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Blogger Recognition Award

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Ancora una volta, a distanza di poco tempo dall’ultima volta, mi ritrovo a scrivere un post di ringraziamento. Questa volta però, il mio grazie va in particolar modo ad Ale di 50 sfumature di viaggio, che mi ha inserito nelle sue nomination per il Blogger Recognition Award… che dire? Ancora una volta grazie di vero cuore.

Sapere che vi piace leggere ciò che scrivo e che magari lo trovate utile, non può che rendermi felice, perché da un senso a tutto… ma non mi dilungo con i ringraziamenti altrimenti mi perdo in chiacchiere e viene fuori un post lunghissimo (se desiderate leggere una mia lista di motivi per ringraziare, vi rimando all’articolo sulla top five di travel365).

Veniamo invece alle regole del Blogger Reconition Awards.

Sono poche e semplici:

  1. Ringraziare chi vi ha nominati sul proprio blog e sulla propria pagina di Facebook;
  2. Scrivere un post per ringraziare;
  3. Raccontare come è nato il vostro blog;
  4. Dare dei consigli ai nuovi blogger;
  5. Nominare quindici blog.

 

Chi sono e come nasce il mio blog

Mi chiamo Rita e sono blogger per passione: passione per la scrittura, passione per i viaggi, passione per la fotografia. Tre cose che, messe insieme, sono gli ingredienti perfetti per la nascita di un blog a mio parere ed è proprio così che è nato il mio.

Viaggiare è per me un bisogno da sempre, seppure non abbia potuto coltivare questa passione da piccola come avrei voluto. Ho cominciato a farlo seriamente quando ho raggiunto quel minimo di indipendenza economica che mi permettesse di staccare di tanto in tanto dalla routine e di andare alla scoperta di questo mondo tanto immenso ed affascinante che ci ospita.

Adoro conoscere ogni luogo, che sia dietro l’angolo o a tanti km di distanza, purché mi regali qualcosa di nuovo, mi arricchisca, stimoli in qualche modo la mia curiosità e la soddisfi. Questa è la ragione per cui amo definirmi “una curiosa del mondo“, perché alla base del mio amore per i viaggi e delle mie mille passioni c’è sempre stata un’inguaribile e insaziabile curiosità, voglia di imparare, di scoprire… e il mondo è una fonte inesauribile di stimoli per me!

Insomma, adoro scrivere (potrei farlo per ore!), adoro la fotografia (anche se non ho ancora una macchina fotografica degna di questo nome),  viaggiare è una delle mie più grandi passioni e credo che la condivisione, se usata nel giusto modo, sia una cosa meravigliosa. Trovo straordinario il poter condividere con altri ciò che ho visto, ho imparato, ho scoperto… crea una rete stupenda, che dovrebbe essere la base di questo mondo che ormai non ha più le barriere e le distanze di un tempo.

Questo blog è nato a Barcellona, la città in cui sono espatriata circa 3 anni fa (qui trovate l’articolo che parla del mio espatrio in terra catalana: Barcellona solo andata).

Ho cominciato a scrivere questo blog al ritorno da uno straordinario tour on the road in Andalusia fatto nella primavera del 2016. È nato sulla scia dell’entusiasmo di tutti i posti straordinari visitati nel sud della Spagna (tra i post più vecchi ne trovate infatti alcuni su Siviglia, Cordoba, Cadiz… ).

Pensandoci, di quel viaggio manca ancora un post su Granada e uno su Malaga ma, siccome ho sempre scritto seguendo l’istinto, non c’è sempre un filo temporale nei miei racconti. Mi lascio guidare dalle sensazioni del momento. Credo che la passione non vada mai ingabbiata in schemi, ma lasciata fluire libera e spontanea, come la scrittura… 🙂

Consigli ai nuovi blogger

Non ho grandi consigli da dare ai nuovi blogger perché non mi sento una guru in questo campo. Ho iniziato a scrivere per il piacere di farlo e continuo a farlo per la stessa ragione, anche se mi appassiona ogni tanto leggere qualcosa sul seo e sul blogging. Perché? Perché – come ho già detto – sono estremamente curiosa e perché mi piace imparare e dare il meglio di me in ciò che faccio, anche se nel mio piccolo.

