Bruges e Gand: i due gioielli del Belgio

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Tra i canali di Bruges

Mi ero ripromessa di parlare di Bruges e Gand nell’articolo su Bruxelles e il Belgio, ma solo ora, dopo circa un anno, mi son decisa a farlo. Come sempre attendo che l’ispirazione venga istintiva, senza forzature, nel totale spirito di questo Blog.

Oggi un po’ di influenza e una giornata libera e particolarmente fredda, mi han portato a rinchiudermi in casa al calduccio e tornare con i ricordi a questo viaggio, che risale giusto ad un annetto fa. Mi sono persa nelle fotografie e da lì è nato il desiderio di condividere un po’ di sensazioni legate a quel weekend in Belgio.

Come già accennato nell’altro post, la scoperta di questo paese si è rivelata una sorpresa. Fu una scelta fatta senza troppe aspettative che mi ha dato invece la possibilità di conoscere posti che mi son rimasti particolarmente nel cuore. Bruxelles fu una scoperta, ma, i ricordi a cui sono particolarmente legata quando ripenso a quel viaggio, sono legati in particolar modo a Gand e Bruges, che abbiamo raggiunto in treno direttamente da Bruxelles. Due posti ricchi di vera e propria magia.

Nota pratica: Bruxelles e Bruges sono distanti tra loro circa un’oretta di treno. Gand è a circa metà strada tra le due.

Quando penso a Bruges, la prima cosa che mi ritorna in mente sono i suoi canali, quell’atmosfera grigia che si sposava alla perfezione con l’ambiente circostante, le casette color mattone, quell’atmosfera lenta e silenziosa che sembrava catapuntarti in una fiaba. Il tempo dava l’impressione di esser totalmente fermo o di scorrere ad un ritmo lento, tutto suo.

Ho visitato più di una città attraversata dai canali, ma Bruges ha una magia tutta sua. Forse per i suoi colori, per il grigiore e la nebbiolina, per la forma e il colore delle case, per la serenità che vi si respira… non so spiegarlo. Se ci ripenso sento ancora la sensazione speciale che mi ha trasmesso. Riesco a riviverla attraverso ricordi senza difficoltà, come se fosse passato un solo giorno.

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Bruges

L’ho girata con calma perché è una piccola cittadina, eppure è uno di quei posti in cui ritornerei ancora, anche solo per riprovare la sua atmosfera e scattare altre foto, ad ogni angolo, ogni scorcio. Mi piacerebbe godermi la lettura di un libro seduta sull’erba, davanti a un canale e lasciarmi cullare da quel senso di malinconia che la circonda e la rende speciale.

L’albergo in cui ho alloggiato aveva la finestra proprio davanti a un canale, ad un’altezza che dava l’impressione di essere a pelo d’acqua (effettivamente si apriva appena sopra al livello dell’acqua). Purtroppo non ricordo il nome dell’albergo, ma ho notato che ce n’erano vari su questo stile.

Il risveglio è stato una meraviglia. C’erano delle oche che nuotavano proprio davanti alla finestra, l’acqua del canale era calmissima, poco più in là si scorgeva un ponticello con dei ciclisti che lo attraversavano lentamente. Sembrava un quadro d’autore.

Il mio pensiero di quel mattino fu: “Mi sono svegliata in una fiaba”.

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Bruges non è solo canali e romanticismo, ma anche storia e forse è proprio l’unione queste cose che l’ha resa ai miei occhi così affascinante. La Piazza del Mercato è un gioiellino e, osservandola con un po’ di immaginazione, si può tornare indietro nel tempo e rivederla pullulante di vita e piena di mercanti e gente pronta a comprare e vendere.

Oggi è piena di turisti, ma io son riuscita a immaginarla come poteva essere al tempo…

Unico rimpianto è non essere riuscita a visitare il Museo che si trova proprio in quella piazza. L’ho notato quando ormai mi toccava andar via. Ecco un motivo in più per tornare a Bruges.

Quella della foto che vi mostro ora, invece, era una stradina che portava alla Piazza del Mercato.

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Un solo appunto: se volete cenare, entrate in un ristorante non più tardi delle 20.00. Almeno a Febbraio, provare a cenare alle 21.00 fu un’impresa. Cucine già tutte chiuse! Non me lo aspettavo, essendo Bruges una cittadina piena di turisti, ma non ci fu modo di riuscire a mangiare se non in un Fast food purtroppo.

Bruges si presta perfettamente alle foto. Era impossibile tenere a bada la voglia di fotografare ogni angolino, ogni scorcio… è una meraviglia per gli occhi!

Gand è apparentemente meno conosciuta di Bruges, ma è altrettanto un gioiellino, se non di più, perché è anche meno affollata di turisti. Anche lì, con la macchina fotografica tra le mani, mi sono sentita una bambina al luna park… non sapevo dove guardare e cosa fotografare. Un’altra cittadina piena di incanto che mi ha riempito gli occhi di meraviglia.

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Non mi aspettavo che Gand fosse così bella quindi non ho calcolato bene i tempi ma, se riesco a tornarci, voglio avere il tempo di visitarne il castello, che ho trovato purtroppo chiuso all’arrivo in città.

Gand è stata una tappa improvvisata tra Bruxelles e Bruges, quindi ci ho passato solo un pomeriggio. Il castello a quell’ora si poteva guardare solo da fuori. Se avessi saputo che era così bella, avrei provato ad anticipare un po’ i tempi… ma in fondo, in un week end lungo, era difficile far di più. Un altro ottimo motivo per tornare in Belgio!

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Castello a Gand

Anche a Gand c’erano dei canali, ma la cittadina è diversa da Bruges. Tutto è concentrato nel centro ma, è così piena di cose belle, che io camminavo a naso in su senza sapere dove guardare! Forse proprio perché non me l’aspettavo, mi ha sorpresa ancora di più. Le due cittadine sono dei gioiellini, ricchi di storia e di magia, ma le sensazioni che mi hanno trasmesso sono differenti.

Di certo entrambe sono entrate a pieno titolo nei miei posti del cuore.

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Un’ultima cosa: se vi piacciono i libri storici in stile “La Cattedrale del Mare” o “I Pilastri della terra” e volete immergervi nell’atmosfera del Belgio dei tempi dei mercanti, vi consiglio un libro intitolato “Il maestro della luce“. Leggerlo a distanza di alcuni mesi dal ritorno dal Belgio, mi ha fatto rivivere quei posti, catapultandomi nell’atmosfera del tempo e regalando ai miei ricordi di quel viaggio qualcosa di ancora più speciale.

 

 

 

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5 commenti su “Bruges e Gand: i due gioielli del Belgio

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