La Torre dell’Oro e il Real Alcazar di Siviglia

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Sfogliare tra gli album di fotografie mi piace da morire. Non solo per il fatto che farlo mi riporta alla mente ricordi, ma anche perché la memoria li riporta a volte indietro in modo casuale, seguendo istinto e sensazioni. La foto crea un input, poi le immagini vanno da sé nella mente, seguendo una loro bizzarra logica.

Ed è proprio a questa sorta di logica selvaggia alla quale mi sto affidando in questi giorni per descrivere il mio più recente viaggio. Non sto seguendo l’ordine cronologico dei luoghi che ho visitato, ma una sorta di filo conduttore dettato dal puro istinto… un po’ come mi capita in tutte le cose più importanti nella mia vita. Penso, penso, penso, rifletto e perdo il sonno, ma poi le decisioni più importanti, quelle che contano davvero, le prendo sempre basandomi sull’istinto del momento, sulle sensazioni… e difficilmente mi sbaglio.

Ma questo è un altro discorso.

Volevo tornare invece a Siviglia. Ho più di una volta in questi giorni accennato al fatto che mi avesse decisamente impressionato il Real Alcazar. Bene, credo sia arrivato il momento di dedicargli qualche riga.

Il primo giorno a Siviglia, come già accennato, mi dovetti rassegnare all’idea di rimandare la visita di Cattedrale e Giralda al dì successivo per le ragioni già spiegate, quindi – dopo aver accontentato lo stomaco che brontolava – abbiamo studiato il piano di battaglia per il pomeriggio.  All’ufficio del turismo ci avevano dato un foglio utilissimo in cui erano indicati orari e prezzi di un po’ tutto ciò che c’era da visitare in città. L’abbiamo studiato un po’ e abbiamo notato che la Torre dell’Oro era gratuita quel giorno e che si poteva visitare perfino il Real Alcazar gratuitamente dalle 18 in poi (forse le 19, non sono sicura).

In ogni caso, ci siamo diretti prima alla torre, che si trova sulla sponda del fiume Guadalquivir e dalla quale abbiamo goduto di una bella vista sul fiume, e subito dopo a far fila per l’Alcazar. La Torre dell’Oro ha al suo interno un piccolo museo marinaro, che comprende anche alcuni modelli di galeoni sotto vetro. Carini per me, ma immagino di più per un appassionato del genere. Nella mia mente, mentre gironzolavo tra i reperti marinari, c’era già la frenesia di salire in cima e scattare delle foto al fiume dall’alto della torre… e vabbè, ognuno ha le sue passioni e le sue debolezze: la fotografia è una delle mie, soprattutto quando riguarda i paesaggi! Questa Torre mi ha ricordato un po’ la Torre di Belem di Lisbona, con la differenza che la Torre dell’Oro di Siviglia da sul fiume, mentre la seconda sull’Oceano se ben ricordo… Giusto una sottile sottile differenza!!! 😀

Dopo essere saliti ed aver scattato qualche foto, abbiamo preso direzione Alcazar, con l’idea che, essendo gratuito quella sera, tutti si sarebbero accalcati a far la fila e che quindi sarebbe stato meglio anticiparsi.

Non ci eravamo sbagliati di molto, solo che tutti abbiamo avuto la stessa idea e si è creata una situazione decisamente bizzarra. La fila, per quanto molto lunga, era altrettanto rapida, quindi ci siamo resi conto – noi come chi ci seguiva e chi ci precedeva – che saremmo arrivati al botteghino con un bel po’ di anticipo e che di conseguenza avremmo pagato comunque l’entrata!

Di conseguenza la scena si presentava più o meno così: molti che erano in fila avanti a noi si spostavano di lato e lasciavano passar la gente avanti, altri creavano una sorta di capannelle laterali riflettendo sul da farsi, la fila avanzava ma in realtà erano pochi quelli che proseguivano davvero perché nessuno voleva arrivare troppo presto! Alcuni valutavano perfino l’idea di rifarsi la lunghissima fila da capo (ammetto che per qualche istante abbiamo soppesato anche noi l’idea).