Credo che alla base di un bel blog ci debba essere tanta spontaneità e sincerità. Quello dei blogger è un mondo talmente vasto che l’unica cosa che ci distingue da mille altri è essere semplicemente quello che siamo. Io parto sempre dall’idea che, se volessi leggere una guida senza un minimo di personalità, non andrei su un blog ma mi cercherei appunto una guida in libreria o in rete e che, se volessi leggere la trama di un libro senza un minimo di considerazioni personali, mi basterebbe cercare la trama nuda e cruda su internet. Il blog deve dare qualcosa in più secondo me. Questa è l’unica cosa che mi sento di consigliare a chi desidera scrivere un blog. Ovviamente questo è solo il mio modestissimo parere, da lettrice prima che da blogger. 🙂

Nominare altri 15 blog:

Questo credo sia il punto più difficile, perché seguo molti bei blog e sceglierne solo 15 non è facile. Ultimamente non riesco a stare al passo con tutti per semplice mancanza di tempo ma, quando posso, vi seguo con enorme piacere!

Ne nomino 15 come da regolamento, ma la lista dovrebbe essere molto più lunga!

  1. lillyslifestyle
  2. L’Orsa Nel Carro
  3. Viaggiatrice da grande
  4. Rivoglio la Barbie
  5. Il lettore curioso
  6. Mille splendidi libri blog
  7. Il pikaciccio
  8. Una veronica vagante
  9. Cuore ruotante
  10. Viaggiatore non per caso
  11. Scelgo un libro per bambini
  12. Non siamo food blogger
  13. Viaggiamo insieme
  14. Il mondo secondo Gipsy
  15. Mariarosariadiario

Avrei altri blog da citare, ma sicuramente ci saranno altre occasioni per farlo. Nel frattempo, ringrazio ancora chi mi ha nominato e tutti coloro che, passando di qui, lasciano sempre un segno o un saluto.

Vi abbraccio tutti.

Rita

#Praga: i miei 7 motivi per tornarci e un po’ di info utili

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Nel mio ultimo post su Praga e il Ponte Carlo, avevo promesso di tornare a scrivere di questa meravigliosa città, di dare qualche info pratica e spiegare perché vorrei tornare a visitarla. Siccome per me promessa è debito, eccomi a scrivere nuovamente della stupenda capitale della Repubblica Ceca.

Non amo fare elenchi, però – in casi come questo – sono decisamente adatti. Quindi, comincio il mio nuovo post su Praga elencandovi le ragioni per cui desidero tornarci.

1 – La prima ragione per cui voglio tornare a Praga è per rivederla d’inverno con il freddo e, se sono fortunata, con la neve. Il fatto di averla visitata in estate non mi dispiace, perché mi sono goduta un suo volto limpido, accompagnato dal cielo azzurro e da una temperatura che, a parte picchi di caldo – soprattutto nella giornata in cui abbiamo visitato Nove Mesto – ci ha permesso di girare un po’ ovunque senza battere i denti. Però Praga l’ho sempre immaginata con la neve e, quella sua atmosfera romantica, credo possa apparire ancora più speciale d’inverno. Ho voglia di girare per le sue strade e tornare sul Ponte Carlo, con sciarpa e cappotto… non so spiegare perché. Potrebbe sembrare follia ma, nel momento stesso in cui ho messo piede in città, ho sentito che dovevo tornarci in inverno. Magari me ne pentirò, ripensando con malinconia alle temperature estive, però sento che avrei conosciuto Praga solo a metà senza rivederla in pieno inverno.

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2 – La seconda ragione per cui desidero tornare a Praga è che grazie anche al “Tour italiano Praga”, ragazzi italiani che vivono lì e che organizzano dei Tour stupendi per la città, ho cominciato ad appassionarmi moltissimo anche alla storia di questa capitale, di cui conoscevo davvero poco prima. Quindi, da quando sono tornata, presa un po’ anche dalla malinconia di questa città che mi ha rapito il cuore, ho messo in lista tra i libri da leggere alcuni ambientati nella capitale ceca, così quando ci tornerò ne saprò di più e potrò apprezzarne ancor di più l’atmosfera e le sfumature.

Se conoscete qualche libro che parli di Praga o che vi sia ambientato, una segnalazione su un bel libro è sempre gradita!

