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Sicilia: Taormina e le Gole dell’Alcantara in inverno

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Etna al tramonto a Taormina

Ho scattato questa foto a Taormina un paio di settimane fa durante il mio weekend in terra siciliana. Purtroppo la qualità della foto non rende al meglio lo spettacolo, ma vi assicuro che era stupenda la vista dell’Etna al tramonto… il fumo che fuoriusciva dal cratere sembrava quasi rosa. Bello, bello davvero.

Desideravo tornare a Taormina perché, quando un bel po’ di anni fa c’ero stata, ero di passaggio e non ero riuscita a girarla come avrei voluto. Nemmeno questa volta avevo moltissimo tempo, ma abbiamo provato a ottimizzarlo al meglio. In realtà temevo che, essendo inverno l’avremmo trovata spopolata, invece sono rimasta sorpresa da quanta gente ci fosse, nonostante il freddo.

Ovviamente non c’era la ressa che ci trovai andandoci in estate, ma questo è stato positivo, perché abbiamo potuto girarla godendoci la passeggiata, senza doverci far spazio tra la folla. Abbiamo girato per i negozietti, ci siamo seduti ad un bar davanti alla bellissima terrazza/belvedere che da sul mare, abbiamo visitato il Duomo (ancora aperto nonostante fosse ormai buio) e ci siamo goduti in serenità un bel tramonto.

A conti fatti, posso dire che è valsa la pena visitarla in inverno. Ha un fascino diverso, che non mi è dispiaciuto affatto, anzi!

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Piazza di Taormina in inverno

Se siete stati a Taormina, riconoscerete in questa foto la sua piazzetta col belvedere, Piazza IX aprile. Da qui ci siamo goduti una vista davvero spettacolare.

Quello che più mi ha impressionato di quel paesaggio è stato poter guardare il mare e, solo girando di poco lo sguardo, anche l’Etna in eruzione. Il contrasto di fuoco e acqua nella stessa immagine mi ha lasciata a bocca aperta.

L’unica cosa che rimpiango di Taormina è stato non riuscire a visitare il suo anfiteatro greco, perché quando siamo arrivati, purtroppo era già chiuso (erano intorno alle 16.30). Probabilmente in estate gli orari sono diversi. In ogni caso, se vi trovate da quelle parti, vi consiglio di controllare su internet gli orari di apertura.

In compenso, sono riuscita a visitare il Duomo.

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Duomo di Taormina

Questa è una foto del Duomo di Taormina by night. Si trova un po’ più avanti rispetto alla piazzetta con il belvedere. La prima volta che ci ero stata anni fa, me l’ero perso. Essendo un po’ di fretta, mi fermai a Piazza IX aprile, senza sapere che solo pochi passi più avanti avrei trovato il Duomo.

Questa volta invece, avendo più tempo per passeggiare, sono riuscita a passare all’ufficio del turismo che ci ha confermato che avremmo trovato ancora aperto il Duomo, anche se l’anfiteatro aveva già chiuso. Toccherà ritornarci, senza dubbio! Taormina è deliziosa, decisamente.

 

Se qualcuno dovesse passare un solo giorno in Sicilia e chiedesse: “Cosa bisogna vedere?” risponderei senza esitazione: “Taormina”.

(Guy de Maupassant)

 

Ma perché siamo andati così tardi a Taormina?

La ragione per cui siamo arrivati tardi in realtà, è stata che di strada, abbiamo deciso di fare anche una tappa alle Gole dell’Alcantara, un posto che io considero davvero speciale.

Andare a Taormina e non passare a vedere le Gole è un gran peccato. Sono davvero a pochi km di distanza da Taormina e valgono decisamente una visita.

Anche lì c’ero stata anni fa, in estate, ma il desiderio di tornarci è stato più forte del tirare dritti verso Taormina… l’acqua mi richiama sempre, che sia mare, cascata o una semplice fontana. È sempre stato così.

Temevo che fossero chiuse in inverno, invece, per mia sorpresa, le ho trovate aperte (prima di deviare ho controllarto su internet). Non c’era moltissima gente ma era possibile entrare e fare tutto il percorso come in estate, a un prezzo decisamente ridotto.

Abbiamo pagato 7 euro a testa, mentre d’estate il prezzo è circa il doppio. È vero anche che d’estate è possibile fare tantissime attività e risalire anche il corso dell’acqua, ovviamente con l’attrezzatura adatta.

Se siete interessati a visitarle, trovate molte informazioni sul loro sito web:  Gole dell’Alcantara.

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Gole dell’Alcantara

Il biglietto di 7 euro comprendeva 2 cose:

  • Un percorso con il quale era possibile vedere e fotografare le Gole da varie angolazioni diverse. (Conviene mettere scarpe comode perché il sentiero è acciottolato, ma è una passeggiata che non prevede grandi difficoltà).
  • La possibilità di prendere un ascensore che portava giù a una spiaggetta. Da lì era possibile anche mettere i piedi in acqua o attraversare il pezzetto di torrente che portava all’altra sponda (noi siamo stati fortunati perché abbiamo trovato l’acqua bassa come in estate ma ci han detto che non è sempre così in inverno). L’acqua ovviamente è congelatissima, ma io i piedi dentro ce li ho messi lo stesso! Non potevo andar via senza provarci. Ovviamente ho resistito giusto il tempo di una foto e di rendermi conto che se fossi rimasta di più sarei diventata un cubetto di ghiaccio (la foto che dimostra che l’ho fatto davvero la trovate sul profilo instagram).

