Blog del mese per expat.com – Giugno 2017

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Questa settimana è stata davvero complicata dal punto di vista personale quindi non sono riuscita a dedicare il tempo che avrei voluto al blog. Purtroppo a volte ci sono cause di forza maggiore che rendono davvero difficile anche scrivere due parole…

…ma per un attimo voglio metter da parte i pensieri tristi e parlare di una cosa piacevole. 🙂

Oggi sarò breve ma non posso non dedicare almeno qualche riga al sito http://www.expat.com che ha scelto il mio blog per inserirlo nel suo articolo sui 5 Blog del mese di Giugno.

Cosa dire?

Non posso che esserne lusingata! 😀

Se volete dare un’occhiata all’articolo di riferimento lo trovate qui: http://www.expat.com/newsletter/top/405_giugno-2017.html.

Buona serata a tutti! 🙂

 

 

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Una domenica pomeriggio a Girona

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Cattedrale di Girona

Domenica pomeriggio ho deciso di trascorrere qualche ora a Girona alla scoperta del suo centro storico, di cui avevo sentito sempre parlar bene. Non volevo che il fine settimana terminasse troppo in fretta quindi tempo di pensarlo ed ero già in strada! 😀

In realtà ero convinta che il treno ci mettesse circa 40 minuti da Barcellona, ma – probabilmente – gli orari che avevo consultato frettolosamente prima di uscir di casa erano di qualche treno veloce. Una volta in carrozza infatti, ho scoperto che in realtà il regionale su cui ero salita ci avrebbe impiegato circa un’ora e mezza ad arrivare.

Poco male perché adoro leggere e ho sempre con me un libro, soprattutto in viaggio, quindi il tempo è passato senza alcun problema. Solo che, se avessi calcolato di metterci tanto, sarei scesa prima di casa o avrei optato per andarci un altro giorno con più tempo. Ma in fondo va bene così, vorrà dire che tornerò per vedere quello che non ho visto, possibilmente in una giornata meno calda, perché domenica era decisamente una giornata da mare. 😀

Altro piccolo inconveniente è stato che l’ufficio del turismo di Girona la domenica chiude alle 14. Essendoci arrivata alle 14.30 l’ho trovato chiuso. Fortunella!!! 😀
Contavo di recuperare lì almeno una cartina… invece, beffata dalla sorte! Ho cominciato a gironzolare seguendo l’istinto e le indicazioni. Il centro storico è piccino quindi in fondo è anche un piacere passeggiare senza meta per i suoi vicoletti.

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Centro storico di Girona

Seguivo le indicazioni per la Cattedrale quando ho notato il primo negozietto di souvenir. Siccome in ogni posto che visito devo puntualmente comprarmi una cartolina, sono entrata per sceglierne una (quella della cartolina è una mia tradizione da anni). Parlando col negoziante gli ho raccontato dell’ufficio del turismo chiuso e lui è stato così gentile da spiegarmi tutto quello che potevo vedere in città e anche di più! Non mi sarei meravigliata se avesse lasciato il negozio e mi avesse accompagnato a fare un tour personalmente… gentilissimo davvero! Mi ha perfino regalato una cartina che aveva lì e che aveva usato per darmi delle indicazioni… che dire, un vero signore. Che belle le persone così. 🙂

Tra le varie cose, mi ha raccontato della lleona, una leonessa arrampicata su una colonna a cui devi baciare il sedere se vuoi tornare a Girona.

“Sólo podrás volver a Girona si has dado un beso al culo de la leona”

Girando un po’ l’ho trovata, attorniata da turisti che facevano la fila per omaggiarla, al punto che non è stato semplice nemmeno fotografarla. 😀 C’è una scaletta accanto alla colonna per permettere a tutti di arrivarci se vogliono.

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Uscita dal negozietto di souvenir mi sono rimessa in cammino per andare a vedere la Cattedrale, famosa per avere la navata più larga del mondo dopo quella di San Pietro a Roma. Effettivamente la chiesa, nonostante sia comunque abbastanza alta, è sviluppata molto in larghezza.

Io, senza volere, ci sono arrivata dalla parte posteriore. La cosa non mi è dispiaciuta perché mi ha permesso di vedere una prospettiva diversa da una scalinata laterale che mi sarei persa se ci fossi arrivata dall’entrata principale.