Alla fine però, complice il sole a picco che ci stava decisamente abbrustolendo ed il fatto che ho realizzato che dall’orario di entrata gratuita alla chiusura ci passava solo un’ora, abbiamo deciso che avremmo pagato il biglietto e saremmo entrati subito, fregandocene dell’entrata gratuita. Almeno così potevamo prenderci tutto il  tempo per goderci il palazzo ed i suoi giardini, senza dover correre per star dentro coi tempi… e devo dire che ne è valsa ampiamente la pena!!!

L’interno mi ha impressionata. Probabilmente perché non avevo ancora visto l’Alhambra di Granada, ma davanti ai porticati di chiara fattura Araba sono rimasta col naso in sù e la bocca aperta per un po’. Questo prima che mi prendesse la solita frenesia di immortalare con la macchina fotografica ogni arco e ogni colonna, da ogni prospettiva possibile. Una vera Meraviglia comunque.

Abbiamo successivamente attraversato delle stanze con degli Arazzi enormi degni di nota, ma il mio pensiero era ancora al porticato di archi lasciato alle mie spalle e ci è rimasto per un po’. Sono riuscita a “distrarmi” solo quando mi sono trovata all’esterno ed ho visto i  giardini. Abbiamo percorso una sorta di corridoio coperto ma aperto sui lati, che tagliava tutti i giardini dell’Alcazar e permetteva di averne una stupenda ed ampia visuale dall’alto.

Questo “camminamento coperto” (ha un nome ma non riesco a ricordarlo al momento) permette di ammirare a destra ed a sinistra i vari giardini, differenti tra loro ma che si susseguono uno dopo l’altro in perfetta armonia. C’è anche un piccolo labirinto di siepi che credo farebbe la gioia di ogni bambino. Io, che non sono ormai più bimba da un pezzo ma ne conservo l’entusiasmo, mi sarei cimentata volentieri ma – avendo già più volte “giocato” ad attraversare quello del Parco di Barcellona – questa volta ho lasciato stare, optando per la passeggiata alla scoperta del resto dei giardini.

Sinceramente sarei rimasta lì per ore, ma un po’ la stanchezza, un po’ l’avvicinarsi dell’ora di chiusura, mi hanno spinta a prendere la via dell’uscita. A quel punto, più che soddisfatti dalla visita dell’Alcazar, ci siamo persi nelle stupende e variopinte viuzze del Barrio di Santa Cruz in direzione delle Setas, i funghi giganti che fungono da Mirador/Belvedere (si tratta di una costruzione molto recente che sembra aver suscitato parecchie critiche in città) che ci han permesso di osservare il paesaggio di Siviglia dall’alto, approfittando di una prospettiva differente e decisamente originale.

 

 

3 pensieri riguardo “La Torre dell’Oro e il Real Alcazar di Siviglia

    […] ancora le foto del viaggio nel Sud della Spagna e i ricordi mi allontanano per qualche istante da Siviglia per riportarmi alla mente un’altra Meraviglia che si è guadagnata senza il minimo dubbio un […]

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    […] L’Alcazar di Sevilla rientra nella mia top ten non tanto per l’aspetto esteriore, quanto per ciò che nasconde all’interno che mi ha davvero impressionata. L’influenza araba è davvero tangibile e sono rimasta a lungo col naso all’insù ad osservare e fotografare quello che vedevo… lo consiglio senza ombra di dubbio. C’è un giorno in cui è perfino gratuita la visita, ma anche pagando, vale decisamente la pena entrarci. (Se vuoi saperne di più dai un’occhiata all’articolo che ho dedicato proprio all’Alcazar di Siviglia). […]

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    […] a scattarne da ogni prospettiva possibile! Trovo che la Torre di Belém abbia un qualcosa della Torre dell’Oro di Siviglia, ma tra le due torri ho preferito quella di Lisbona, mi ha emozionata di […]

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