La forma delle rocce è davvero impressionante. La prossima volta, ci siamo già ripromessi di tornarci in estate, per poter provare il percorso in acqua. Dev’essere un vero spettacolo!

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Gole dell’Alcantara

Questa è la spiaggetta sulla quale è possibile scendere con l’ascensore compreso nel biglietto. In realtà ci han detto che è possibile anche scendere con delle scale gratuite (ho dimenticato il numero di scalini, ma posso assicurare che me lo hanno detto… forse il mio cervello ha resettato l’informazione dopo aver percepito che si parlava di un numero con almeno 3 cifre!!!).

In questo periodo dell’anno, in ogni caso, le scale per scendere erano chiuse quindi… nostro malgrado, siamo dovuti scendere e risalire con l’ascensore! 😀

Comunque scendere vale proprio la pena, perché ti dà una prospettiva delle gole totalmente diversa.

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Spiaggetta delle Gole dell’Alcantara

Consiglio vivamente una vacanza a Taormina e alle Gole dell’Alcantara, confermando che vale la pena anche andarci in inverno.

Non si potrà andare al mare, ma la Sicilia è un’isola che offre così tante bellezze che non ci si annoia nemmeno nei mesi freddi, in cui è possibile godere tra l’altro della tranquillità che solo i periodi di bassa stagione possono regalare.

 

Blogger Recognition Award

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Ancora una volta, a distanza di poco tempo dall’ultima volta, mi ritrovo a scrivere un post di ringraziamento. Questa volta però, il mio grazie va in particolar modo ad Ale di 50 sfumature di viaggio, che mi ha inserito nelle sue nomination per il Blogger Recognition Award… che dire? Ancora una volta grazie di vero cuore.

Sapere che vi piace leggere ciò che scrivo e che magari lo trovate utile, non può che rendermi felice, perché da un senso a tutto… ma non mi dilungo con i ringraziamenti altrimenti mi perdo in chiacchiere e viene fuori un post lunghissimo (se desiderate leggere una mia lista di motivi per ringraziare, vi rimando all’articolo sulla top five di travel365).

Veniamo invece alle regole del Blogger Reconition Awards.

Sono poche e semplici:

  1. Ringraziare chi vi ha nominati sul proprio blog e sulla propria pagina di Facebook;
  2. Scrivere un post per ringraziare;
  3. Raccontare come è nato il vostro blog;
  4. Dare dei consigli ai nuovi blogger;
  5. Nominare quindici blog.

 

Chi sono e come nasce il mio blog

Mi chiamo Rita e sono blogger per passione: passione per la scrittura, passione per i viaggi, passione per la fotografia. Tre cose che, messe insieme, sono gli ingredienti perfetti per la nascita di un blog a mio parere ed è proprio così che è nato il mio.

Viaggiare è per me un bisogno da sempre, seppure non abbia potuto coltivare questa passione da piccola come avrei voluto. Ho cominciato a farlo seriamente quando ho raggiunto quel minimo di indipendenza economica che mi permettesse di staccare di tanto in tanto dalla routine e di andare alla scoperta di questo mondo tanto immenso ed affascinante che ci ospita.

Adoro conoscere ogni luogo, che sia dietro l’angolo o a tanti km di distanza, purché mi regali qualcosa di nuovo, mi arricchisca, stimoli in qualche modo la mia curiosità e la soddisfi. Questa è la ragione per cui amo definirmi “una curiosa del mondo“, perché alla base del mio amore per i viaggi e delle mie mille passioni c’è sempre stata un’inguaribile e insaziabile curiosità, voglia di imparare, di scoprire… e il mondo è una fonte inesauribile di stimoli per me!

Insomma, adoro scrivere (potrei farlo per ore!), adoro la fotografia (anche se non ho ancora una macchina fotografica degna di questo nome),  viaggiare è una delle mie più grandi passioni e credo che la condivisione, se usata nel giusto modo, sia una cosa meravigliosa. Trovo straordinario il poter condividere con altri ciò che ho visto, ho imparato, ho scoperto… crea una rete stupenda, che dovrebbe essere la base di questo mondo che ormai non ha più le barriere e le distanze di un tempo.

Questo blog è nato a Barcellona, la città in cui sono espatriata circa 3 anni fa (qui trovate l’articolo che parla del mio espatrio in terra catalana: Barcellona solo andata).

Ho cominciato a scrivere questo blog al ritorno da uno straordinario tour on the road in Andalusia fatto nella primavera del 2016. È nato sulla scia dell’entusiasmo di tutti i posti straordinari visitati nel sud della Spagna (tra i post più vecchi ne trovate infatti alcuni su Siviglia, Cordoba, Cadiz… ).

Pensandoci, di quel viaggio manca ancora un post su Granada e uno su Malaga ma, siccome ho sempre scritto seguendo l’istinto, non c’è sempre un filo temporale nei miei racconti. Mi lascio guidare dalle sensazioni del momento. Credo che la passione non vada mai ingabbiata in schemi, ma lasciata fluire libera e spontanea, come la scrittura… 🙂

Consigli ai nuovi blogger

Non ho grandi consigli da dare ai nuovi blogger perché non mi sento una guru in questo campo. Ho iniziato a scrivere per il piacere di farlo e continuo a farlo per la stessa ragione, anche se mi appassiona ogni tanto leggere qualcosa sul seo e sul blogging. Perché? Perché – come ho già detto – sono estremamente curiosa e perché mi piace imparare e dare il meglio di me in ciò che faccio, anche se nel mio piccolo.