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Salendo verso la Cattedrale – Girona

Ho cominciato a scorgere la Cattedrale poco per volta, salendo le scale.

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Cattedrale di Girona 

Ci ho girato un po’ intorno prima di ritrovarmi davanti alla facciata principale (in cima ad un’altra scalinata). Scendendo queste scale è possibile vederla così come appare nella prima foto dell’articolo. La visita all’interno costa 7 euro e comprende l’audioguida, il giro della Cattedrale, quello del Chiostro e della zona del tesoro.

Purtroppo le foto all’interno della chiesa non sono venute granché perché non c’era abbastanza luce, ma vi mostro il chiostro. 🙂

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Chiostro della Cattedrale di Girona

Uscita dalla Cattedrale mi sono divertita a gironzolare e scattare un po’ di foto in giro. Questa rosa dei venti l’ho trovata bellissima. Tra l’altro funzionava davvero.

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Rosa dei Venti – Girona

La meta successiva è stata la Basílica de Sant Feliu. Non è stato semplice fotografarla a causa della sua posizione perché, per quanto abbia una piazza davanti, è un po’ spostata. Son riuscita a fotografarla solo lateralmente e dal basso! 😀

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Purtroppo, come noterete dalla foto, quando ci sono arrivata era chiusa quindi non so come sia dentro, ma da fuori fa il suo bell’effetto. Tra l’altro è proprio in questa piazzetta davanti alla chiesta che ho trovato la famosa Lleona di cui vi parlavo prima.

Il tempo è passato molto rapidamente e, per non tornare a Barcellona troppo tardi, dopo la Basilica ho deciso di tornare indietro e incamminarmi verso la stazione dei treni, che si trova a circa 10 minuti a piedi dal centro storico (perfettamente raggiungibile).

C’era altro da vedere a Girona, ma la mia è stata una passeggiata pomeridiana improvvisata in un’assolata domenica di inizio estate, quindi non potevo vedere molto altro. Un assaggio che però mi ha fatto venir voglia di tornarci a scoprirla un po’ di più, magari con più tempo e un po’ meno calore! 😀

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Germania on the road e Rothenburg ob der Tauber, la perla della Baviera

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Rothenburg ob der Tauber – Germania

Oggi mi son ritrovata a guardare le foto del week end lungo fatto in Baviera qualche inverno fa (ne ho fatto cenno nell’articolo sui castelli).

Fu un week end un po’ da folli perché macinammo in circa tre giorni davvero tantissimi km in macchina, solo per poter vedere il più possibile col poco tempo che avevamo a disposizione, e soprattutto, cercando di ridurre i costi al minimo, considerando il budget limitato.

In realtà ne ho fatti molti di viaggi così. Sono indubbiamente un po’ massacranti a volte perché al ritorno ci vorrebbe la cosiddetta “vacanza dalla vacanza” per riprendersi, ma a me non importa: sono sempre tornata da questi tour de force super contenta, con il cuore felice e gli occhi luminosi per le nuove cose viste. C’è sempre tempo per riposare dopo. 😀

I miei viaggi da matti sono la risposta pratica a chi dice che “chi viaggia deve avere per forza soldi e tempo”. Quante volte vi è capitato di ascoltarlo? Ogni volta che qualcuno lo dice, a me viene da sorridere, perché nella maggior parte dei casi, il mio budget è ridotto ai minimi termini e il tempo libero anche. Considerando che ormai vivo lontano dalla mia città natale da anni, le ferie devo sempre un po’ dividerle tra andare a trovar la famiglia e coltivare la mia passione per i viaggi… quindi ho sempre tempo e budget ridotti ai minimi termini. Insomma, niente di più lontano dalla realtà per me. Semplicemente credo che, scendendo ovviamente a qualche compromesso, se puoi sognarlo, puoi farlo. 😉

Il viaggetto on the road in Baviera è stato uno dei frutti di questa mia filosofia.

