blog segue il flusso dei miei pensieri e va a ritmo con la mia vita, quindi, dato che qui in Catalunya oggi è un giorno speciale, la cosa che mi viene più naturale è quella di raccontarvi qualcosa sulla festa di Sant Jordi.

Per aiutarvi a comprendere quanto questa festa sia sentita qui, vi dico solo che oggi a Barcelona c’è una tale affluenza di gente per le strade, che perfino trovare un angolino per allacciarsi le scarpe senza essere calpestati dalla folla può risultare un’impresa non da poco! E, se non mi credete… vi sfido a provarci! 😀

Ma andiamo per ordine: che cosa succede a Sant Jordi? Perché è tanto speciale?

In primis Sant Jordi è il patrono di Catalunya, e questa sarebbe già una ragione fin troppo valida qui per festeggiare. Ma il motivo dei festeggiamenti non si riduce a questo. Per rispondere con poche parole, potrei dire che è una sorta di San Valentino spagnolo ma nemmeno questo renderebbe giustizia a questa festa. Sinceramente sentirei perfino di fare un torto ai catalani e alla loro tradizione nel paragonare le due feste tra loro. Hanno indubbiamente qualcosa in comune ma, a mio parere, Sant Jordi è una festa molto più carina e originale di San Valentino.

Tradizione vuole che, il giorno di Sant Jordi, l’uomo regali alla sua donna una rosa rossa e lei ricambi regalando a lui un libro. È per questo che la città il 23 aprile si trasforma in un’immensa libreria a cielo aperto (in modo particolare Piazza Catalunya e tutta la Rambla, ma non solo). Ci sono gli stand delle grandi librerie dove autori di libri famosi firmano copie ma anche tantissime bancarelle di librerie più piccole o di venditori improvvisati che preparano un banchetto con alcuni volumi (anche usati in alcuni casi) e approfittano della giornata per guadagnarsi qualche soldo extra.

Accanto alle bancarelle di libri spuntano quelle piene di rose rosse, ma mi è capitato perfino di vederne qualcuna che fosse un mix di entrambe. Quella che si respira è un’atmosfera che fonde tradizione e romanticismo e che da alla città un aspetto particolarmente frizzante e allegro. È quasi impossibile incontrare qualcuno in giro che non abbia con sé un libro o una rosa (io son tornata a casa con entrambi!).

Quello che la rende però ancora più speciale secondo me è che lo scambio dei doni, col passare del tempo, ha assunto una connotazione più ampia, e ora non si regalano libri o rose solo a fidanzati o compagni ma anche ad amici, familiari e persino a colleghi… è una giornata che celebra l’Amore in ogni sua forma, quindi è diventata un po’ una festa per tutti. In molti oggi mi han salutato con “Buena Diada” e ho sentito un po’ la sensazione di quando qualcuno ti augura Buon Natale,  con la piccola differenza che in questo caso siamo in piena Primavera!

Oltre a libri e rose però, la festa di San Jordi ha un altro grande protagonista, presente in quasi tutte le bancarelle di fiori: il Drago. Ma, cosa c’entra ora il Drago con le rose?

Non so se ve lo state chiedendo anche voi… io, curiosa come sono, me lo sono chiesta e – siccome la curiosità in qualche modo devo placarla – mi sono informata. Il Drago c’entra perché, insieme alla rosa rossa, ricorda la leggenda popolare di San Giorgio

Praticamente la leggenda racconta di un Drago che, nel Medioevo, terrorizzava gli abitanti di Montblanc. Questi poveretti, per placare la sua ira, sorteggiavano di volta in volta una persona per sfamarlo (non perché gli desse da mangiare ma perché gli facesse proprio da cena). Quando la cattiva sorte toccò alla figlia del re, l’arrivo provvidenziale di un cavaliere la salvò. Sant Jordi (era lui ovviamente il cavaliere) uccise il drago. Dal suo sangue apparve una rosa rossa che l’uomo donò alla principessa.

Ecco spiegato il perché dei draghi e delle rose di Sant Jordi.

Ammetto che come festa mi piace molto perché unisce la mia passione per i libri a quella per i Draghi e quella per la primavera in generale, quindi per me un voto di 8 pieno alla festa di Sant Jordi. 🙂

Intanto si attende la prossima festa: la noche de San Juan!

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