Credo che alla base di un bel blog ci debba essere tanta spontaneità e sincerità. Quello dei blogger è un mondo talmente vasto che l’unica cosa che ci distingue da mille altri è essere semplicemente quello che siamo. Io parto sempre dall’idea che, se volessi leggere una guida senza un minimo di personalità, non andrei su un blog ma mi cercherei appunto una guida in libreria o in rete e che, se volessi leggere la trama di un libro senza un minimo di considerazioni personali, mi basterebbe cercare la trama nuda e cruda su internet. Il blog deve dare qualcosa in più secondo me. Questa è l’unica cosa che mi sento di consigliare a chi desidera scrivere un blog. Ovviamente questo è solo il mio modestissimo parere, da lettrice prima che da blogger. 🙂

Nominare altri 15 blog:

Questo credo sia il punto più difficile, perché seguo molti bei blog e sceglierne solo 15 non è facile. Ultimamente non riesco a stare al passo con tutti per semplice mancanza di tempo ma, quando posso, vi seguo con enorme piacere!

Ne nomino 15 come da regolamento, ma la lista dovrebbe essere molto più lunga!

  1. lillyslifestyle
  2. L’Orsa Nel Carro
  3. Viaggiatrice da grande
  4. Rivoglio la Barbie
  5. Il lettore curioso
  6. Mille splendidi libri blog
  7. Il pikaciccio
  8. Una veronica vagante
  9. Cuore ruotante
  10. Viaggiatore non per caso
  11. Scelgo un libro per bambini
  12. Non siamo food blogger
  13. Viaggiamo insieme
  14. Il mondo secondo Gipsy
  15. Mariarosariadiario

Avrei altri blog da citare, ma sicuramente ci saranno altre occasioni per farlo. Nel frattempo, ringrazio ancora chi mi ha nominato e tutti coloro che, passando di qui, lasciano sempre un segno o un saluto.

Vi abbraccio tutti.

Rita

Le mie impressioni su Valencia in 3 punti

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Parco di Gulliver – Valencia

Oggi mi allontano un po’ dall’Europa dell’Est, per tornare a parlare della calda nazione spagnola, che mi ospita da circa tre anni. Questa foto è stata scattata a Valencia, l’anno scorso, in un parco che è stato creato all’interno del letto di un fiume e che taglia in due una parte della città. Da quello che mi hanno spiegato, il corso originale del fiume  è stato deviato e nel suo letto è stato creato un lungo parco. È lì che è possibile trovare questa simpaticissima statua di Gulliver, sulla quale i bambini si divertono ad arrampicarsi. L’ho trovata decisamente originale e mi ha ricordato il libro letto da ragazzina.

È la prima volta che parlo di Valencia nonostante ci sia stata due volte, la prima per un rapido week end con un’amica e la seconda durante il viaggio on the road dell’Andalucia fatto l’anno scorso. Partimmo da Barcellona con la macchina e – avendo bisogno di una tappa per spezzare il viaggio – pensammo che Valencia fosse un’ottima opzione. Entrambe le volte non era un viaggio preparato (amo studiare una meta prima di andarci) quindi non ricordo nel dettaglio i nomi di tutto ciò che ho visto. Però posso raccontarvi le mie impressioni e mostrarvi delle foto, che di solito sono anche più eloquenti delle parole.

Se ripenso alla città di Valencia, le cose che mi vengono in mente principalmente sono riassumibili in 3 punti:

Il centro storico: l’ho trovato molto carino e molto vivo. Ha qualcosa che mi ricorda Barcellona, ovviamente in piccolo. La Cattedrale è molto bella e possiede tre portali di accesso: la Puerta del Los Hierros, la Puerta del Palau e la Puerta de los Apostoles. La prima è barocca, la seconda romanica e la terza gotica. Insomma è un mix di tutta la storia architettonica della città. Sembra che, precedentemente, al suo posto, vi fossero un tempio romano e una moschea.

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Cattedrale di Valencia

All’inizio, credevo che alla cattedrale vi si accedesse solo davanti, invece girandole intorno, la si può ammirare in tutta la sua bellezza.

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Cattedrale di Valencia

Questo è un particolare della Cattedrale che mi è piaciuto molto. Sembra quasi una sorta di colosseo dalla forma.

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Alle spalle della Cattedrale, continuando a camminare, ci si ritrova in questa piazza, con una grande fontana. Una zona molto viva e graziosa a mio parere.

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Un’altra cosa molto carina che ho visto nel centro storico di Valencia è l’Estación del nord. Si trova proprio accanto all’arena de toros di Valencia.

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Oltre ad essere molto bella esternamente, lo è anche all’interno. Le pareti dell’atrio sono tutte fatte di mattonelle dipinte (mi ricorda vagamente la Estação de São Bento a Porto con i suoi stupendi azulejos, di cui prima o poi scriverò qualcosa). Vale la pena entrare a dare un’occhiata.

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Interno Estación del nord – Valencia

La zona delle spiagge: è lì che ho dormito la prima volta che sono stata a Valencia. È una zona piena di ristorantini e alberghi, a due passi dalle ampie spiagge. È piacevole passeggiare sul lungo viale sia di giorno che di notte.