Partimmo da Reggio Emilia con la mia piccola clio e, in tre giorni, visitammo i Castelli della Baviera a Fussen, Monaco di Baviera centro e il Parco di Nymphenburg e due dei paesini carinissimi presenti sulla Romantische Strasse: Rothenburg ob der Tauber e Dinkelsbühl. Al ritorno facemmo perfino una seconda tappa a Monaco per visitare il Deutsches Museum che non eravamo riusciti a vedere all’andata (un museo della scienza molto bello). Ritmi un po’ da folli ma li preferisco a non viaggiare quando non si può far di più. 🙂

Il nostro itinerario fu questo:

Il primo giorno arrivammo a Fussen e visitammo i castelli di re Ludwing: Il castello Neuschwanstein e quello di Hohenschwangau (sono uno di fronte all’altro quindi visitabili in qualche ora. Comprammo un biglietto unico per visitarli entrambi). Terminata la visita ripartimmo per Monaco di Baviera dove dormimmo.

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Il castello di Hohenschwangau – Baviera
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Il castello Neuschwanstein . Baviera

Il secondo giorno visitammo il centro di Monaco e il parco di Nymphenburg. La sera partimmo per Rothemburg dove dormimmo.

Il parco era uno spettacolo tutto innevato. 😀

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Parco di Nymphenburg . Monaco di Baviera

Il laghetto all’interno era quasi totalmente ghiacciato. Sarei curiosa di rivederlo in primavera trasformato.

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Lago ghiacciato nel Parco di Nymphenburg . Monaco di Baviera

Il terzo giorno beccammo la pioggia ma in pieno inverno c’era da aspettarselo. Visitammo Rothenburg ob der Tauber e Dinkelsbühl (son due paesini piccoli) e poi cominciammo a tornare verso l’Italia. Dopo pranzo ci fermammo a Monaco per spezzare il viaggio e vistare il Museo delle scienze. La sera del terzo giorno eravamo a casa, a pezzi ma contenti. 😀

Rothemburg era più o meno tutta così:

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Rothenburg ob der Tauber – Baviera
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Rothenburg ob der Tauber
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Rothenburg ob der Tauber – Germania

Sullo stesso stile era Dinkelsbühl. 😀

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Dinkelsbühl – Germania
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Dinkelsbühl – Germania

Insomma, fu un tour de force, ma ne valse decisamente la pena! 🙂

8 immagini da Napoli… lì dove sarà sempre custodito un pezzo del mio cuore.

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Pulcinella a Castel dell’Ovo – Napoli

“Appartengo a te, Napoli, sono figlio dei tuoi vicoli, dei tuoi proverbi, le tue superstizioni, le tue canzoni, la tua poesia, i tuoi odori, i sapori, i colori che s’inventano nei tuoi profondi luoghi, le tue strane maniere, teneramente forti, viscerali, vere”.

(Luigi Mancini)

Perché alla fine puoi girare il mondo, ma nessuna città sostituirà mai nel cuore la tua e in nessun posto ti sentirai davvero a casa come in quello che ti ha reso la persona che sei, con tutti i suoi pro e i suoi contro.

Napoli è la città che mi ha insegnato a guardare il mare e oltre…

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Lungomare e Vesuvio – Napoli

… che mi ha insegnato che ciò che rende una persona quella che è, in parte è la sua Storia…

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Maschio Angioino di notte – Napoli

…ma anche le sue tradizioni…

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Pulcinella e Castel dell’Ovo – Napoli

E perfino quando il sole si nasconde dietro le nuvole…

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Piazza del Plebiscito – Napoli

…non smetterò mai di guardarla con la meraviglia negli occhi.

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Castel dell’Ovo – Napoli

Venite a far due passi nella mia città…

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Ponte Castel dell’Ovo – Napoli

Ci lascerete un pezzetto di cuore anche voi…  🙂

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Porticciolo dal ponte del Castel dell’Ovo – Napoli

Posso assicurare che è ancor più bella di quanto la mia macchina fotografica (pessima) possa mostrare! 😀

8 curiosità, leggende e storie su Barcellona. Quante ne conoscete?