A proposito: consiglio vivamente i tour con i ragazzi del Tour Italiano Praga: sono preparatissimi e sanno coinvolgere moltissimo mentre ti portano alla scoperta di una città che ha davvero tanto da raccontare. Li trovate nella piazza principale di Stare Mesto, con l’ombrellino tutto tricolore. Avvicinatevi anche solo per chiedere info, sono gentilissimi! Questa è la loro pagina FB: https://www.facebook.com/TourItalianoPraga/. Io ho fatto il tour di Stare Mesto, quello di Nove Mesto, quello di Mala Strana e del Castello e quello del quartiere ebraico con le sinagoghe… e ne sono valsi tutti estremamente la pena! Mi spiace solo di non essere riuscita a fare quelli che organizzavano fuori città per mancanza di tempo… ma questo è un altro motivo per tornarci!

3 –  Un’altra delle ragioni per cui devo assolutamente tornare a Praga, sono senza ombra di dubbio i Trdlo! Dei dolci buonissimi che vendono in vari punti del centro città e che non avevo mai assaggiato da nessun’altra parte… sono davvero deliziosi! Ne ho assaggiato anche una versione con il gelato quest’estate. Se solo ci penso… addio sana alimentazione!!! Successivamente li ho visti anche a Budapest nella zona dell’Hard Rock café, ma avevano un nome totalmente diverso, che sinceramente ho dimenticato.

In ogni caso, sono inconfondibili perché sono cotti su delle griglie, tipo pollo allo spiedo. Vi consiglio di assaggiarli. Io, almeno una volta nella vita, devo mangiarne un altro! Quindi, non posso non tornarci! Ve li mostro in foto, così non potete sbagliarvi.

Questa è la versione con il gelato!

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E questo è il modo in cui li preparano:

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Trdlo a Praga

4 – Mi sono innamorata dell’Art Noveau Liberty dei palazzi di Praga.  La costante dei miei pochi giorni nella capitale Ceca, è stata che non riuscivo a guardare avanti a me mentre camminavo, (rischiando di sbattere rovinosamente da qualche parte!) perché passavo la maggior parte del tempo con lo sguardo rivolto verso l’alto ad osservare gli stupendi palazzi che si susseguivano per tutto il centro storico di Praga. Era impossibile non lasciarsi conquistare… sono di colori differenti l’uno dall’altro, diversi a volte anche nella forma, eppure creano una scia di totale armonia che mi ha lasciata a bocca aperta.

Anche solo per un giro in centro tra i suoi palazzi Liberty, Praga vale una seconda visita, senza il minimo dubbio!

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5 – Non ho lasciato un segno del mio passaggio sul Muro di John Lennon.
Questa è un’altra ragione per cui devo tornare a Praga. Quando mi sono trovata davanti al muro, avrei voluto lasciare un segno, un cenno, una frasetta, o una semplice firma, ma non mi ero attrezzata di pennarello… quindi tocca che ci ritorni!!! 😀

Info pratiche: Potete trovare il muro attraversando il Ponte Carlo. Venendo dal centro e andando in direzione Mala Strana, poco prima che il ponte sia terminato, sulla sinistra, trovate delle scale che scendono su una strada. Una volta giù, prendete la prima traversa sulla destra e passerete davanti al Pub di Jonh Lennon: poco più avanti troverete anche il muro.

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Proprio di fronte al Pub di cui vi ho parlato, si trova un ristorantino troppo carino dove abbiamo mangiato benissimo e dove sono stati gentilissimi. Ve lo consiglio vivamente, soprattutto se cercate un posto romantico. È proprio accanto alla ruota di un mulino con un folletto… non potete sbagliarvi! Il nome dovrebbe essere questo: Velkoprevorsky Mlyn. Ma per sicurezza vi lascio qualche foto. È sicuramente un posto che attira turisti, ma io ci ho mangiato molto bene e in un’atmosfera davvero suggestiva!

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6 – Nel tour delle Sinagoghe, per mancanza di tempo, mi sono saltata quella “vecchia”, la più antica. Il giro del quartiere ebraico lo abbiamo fatto l’ultimo giorno prima di partire per Vienna. Ci siamo soffermati molto nella Sinagoga accanto al Cimitero di Praga e nel cimitero stesso, che sono stati davvero una visita forte dal punto di vista emozionale. In quella Sinagoga le pareti bianche sono tappezzate di tutti i nomi degli ebrei cechi e moravi morti, rimasti vittime della persecuzione nazista. Sono stati scritti a mano 80.000 nomi.