Consiglio pratico: Se ci andate in alta stagione e desiderate mangiare in uno dei  ristorantini sul lungomare (sono turistici ma può essere piacevole mangiare davanti alle spiagge), consiglio di prenotare un po’ prima. Per riuscire a mangiare una paella ne abbiamo dovuti girare tantissimi: erano tutti prenotati! Sapete che la paella originale è valenciana, vero? In teoria quella valenciana è con carne di coniglio, ma la fanno anche solo di pesce, di carne o di verdure.

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Lungomare di Valencia

La Ciutat de les Arts i les Ciències: credo che sia una delle cose che più mi ha impressionato di Valencia. In pratica sono una serie di edifici raccolti insieme in una zona che a me piace definire “futuristica“. Sembra di essere in uno di quei racconti del futuro in cui ti perdi tra navicelle spaziali e macchine volanti! Insomma, a me ha dato un po’ quest’impressione a primo impatto. In realtà sono raccolti in questa città delle scienze 5 differenti strutture, suddivise all’interno di tre aree tematiche: arte, scienza e natura. Uno di questi è un enorme acquario. C’è all’interno anche un ristorante “sottomarino”: il Ristorante Submarino L’Oceanografic. Io non ci ho mangiato, quindi non so esattamente come sia, però conto di farlo la prossima volta, se torno a Valencia. Mi ispira un sacco. Questo è il sito web dove è possibile comprare il biglietto online. Vi mostro qualche foto, giusto per darvi l’idea di com’è all’esterno. 

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Un’ultima cosa su Valencia. A parte la Paella Valenciana, vi consiglio di assaggiare l’horchata (orxata de xufa in valenciano). È una bibita fresca preparata con acqua, zucchero e il latte di un xufa appunto, un tubero. È molto buona e sembra abbia origini arabe.

Io l’ho assaggiata anche qui a Barcellona, ma non mi è piaciuta quanto l’originale valenciana. Ricordo che mi fecero anche vedere il tubero: è simile a una nocciolina all’apparenza. Se vi trovate da quelle parti, consiglio di assaggiarla, ma vi avviso, è molto dolce! 🙂

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Orxata natural – Valencia

 

Sono nella top 5 degli articoli più belli di ottobre per Travel365. Che dire? Grazie! 5 volte grazie!

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Questo è un post un po’ diverso dagli altri, perché un post di ringraziamento.

Questa mattina, mentre ero a lavoro, il mio telefono vibra sulla scrivania. Do un’occhiata rapida e vedo un’email di Travel 365. Credevo fosse quella che mi arriva per ricordarmi che posso candidare i miei post del mese, invece questa volta ci ho letto la parola “congratulazioni” e mi sono incuriosita.

In realtà avevo quasi dimenticato di aver candidato l’articolo su Praga, perché lo avevo pubblicato e poi non ci avevo pensato più. Quindi, il fatto che fosse stato votato e fosse rientrato nella top five del mese di ottobre non lo immaginavo proprio! Cosa dire? Grazie, 365 volte grazie!

  • Grazie perché il mondo dei travel blogger è tanto affascinante quanto immenso e, se un mio post può essere notato e apprezzato, anche in un piccolo angolino di questo mondo che amiamo percorrere in lungo e in largo, la cosa mi riempie di tanta soddisfazione.
  • Grazie perché amo scrivere, lo faccio nel tempo libero quando riesco a ritagliarmi un po’ di tempo tra i mille doveri della vita di ogni giorno e queste sono quelle piccole soddisfazioni che mi danno la grinta per continuare fare una cosa che amo e provare a mostrare il mondo attraverso i miei occhi e le mie sensazioni.
  • Grazie perché sul sito Travel 365 sono i travel blogger stessi a votare quindi, se qualcuno che fa quello che faccio io e che ama quello che io amo, apprezza ciò che scrivo e l’impegno e la passione che ci metto a farlo, per me è una soddisfazione doppia. Siamo tutti malati della stessa Wanderlust in fondo.
  • Grazie perché, nonostante fossi a lavoro, sommersa dalle cose da fare e con un’insopportabile influenza addosso, siete riusciti a regalarmi un sorriso e a migliorarmi la giornata. 🙂
  • Grazie perché queste piccole cose mi ricordano che i sogni non vanno mai abbandonati, che le passioni vanno coltivate e che, non importa se nella maggior parte dei casi non si vince nulla di concreto a scrivere un articolo su un blog, ma se qualcuno legge, se apprezza, se trova anche semplicemente utile ciò che pubblichi, in fondo hai già vinto qualcosa che nulla potrà mai comprare: la soddisfazione di essere riuscita a trasmettere qualcosa… e non è poco!

Ma ora basta, non mi dilungo più altrimenti rischio davvero di arrivare a 365 grazie di questo passo! 😀

Insomma, il mio post vuole essere un grazie non solo per chi ha votato l’articolo, ma per ogni singola persona che passa di qua, legge, lascia un saluto o un semplice like e che da un senso a questa mia passione.

Dimenticavo, l’articolo di Travel365 è questo.

Quello su Praga invece, che mi ha regalato questa piccola soddisfazione, è questo quì.

Buona giornata e buon week end a chiunque passi di quì!

Rita

#Ungheria – Cosa vedere a Budapest, a parte il Parlamento e il Bastione dei pescatori?

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Grande Sinagoga di Budapest

Nei due post precedenti su Budapest, avevo accennato al fatto che questa città avesse altre bellezze a parte il meraviglioso Parlamento e il suggestivo Bastione dei Pescatori, di cui vi ho già raccontato. Ma cos’altro nasconde Budapest, che valga la pena vedere? In verità, molto più di quanto si pensi.