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Come ho accennato nella mia pagina di presentazione, sono una Curiosa del Mondo, amo conoscere tutto ciò che mi circonda, lontano o vicino che sia, purché mi arricchisca di qualcosa di nuovo. Motivo per cui faccio sempre mille domande sui significati di ciò che vedo, mi interesso a tutte le tradizioni, le leggende e le curiosità. Insomma sono un po’ come quei bambini che non smettono mai di chiedere “perché” per ogni cosa! 😀

Questa mia curiosità mi porta a conoscere tantissime cose e ad ascoltare tantissime storie. Purtroppo ho una pessima memoria quindi a volte sono costretta ad andarmi a documentare più volte o a trascrivermi le cose da qualche parte per non dimenticarle! Ma questa è un’altra storia!

Da quando vivo qui, ho raccolto un bel po’ di curiosità sulla città di Barcelona e sui significati di tante cose che magari non tutti quelli che ci passano di sfuggita notano. Quindi ho pensato di condividerli con voi, in modo che se – come me – siete dei curiosi, troverete pane per i vostri denti! 😀

Magari, se vi trovate in giro per Barcelona, potreste far caso a dei piccoli dettagli che non avevate notato prima, oppure vi spiegherete cose di cui prima non conoscevate il significato.

Cominciamo subito!

Le 13 oche del Patio della Cattedrale

Se entrate a visitare il patio della Cattedrale di Barcelona (se siete fortunati riuscite a vederle anche da fuori) troverete 13 oche che nuotano nel piccolo laghetto. Sapete perché sono 13? Perché rappresentano i 13 anni di Santa Eulalia, la Patrona di Barcelona, che da il nome anche alla Cattedrale. La giovane morì martire proprio a quell’età. Le oche sono lì a guardia della sua tomba.

Calavera del puente de la calle del Bisbe

Nel Barrio Gotico, proprio poco più avanti dell’entrata al patio della Cattedrale, c’è il famoso Ponte della Calle del Bisbe (che tutti si fermano a fotografare). Non tutti però fanno caso al teschio che c’è al di sotto del ponte. Se si alza lo sguardo passando lo si può vedere. È un teschio attraversato da un pugnale.

Intorno alla calavera ho sentito varie storie. Alcuni dicono sia un teschio vero. Altri che colui che ha costruito il ponte, a causa di un tradimento da parte di chi glielo aveva commissionato, lo aveva messo lì come minaccia simbolica di vendetta. C’è chi dice anche che osservandolo si può esprimere un desiderio che si avvererà. Altri ancora dicono che porti semplicemente fortuna guardarlo negli occhi. Diciamo che di storie intorno a questo teschio ne girano tante. Io prendo per buona quella della buona sorte, che non fa mai male!!! 😀

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Ponte della Calle del Bisbe – Barcelona

Cassetta della posta con rondini e tartaruga sulla facciata della Casa de l’Ardiaca

Sempre nel Barrio Gotico, sulla facciata della Casa dell’arcidiacono c’è un altro particolare curioso: una cassetta della posta sulla quale sono raffigurati una tartaruga, delle foglie d’edera e cinque rondini.

Sembra che questa scultura fosse dedicata alla giustizia. La tartaruga rappresenterebbe la lentezza della giustizia. Le rondini che volano verso destra rappresentano il senso giusto, mentre le altre il senso contrario della giustizia (non ho ancora capito che intendono esattamente per senso contrario). Infine le foglie d’edera rappresenterebbero le difficoltà incontrate dalla giustizia lungo il suo percorso.

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Cassetta della posta casa dell’Arcidiacono – Barcelona

Scudo del Barça su una vetrata di Santa Maria del Mar

All’interno della Cattedrale di Santa Maria del Mar, nel quartiere del Born, c’è un particolare che potrebbe fare pensare a primo impatto ad un fanatismo religioso quasi profano. Su una delle vetrate a sinistra, guardando verso l’altare infatti, è possibile scorgere uno scudo della squadra del Barça.

In realtà questo omaggio è legato alla ricostruzione delle vetrate della Cattedrale della fine degli anni ’60 del secolo scorso. All’inizio della guerra civile, la basilica fu gravemente danneggiata da un incendio che durò vari giorni. Quando si decise di ricostruire le vetrate, la FC Barcelona sovvenzionò parte di questa ricostruzione. Questa è la ragione dell’omaggio sulla vetrata.

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Vetrata Santa Maria del Mar – Barcelona

Statua di Colón

Se siete stati a Barcelona conoscerete sicuramente la famosa statua di Colombo che si trova alla fine della Rambla, davanti al Port Vell (ci si può anche salire per guardare Barcellona dall’alto). La statua di Colón indica il mare ma non l’America. In realtà per indicare l’America Colombo non dovrebbe essere rivolto verso il mare. Siccome non avrebbe fatto lo stesso effetto se avesse indicato la terra, hanno deciso di disporla ugualmente così!

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Port Vell – Barcelona

– Casa degli ombrelli

Alla fine della rambla andando verso il mare, c’è una casa dove la parete è ornata da tanti ombrelli e qualche ventaglio. Questo perché, per quanto ora sia la sede di una banca, alla fine dell’800 era un negozio di ombrelli.

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I barcellonesi la chiamano Casa dels Paraigües (casa degli ombrelli appunto), ma il suo vero nome è Casa Cuadros. Oltre agli ombrelli nell’angolo c’è anche un Drago, come ce ne sono tanti a Barcelona. Ma per la leggenda del Drago, se siete curiosi, vi rimando all’articolo che ho scritto sulla Festa di San Jordi. 😀

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Fuente de Canaletes

Verso la fine della Rambla, andando verso Placa de Catalunya, c’è la fontana di Canaletes. Secondo una leggenda, chi beve un sorso d’acqua da questa fontana non può fare a meno di ritornare a Barcellona. C’è una placca di bronzo che recita esattamente questo:

“Si beveu aigua de la Font de Canaletes sempre mes sereu uns enamorats de Barcelona. I per llunt que us n’aneu, tornareu sempre”.

Oltre a questa scritta, sulla fontana c’è anche il simbolo del Barça. Questo perché, intorno a questa fontana, storicamente si riunivano i tifosi della squadra per conoscere i risultati delle partite, che venivano mostrati su una lavagna dalla redazione del giornale “La Rambla”, situato proprio lì di fronte. Il nome Canaletes invece deriva dal riferimento ai canali che nel secolo XIV, portavano l’acqua da Collserola fino alla città di Barcellona.

 

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Fuente de Canaletes sulla Rambla – Barcelona

Colore nero e giallo dei taxi di Barcelona

Anche il tipico colore nero e giallo dei taxi di Barcelona ha una spiegazione!

Nel ‘900 il Comune di Barcellona approvò un codice di circolazione che stabiliva una norma rispetto al colore dei taxi, legata alla tariffa che veniva applicata.  In questo modo chi li vedeva passare sapeva già che tipo di tariffa aspettarsi da quel taxi.

Il colore che differenziava le tariffe doveva essere una striscia dipinta sulla carrozzeria nera. I colori erano bianco, rosso, giallo e azzurro.

Quando nel ’29 ci fu a Barcellona l’Esposizione Universale peròavvenne una vera e propria guerra di prezzi, che portò il comune della città a imporre ai tassisti una tariffa unica. La scelta ricadde sulla tariffa dei taxi con la striscia gialla, quindi ancora oggi i taxi a Barcellona sono di questo colore! 😀

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Mi viene in mente ancora qualche curiosità sulla città, ma non vorrei dilungarmi troppo ed annoiarvi. Magari in qualche altra occasione, ve le racconto. Tanto non mi stanco mai di far domande o documentarmi, quindi di certo aumenteranno ancora!!!

Se per caso voi ne conoscete altre, raccontatemele per favore! Sono sempre super ghiotta di curiosità e leggende! 😀

Tarragona – Una città ricca di storia, Patrimonio dell’Umanità dal 2000.

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Anfiteatro – Tarragona

Sono stata a Tarragona lo scorso anno con un’amica. Avevamo deciso di trascorrere una giornata diversa e, siccome non avevo mai visto questa città e ne avevo sempre sentito parlar bene, abbiamo deciso che sarebbe stata la nostra meta. Da Barcellona ci si arriva con circa un’oretta di treno.

Sono felice di averlo fatto perché ci sono andata quasi per caso, senza troppe aspettative e – invece – Tarragona mi ha sorpesa: è una città davvero molto bella e ricca di cultura, tanto da ottenere dal 2000 il titolo di Patrimonio dell’Umanità. Non a caso direi, perché è davvero ricca di resti, soprattutto di epoca romana, che la rendono una sorta di museo a cielo aperto. Se ci aggiungiamo che si trova su un’altura rocciosa affacciata sul mare, per me che sono un’amante del Grande Fratello Blu, rappresenta un mix perfetto!