Se avete un minimo di conoscenza di questa capitale saprete già che è divisa dal Danubio in due parti: Buda e Pest. Sulla riva di Buda si trova la collina con il castello, il bastione dei pescatori e la chiesa di Mattia. Su quella di Pest invece è concentrata la parte più viva della città e la vita notturna più accesa.

Noi abbiamo dormito a Pest. Avevamo una stanza nel quartiere ebraico, quasi di fronte alla Grande Sinagoga, quindi a poca distanza da piazza Deák. Abbiamo prenotato su booking.com come facciamo sempre e ci siamo trovati benissimo perché eravamo in una zona centralissima e piena di vita. La stanza non era il massimo a dire il vero, quindi non mi sento di consigliarvela, però la zona sì, perché da lì ci siamo spostati per arrivare un po’ ovunque: è super collegata, quindi comodissima. Nella piazza Deák, oltre a un bus che vi porta sulla collina di Buda, trovate anche la fermata della metro.

Il quartiere ebraico è pieno di sinagoghe. A differenza di Praga, non siamo riusciti a visitarle tutte internamente per mancanza di tempo, ma il giro del quartiere ebraico è stato ugualmente super interessante. Questo grazie anche ad Aron, un ragazzo italo-ungherese che organizza dei tour in italiano per la città e che ci ha fatto scoprire tantissime cose di Budapest, che probabilmente non avremmo apprezzato a pieno.

Non siamo soliti fare tour come questi però, sia a Praga che a Budapest abbiamo voluto sperimentarli questa volta e ci siamo trovati talmente bene che, se ce ne capitasse l’occasione, ripeteremmo probabilmente l’esperienza.

Con Aron la sensazione è stata quella di avere un amico in zona che ci faceva da cicerone per la città, un cicerone molto preparato a dirla tutta. Tanto che, prima di andare via, siamo passati a fargli un saluto, dispiaciuti all’idea di andarcene senza ringraziarlo un’ultima volta.

Abbiamo trovato in lui un ragazzo di una gentilezza fuori dal comune. Pensate che gli abbiamo chiesto info su un locale in cui volevamo cenare e si è proposto di telefonare personalmente per prenotarci un tavolo. Un dettaglio che ci è rimasto impresso. Si è comportato davvero come farebbe un amico, nonostante non lo avessimo mai visto prima. Se volete info sui suoi tour, potete trovarlo anche su FB. Questa è la sua pagina: Sfumature di Budapest.  Potete anche mandargli un messaggio, di solito risponde prestissimo.

Info pratica: il nome del locale dove siamo stati a cena è Sir Lancelot. Potete dare un’occhiata al sito: http://sirlancelot.hu/.  Si tratta di un locale in stile medievale, dove mettono in scena spettacoli in costume dell’epoca durante tutta la cena. A noi è piaciuto da morire e ci abbiamo mangiato dell’ottima carne. Conviene prenotare per trovare posto.

Tornando al quartiere ebraico, sono rimasta impressionata dalla Grande Sinagoga, chiamata anche Sinagoga Dohány, dal nome della strada del quartiere in cui si trova. L’ho trovata bellissima. Sembra sia il più grande edificio di culto ebraico d’Europa e che possa accogliere fino a 3000 persone. È la seconda nel mondo, dopo quella di New York.

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Questo la dice lunga sulle bellezze di Budapest: ha la seconda sinagoga più grande del mondo e il secondo parlamento più grande d’Europa dopo quello di Bucarest, vi sembra poco?

Ma la Grande Sinagoga non è l’unica del quartiere ebraico di Pest. Vi mostro una foto di altre due sinagoghe, una accanto all’altra, totalmente differenti nello stile.

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Sinagoghe – Quartiere ebraico di Pest

Altro particolare del quartiere ebraico che mi ha colpito sono i murales. Ce ne sono di vario tipo, a mio parere tutti molto belli. Aron ci ha raccontato il significato di alcuni di essi, ma non voglio rovinarvi la sorpresa, quindi vi lascio giusto qualche foto.

Ovviamente la zona di Pest non si limita al solo quartiere ebraico. Proseguendo verso piazza Deák, ci si ritrova nel pieno centro della vita cittadina, dove trovate anche il viale più turistico della città: Andrássy út. È lì che si trova anche l’Hard Rock café di Budapest.

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Andrássy út – Pest

Uno dei palazzi che vi consiglio di non perdere invece durante la visita al quartiere di Pest è quello dell’Opera di Budapest.

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Io l’ho trovato davvero bello, soprattutto all’interno. Vi mostro l’ingresso, zona in cui è possibile accedere senza pagare.

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Altra cosa da non perdere a Pest è la Piazza degli eroi, una piazza molto vasta, circondata da un colonnato e con al centro un grande obelisco. Purtroppo noi non ce la siamo goduta come avremmo voluto perché quel giorno il termomentro segnava ben 42 gradi (erano i primi di agosto) e il sole cadeva a picco sull’intera piazza, ma è valsa ugualmente la pena vederla.

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Alle spalle della piazza c’è un parco, all’interno del quale vi è un altro dei miei posti preferiti a Budapest: il Castello Vajdahunyad.

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Il parco Varosliget è circondato da un lago che si trasforma in una pista di pattinaggio in inverno e il castello sembra uno di quelli usciti dalle fiabe.

Curiosità: In realtà il castello Vajdahunyad non è reale. Venne realizzato originalmente in legno e cartapesta per una celebrazione e solo successivamente fu ricostruito in muratura. Nel realizzarlo furono combinati insieme più stili, dal gotico al barocco.  All’interno ospita attualmente il Museo dell’Agricoltura, uno dei più grandi d’Europa (altro primato).