La cosa che mi ha impressionato più di tutte è l’anfiteatro romano perché, oltre ad essere bello come “monumento” in sé, è davvero a pochi passi dal mare, quindi il colpo d’occhio nello scorgerlo è stato bellissimo! Mi sono seduta sulle gradinate ad osservare una rappresentazione che stavano mettendo in scena all’interno e mi bastava alzare gli occhi per vedere il mare come sfondo… molto molto bello! Non ne avevo mai visto uno così. 😀

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Anfiteatro romano – Tarragona

La giornata fu improvvisata quindi per una volta ho girato un po’ senza una meta precisa, seguendo istinto e indicazioni per strada. La passeggiata per la città è cominciata con un percorso molto bello sulle mura romane

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Mura romane – Tarragona

…dove abbiamo trovato anche gruppi di artisti che ricreavano l’atmosfera dell’epoca con spettacoli e rappresentazioni (tutte rigorosamente in catalano) piacevolissime da vedere, soprattutto perché rendevano l’atmosfera ancora più interessante.

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Terminata la passeggiata tra le mura abbiamo continuato a girare e ho lasciato che questa città mi sorprendesse passo dopo passo. Vi mostro delle foto che sicuramente rendono di più…

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Resti di Tarragona romana dall’alto

Ovunque giravo lo sguardo, i miei occhi si riempivano di meraviglia! 😀

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Scorcio dall’alto – Tarragona

Nel pomeriggio ci siamo fermate a pranzare in un localino sulla rambla (non lo consiglio perché era troppo turistico e non abbiamo mangiato benissimo. Noi volevamo giusto qualcosa per rifocillarci senza spender troppo, quindi siamo entrati in un posto a caso!). La vista era piacevolissima anche da lì, perché alla fine della rambla, c’è una terrazza che da sul mare.

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Tarragona – Andando verso la stazione dei treni

Dopo aver passeggiato per la rambla dove abbiam scelto di mangiare dei Churros con la nutella come dessert, abbiamo visitato la Cattedrale e poi ci siamo avviate verso la stazione, godendo di un bellissimo tramonto sul mare che ha concluso in bellezza la nostra passeggiata domenicale in questa città ricca di storia e di fascino. 😀

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Tramonto – Tarragona

Consiglio una visita a Tarragona perché ha molto più di quanto si possa pensare. A me ha decisamente sorpreso in positivo e conto di tornarci, magari un po’ più organizzata, per scoprire cosa mi son persa la prima volta girando un po’ a caso! 😀

Ricordi di Londra e non solo, tra le foto di vecchi album.

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Giro sul Tamigi – Londra

Sono un paio di giorni che facebook mi ripropone delle foto di Londra, ricordandomi che 7 anni fa, nel 2010 esattamente, ero lì di questi tempi.

Siccome questo blog segue un po’ il flusso dei miei ricordi e delle mie sensazioni, oggi è inevitabile qualche accenno alla capitale inglese. Non darò consigli di viaggio, Londra cambia troppo rapidamente perché qualcosa che ho vissuto anni fa possa essere ancora affidabile oggi in termini pratici, però condividerò ugualmente con voi un po’ dei miei ricordi se avrete voglia di leggere ugualmente. Purtroppo con il tempo i ricordi diventano sempre più sfocati, però non tutto si perde e a volte è anche bello provare a vedere cosa resta di un viaggio dopo anni.

In realtà a Londra ci sono stata due volte: il 2010 fu la data del nostro secondo appuntamento, più di 10 anni dopo il primo. Il nostro primo appuntamento avvenne nel 1998, l’anno precedente a quello della famosa maturità per me. In entrambe le occasioni, non posso dire di averla conosciuta a fondo perché ci ho passato troppo poco tempo. Mi piace però pensare che – come tutti i primi appuntamenti – ci siamo studiate un po’ entrambe, pronte a rivederci ancora per approfondire quello che è stato solo un assaggio tra di noi. In poche parole… non c’è due senza tre, quindi spero di tornarci ancora.