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Se mi fermassi qui, avrei già abbastanza motivi per dire che Budapest è una città ricca di bellezze e di tesori da scoprire, ma siccome c’è ancora tanto da dire sulla capitale ungherese, per non dilungarmi troppo, provo a riassumervi almeno altre 4 cose che vale assolutamente la pena vedere a Budapest.

  • L’isola Margherita: è una vera e propria isoletta al centro del Danubio che rappresenta un’oasi di pace in città. È per lo più occupata da un parco, all’interno del quale si trova una fontana luminosa che noi abbiamo letteralmente adorato. Somiglia molto alla fontana luminosa di Barcellona ma, il modo in cui l’acqua danza a ritmo di musica in quella di Budapest ricorda dei veri e propri fuochi d’artificio! Abbiamo trascorso qualche ora a guardarla, soprattutto quando è diventato buio e i colori hanno iniziato a dare spettacolo. Consigliata al 100%.

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    Fontana sull’Isola Margherita – Budapest
  • Basilica di Santo Stefano: è l’edificio religioso più grande d’Ungheria. Sembra che possa contenere più di 8.500 persone. 

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  • Ponte delle catene: è il ponte più vecchio e indubbiamente anche il più noto di Budapest. Fu costruito per collegare le due parti della città e fatto poi saltare in aria durante la seconda guerra mondiale. Solo successivamente fu ricostruito. Noi ci siamo passati con il bus salendo sulla collina di Buda ma lo abbiamo anche ammirato durante il nostro giro notturno in battello sul Danubio (altra cosa che consiglio vivamente di fare).
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Ponte delle catene – Budapest (foto presa in prestito dal web)
  • Scarpe sulla riva del Danubio: sono un memoriale. Le scarpe si trovano a pochi passi dal Parlamento di Budapest e ricordano un massacro di cittadini ebrei compiuto durante la seconda guerra mondiale. Gli ebrei venivano trascinati lungo il fiume Danubio, legati a gruppi di tre e uccisi con un colpo alla nuca; i cadaveri venivano poi gettati nel fiume. Conoscendone il significato, fa decisamente un certo effetto vedere lì delle scarpe…

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Spero di aver dato almeno un po’ un’idea di quante bellezze racchiuda Budapest. A me ha decisamente stupito. Me l’aspettavo bella, ma non così tanto. È stata una scoperta continua e, se riuscissi a tornarci, so che ancora avrebbe tanto da raccontarmi e da mostrarmi. Uno di quei rari casi in cui tornerei in un posto, seppure l’ho già visitato, perché so che avrei ancora tanto da scoprirvi.

 

Ungheria – Budapest, la collina di Buda e il Bastione dei pescatori

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Bastione dei pescatori – Budapest

Ho cominciato a parlare di Budapest in un altro postdedicandomi a dare delle info sul suo Parlamento ma, se dicessi che le bellezze della stupenda capitale magiara si limitano solo a questo, le farei un torto enorme. Il bastione dei pescatori, la chiesa di Mattia, il Ponte delle catene, la Piazza degli Eroi sono solo alcune delle meraviglie che nasconde la città ungara per eccellenza. Budapest è questo e molto di più…

Ma andiamo per gradi. Una delle prime cose che mi tornano in mente quando ripenso a Budapest, è la collina di Buda e il suo stupendo Bastione dei pescatori.

Ma cos’è esattamente il Bastione dei Pescatori?

Potrei cominciare col rispondere che è uno dei miei posti preferiti a Budapest, ma non vi sarebbe di grande aiuto a capire di che si tratta. Per dare una definizione più utile, direi che possiamo considerarlo un belvedere, perché è situato in un punto alto della collina di Buda, dal quale è possibile godere di un meraviglioso panorama sul Danubio e sul Parlamento.

Strutturalmente è un vero e proprio bastione, costruito sulla collina del castello, a pochi passi dalla chiesa di Mattia. Ha preso il nome di bastione dei pescatori perché, nel Medioevo, era proprio la corporazione dei pescatori quella che si occupava di difendere questo tratto delle mura.

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Bastione dei pescatori – Budapest

Io l’ho adorato appena l’ho visto. Ne avevo sentito parlare molto, soprattutto quando ho iniziato a documentarmi sulla città e a organizzare il viaggio, ma è una di quelle cose che di Budapest mi ha sorpreso: l’ho trovato molto più bello di quanto mi aspettassi. Forse perché mi aspettavo un semplice belvedere, o forse perché quell’insieme di torrette di mattoni chiari che affacciano sul Danubio sono state un bellissimo colpo d’occhio appena le ho viste.

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Bastione dei pescatori – Budapest

Un consiglio: secondo me, il momento migliore per salire sulla collina del castello di Buda, è poco prima del tramonto, perché a quell’ora è possibile scattare delle foto con la luce, godersi il panorama di giorno, senza per questo perdersi l’atmosfera suggestiva che si crea poco più tardi, quando inizia a calar la sera e i lampioni mano mano si accendono: uno spettacolo da non perdere, soprattutto per i più romantici.

Le mie foto non ne rendono a pieno la bellezza, ma vi assicuro che merita davvero.

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Bastione dei pescatori al calar della sera – Budapest

Proprio accanto al bastione dei pescatori, c’è la bellissima Chiesa di Mattia.

Ne approfitto per darvi un consiglio pratico: se decidete di salire sul bastione di pomeriggio e volete visitare la chiesa, tenete in considerazione che, dopo un certo orario, non è più possibile entrare. È difficile visitarla anche di sabato, perché vi celebrano spesso dei matrimoni. Noi ci siamo trovati lì di venerdì sera e di sabato mattina e in entrambe le occasioni l’abbiamo trovata chiusa. Abbiamo provato più volte a chiedere di lasciarci guardare almeno da fuori l’interno, ma non c’è stato verso: non ci hanno permesso di avvicinarci per sbirciare nemmeno un secondo. Quindi, se volete visitarla, il mio consiglio è controllare bene gli orari di apertura al pubblico.

In ogni caso, già da fuori fa un gran bell’effetto.

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Chiesa di Mattia – Pest

Io l’ho trovata davvero stupenda. In modo particolare sono rimasta affascinata dal tetto e dai suoi colori. Non smettevo di fotografarlo da ogni angolazione!

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Chiesa di Mattia – Budapest

Per raggiungere il Bastione dei pescatori e la chiesa di Mattia sulla collina del castello di Buda, è possibile prendere un bus che arriva fino alla piazza davanti alla chiesa. Il bus parte proprio dal centro di Budapest, a pochi passi dal tempio protestante di piazza Deák.

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Chiesa di Mattia – Budapest

Questa è parte della vista che si può godere dall’alto del Bastione dei Pescatori.

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Parlamento di Budapest visto dal Bastione dei pescatori

Ovviamente l’edificio enorme che vedete è il Parlamento di Budapest. È il secondo parlamento più grande d’Europa, dopo quello di Bucarest. Trovate maggiori info sul Parlamento in questo post: Parlamento di Budapest.

Come accennavo all’inizio, la bellezza di Budapest non si limita solo alla collina di Buda e al Parlamento, ma preferisco non dilungarmi troppo in un unico post e dedicare ad ogni racconto e ogni ricordo il tempo che merita, lasciandomi guidare sempre un po’ dall’istinto e dai ricordi. Quindi, tornerò a parlare delle meraviglie della capitale ungherese in un’altra occasione.

A presto!

#Praga: i miei 7 motivi per tornarci e un po’ di info utili

Postato il Aggiornato il

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Nel mio ultimo post su Praga e il Ponte Carlo, avevo promesso di tornare a scrivere di questa meravigliosa città, di dare qualche info pratica e spiegare perché vorrei tornare a visitarla. Siccome per me promessa è debito, eccomi a scrivere nuovamente della stupenda capitale della Repubblica Ceca.

Non amo fare elenchi, però – in casi come questo – sono decisamente adatti. Quindi, comincio il mio nuovo post su Praga elencandovi le ragioni per cui desidero tornarci.

1 – La prima ragione per cui voglio tornare a Praga è per rivederla d’inverno con il freddo e, se sono fortunata, con la neve. Il fatto di averla visitata in estate non mi dispiace, perché mi sono goduta un suo volto limpido, accompagnato dal cielo azzurro e da una temperatura che, a parte picchi di caldo – soprattutto nella giornata in cui abbiamo visitato Nove Mesto – ci ha permesso di girare un po’ ovunque senza battere i denti. Però Praga l’ho sempre immaginata con la neve e, quella sua atmosfera romantica, credo possa apparire ancora più speciale d’inverno. Ho voglia di girare per le sue strade e tornare sul Ponte Carlo, con sciarpa e cappotto… non so spiegare perché. Potrebbe sembrare follia ma, nel momento stesso in cui ho messo piede in città, ho sentito che dovevo tornarci in inverno. Magari me ne pentirò, ripensando con malinconia alle temperature estive, però sento che avrei conosciuto Praga solo a metà senza rivederla in pieno inverno.

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2 – La seconda ragione per cui desidero tornare a Praga è che grazie anche al “Tour italiano Praga”, ragazzi italiani che vivono lì e che organizzano dei Tour stupendi per la città, ho cominciato ad appassionarmi moltissimo anche alla storia di questa capitale, di cui conoscevo davvero poco prima. Quindi, da quando sono tornata, presa un po’ anche dalla malinconia di questa città che mi ha rapito il cuore, ho messo in lista tra i libri da leggere alcuni ambientati nella capitale ceca, così quando ci tornerò ne saprò di più e potrò apprezzarne ancor di più l’atmosfera e le sfumature.

Se conoscete qualche libro che parli di Praga o che vi sia ambientato, una segnalazione su un bel libro è sempre gradita!

A proposito: consiglio vivamente i tour con i ragazzi del Tour Italiano Praga: sono preparatissimi e sanno coinvolgere moltissimo mentre ti portano alla scoperta di una città che ha davvero tanto da raccontare. Li trovate nella piazza principale di Stare Mesto, con l’ombrellino tutto tricolore. Avvicinatevi anche solo per chiedere info, sono gentilissimi! Questa è la loro pagina FB: https://www.facebook.com/TourItalianoPraga/. Io ho fatto il tour di Stare Mesto, quello di Nove Mesto, quello di Mala Strana e del Castello e quello del quartiere ebraico con le sinagoghe… e ne sono valsi tutti estremamente la pena! Mi spiace solo di non essere riuscita a fare quelli che organizzavano fuori città per mancanza di tempo… ma questo è un altro motivo per tornarci!