La prima volta ci sono stata per una settimana, ma il viaggio prevedeva un corso di lingua in un paesino sulla costa, ad Eastbourne, quindi in realtà Londra quella volta l’ho vista soltanto un giorno grazie ad un’escursione prevista. Fu uno di quei tour rapidi in cui a malapena hai tempo di scattare una foto ai monumenti più famosi, correndo contro il tempo e senza goderteli come si deve. Tra me e lei è stato amore a prima vista ma, come primo appuntamento, è stato troppo frettoloso! 😀

In quegli anni, tra l’altro, la macchina fotografica aveva ancora il rullino, quindi ho poche foto di quel viaggio, in un album che al momento non ho qui con me. Quelle che vedete qui, le ho scattate quando ci sono tornata nel 2010.

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Torri di Londra – Vi presento una folle, contenta per la guardia-peluche! 

Di quel primo viaggio ricordo nitidamente alcune cose: la sensazione tremenda che mi assalì la prima sera di non capire assolutamente nulla, per esempio. Arrivai presso la famiglia che mi ospitava stanchissima dal viaggio e mi resi conto che non riuscivo nemmeno a ricordarmi come si chiedeva dov’è il bagno! (Per fortuna il giorno dopo andò decisamente meglio!).

Ricordo la mia stanzetta, il mio letto di fronte ad una finestrella, in una mansarda di quelle tipiche casette inglesi coi tetti spioventi, tutte uguali, una accanto all’altra… mi affacciai e mi sembrò di essere improvvisamente stata catapultata in un film o in una fiaba. Ricordo l’entusiasmo del mio primo viaggio all’estero, del mio primo contatto con persone di altre nazionalità. Ricordo tutte le volte che la sera, tornando a casa con la mappa tra le mani, mi perdevo puntualmente tra quelle casette tutte uguali, costretta quasi sempre a tornare indietro, aiutandomi coi numeri civici per trovare quella giusta (erano davvero tutte identiche!!!).

Ricordo l’armonia che si creava nel raccontare alla mia famiglia affidataria quello che era successo durante il giorno. I buffi ma divertenti tentativi di mettere alla prova il mio inglese scolastico e anche le figuracce per le prime gaffe. Ricordo perfino che fu triste il distacco dopo una settimana… ma fu anche un’esperienza bellissima. Col senno di poi, credo che, nonostante i tanti viaggi fatti dopo, le emozioni di quella settimana lì non le ho mai più provate uguali. Altrettanto belle ogni volta, ma diverse. E poi l’Inghilterra secondo me è magica… ha un’atmosfera tutta sua. 🙂

Quel viaggio lo conservo nel cuore, in un angolino speciale. Anche perché, stando all’interno di un nucleo familiare locale, conosci di un posto qualcosa di totalmente diverso da quello che vivi normalmente da turista. Una settimana diventa intensa quasi quanto un mese… anche se vola!

A Londra però, come accennavo prima, ci son ritornata. La seconda volta, ci son rimasta un week end lungo, in cui mi sono concessa, oltre ai monumenti ben conosciuti che sarebbe ridondante citare, anche il Museo di Storia Naturale (enorme e gratuito!) e quello delle cere di Madame Tussauds (dove per entrare ho fatto la fila più lunga della mia vita!). Entrambi i musei sono impressionanti a mio parere, seppure estremamente diversi tra loro.

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Al museo delle cere con due dei miei attori preferiti – Londra

Il week end lungo da turista mi ha permesso di vedere moltissime cose che mi ero persa la prima volta ma sarebbe assurdo dire che conosco Londra e che non ho una voglia matta di ritornarci per scoprire tutte le cose che ancora non ho visto. Solo che, ogni volta che organizzo un viaggio, c’è la dura lotta tra tornare a rivedere un posto già visto per conoscerlo meglio o scoprirne uno nuovo… e di solito vince sempre la seconda!

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Museo di Storia Naturale all’esterno – Londra

 

Ma Londra ha ancora tanto da mostrarmi quindi, non è ancora abolita dalla mia WishList. Dobbiamo approfondire la nostra storia d’amore: non può finire qui! 😀

 

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Interno del Museo di Storia Naturale  – Londra

 

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