3 –  Un’altra delle ragioni per cui devo assolutamente tornare a Praga, sono senza ombra di dubbio i Trdlo! Dei dolci buonissimi che vendono in vari punti del centro città e che non avevo mai assaggiato da nessun’altra parte… sono davvero deliziosi! Ne ho assaggiato anche una versione con il gelato quest’estate. Se solo ci penso… addio sana alimentazione!!! Successivamente li ho visti anche a Budapest nella zona dell’Hard Rock café, ma avevano un nome totalmente diverso, che sinceramente ho dimenticato.

In ogni caso, sono inconfondibili perché sono cotti su delle griglie, tipo pollo allo spiedo. Vi consiglio di assaggiarli. Io, almeno una volta nella vita, devo mangiarne un altro! Quindi, non posso non tornarci! Ve li mostro in foto, così non potete sbagliarvi.

Questa è la versione con il gelato!

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E questo è il modo in cui li preparano:

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Trdlo a Praga

4 – Mi sono innamorata dell’Art Noveau Liberty dei palazzi di Praga.  La costante dei miei pochi giorni nella capitale Ceca, è stata che non riuscivo a guardare avanti a me mentre camminavo, (rischiando di sbattere rovinosamente da qualche parte!) perché passavo la maggior parte del tempo con lo sguardo rivolto verso l’alto ad osservare gli stupendi palazzi che si susseguivano per tutto il centro storico di Praga. Era impossibile non lasciarsi conquistare… sono di colori differenti l’uno dall’altro, diversi a volte anche nella forma, eppure creano una scia di totale armonia che mi ha lasciata a bocca aperta.

Anche solo per un giro in centro tra i suoi palazzi Liberty, Praga vale una seconda visita, senza il minimo dubbio!

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5 – Non ho lasciato un segno del mio passaggio sul Muro di John Lennon.
Questa è un’altra ragione per cui devo tornare a Praga. Quando mi sono trovata davanti al muro, avrei voluto lasciare un segno, un cenno, una frasetta, o una semplice firma, ma non mi ero attrezzata di pennarello… quindi tocca che ci ritorni!!! 😀

Info pratiche: Potete trovare il muro attraversando il Ponte Carlo. Venendo dal centro e andando in direzione Mala Strana, poco prima che il ponte sia terminato, sulla sinistra, trovate delle scale che scendono su una strada. Una volta giù, prendete la prima traversa sulla destra e passerete davanti al Pub di Jonh Lennon: poco più avanti troverete anche il muro.

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Proprio di fronte al Pub di cui vi ho parlato, si trova un ristorantino troppo carino dove abbiamo mangiato benissimo e dove sono stati gentilissimi. Ve lo consiglio vivamente, soprattutto se cercate un posto romantico. È proprio accanto alla ruota di un mulino con un folletto… non potete sbagliarvi! Il nome dovrebbe essere questo: Velkoprevorsky Mlyn. Ma per sicurezza vi lascio qualche foto. È sicuramente un posto che attira turisti, ma io ci ho mangiato molto bene e in un’atmosfera davvero suggestiva!

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6 – Nel tour delle Sinagoghe, per mancanza di tempo, mi sono saltata quella “vecchia”, la più antica. Il giro del quartiere ebraico lo abbiamo fatto l’ultimo giorno prima di partire per Vienna. Ci siamo soffermati molto nella Sinagoga accanto al Cimitero di Praga e nel cimitero stesso, che sono stati davvero una visita forte dal punto di vista emozionale. In quella Sinagoga le pareti bianche sono tappezzate di tutti i nomi degli ebrei cechi e moravi morti, rimasti vittime della persecuzione nazista. Sono stati scritti a mano 80.000 nomi.

Ho avuto l’istinto di mettere una mano su una parete ed ho provato una sensazione intensa. Sentivo il desiderio di stabilire un contatto, come a poter donare una carezza per lenire la sofferenza che quei nomi mi trasmettevano. Ma certe emozioni sono difficili da spiegare…

Nella Sinagoga Pinkas sono conservati anche tantissimi disegni dei bambini che erano stati rinchiusi in un campo di concentramento: vederli è indubbiamente un’esperienza che non lascia indifferenti.
In ogni caso, tra questa sinagoga e il Cimitero ebraico, trascorremmo un bel po’ di tempo. Dedicammo il resto del tempo a girare le altre sinagoghe che erano comprese nel biglietto, senza accorgerci – fino all’ultimo momento – che nel ticket non era compresa la Sinagoga più antica (quella legata alla leggenda del Golem). Il tempo ormai stringeva, quindi… è saltata! Devo tornare a Praga per vederla. In compenso, abbiamo visitato la Sinagoga spagnola che è davvero molto bella.

Prima di mostrarvi qualche foto delle sinagoghe, un consiglio pratico: se fate il biglietto nelle singole sinagoghe si può pagare solo in contanti. Se invece volete pagare con bancomat, chiedete di indicarvi l’ufficio che fa anche i biglietti cumulativi (si trova nei vicoletti del quartiere ebraico). Ci risparmierete anche qualcosina!

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7 – Ho lasciato per ultimo il Ponte Carlo, perché ho parlato diffusamente nell’altro post (#Praga – Il Ponte Carlo al tramonto e i suoi musicisti: poesia pura) di quanto me ne sia innamorata. Ovviamente rientra a pieno titolo nelle mie personali motivazioni per tornare a Praga, prima o poi!

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Ci sarebbero tante altre cose da dire su Praga, sul perché l’ho adorata e perché vale una visita o una seconda e una terza, ma per ora mi son dilungata anche troppo… alla prossima! 🙂