Ho avuto l’istinto di mettere una mano su una parete ed ho provato una sensazione intensa. Sentivo il desiderio di stabilire un contatto, come a poter donare una carezza per lenire la sofferenza che quei nomi mi trasmettevano. Ma certe emozioni sono difficili da spiegare…

Nella Sinagoga Pinkas sono conservati anche tantissimi disegni dei bambini che erano stati rinchiusi in un campo di concentramento: vederli è indubbiamente un’esperienza che non lascia indifferenti.
In ogni caso, tra questa sinagoga e il Cimitero ebraico, trascorremmo un bel po’ di tempo. Dedicammo il resto del tempo a girare le altre sinagoghe che erano comprese nel biglietto, senza accorgerci – fino all’ultimo momento – che nel ticket non era compresa la Sinagoga più antica (quella legata alla leggenda del Golem). Il tempo ormai stringeva, quindi… è saltata! Devo tornare a Praga per vederla. In compenso, abbiamo visitato la Sinagoga spagnola che è davvero molto bella.

Prima di mostrarvi qualche foto delle sinagoghe, un consiglio pratico: se fate il biglietto nelle singole sinagoghe si può pagare solo in contanti. Se invece volete pagare con bancomat, chiedete di indicarvi l’ufficio che fa anche i biglietti cumulativi (si trova nei vicoletti del quartiere ebraico). Ci risparmierete anche qualcosina!

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7 – Ho lasciato per ultimo il Ponte Carlo, perché ho parlato diffusamente nell’altro post (#Praga – Il Ponte Carlo al tramonto e i suoi musicisti: poesia pura) di quanto me ne sia innamorata. Ovviamente rientra a pieno titolo nelle mie personali motivazioni per tornare a Praga, prima o poi!

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Ci sarebbero tante altre cose da dire su Praga, sul perché l’ho adorata e perché vale una visita o una seconda e una terza, ma per ora mi son dilungata anche troppo… alla prossima! 🙂

#Scatti dall’Italia: Grazzano Visconti, un luogo fuori dal tempo

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Grazzano Visconti – Italia

Da un po’ di tempo penso di postare qualcosa sull’Italia e sui tanti graziosissimi posti che ho visitato. Solo che, ultimamente, quando torno in Italia lo faccio per far visita alla famiglia, quindi, quelli che ho fatto nel nostro stupendo Paese, sono viaggi un po’ lontani nel tempo e i ricordi purtroppo sbiadiscono

È anche vero però che le sensazioni restano, così come restano dei ricordi anche se vaghi e, soprattutto, restano delle fotografie.

Ho girato molto anche l’Italia e sarebbe un peccato non condividere un po’ dei miei ricordi vissuti lì prima di espatriare. Quindi, ho deciso che di tanto in tanto pubblicherò degli scatti di luoghi dell’Italia che ho visitato, accompagnati da quanche ricordo. Non saranno racconti dettagliatissimi magari, ma faranno comunque onore al nostro bel Paese, che ne ha tante di meraviglie da mostrare.

Oggi comincio con qualche scatto da un posticino dove più volte son tornata quando vivevo a Reggio Emilia, un borgo che considero davvero speciale: Grazzano Visconti.

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Si tratta di un borghetto medievale che, se ben ricordo (ma non ci metterei la mano sul fuoco) non è reale, nel senso che è stato costruito in un’epoca successiva.  In ogni caso, seppure non lo fosse, l’idea la da perfettamente.

A Grazzano si respira decisamente un’atmosfera fuori dal tempo!

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È un posto che sembra uscito da una fiaba o da un racconto Fantasy medievale (e io adoro il fantasy, i castelli, i draghi, il medioevo e tutto ciò che gli gira intorno).

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Molti negozietti lì vendono fate, draghi, folletti e tutto quello che può richiamare il mondo fantasy medievale, comprese spade e archi con frecce. Insomma un posto in cui per un po’ ci si allontana dalla realtà e ci si immerge in una sorta di fiaba.

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A Grazzano Visconti c’è anche un castello, che purtroppo non sono mai riuscita a visitare dentro. Non mi sono mai trovata lì all’orario giusto. Se volete visitarlo, vi consiglio di dare un’occhiata al loro sito web.


Io lo usavo spesso per conoscere gli eventi , le manifestazioni e feste a tema che vi organizzavano. Ci sono stata per una serata a tema piratesco, molto graziosa. Ma so che ne fanno di diversi tipi.

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Eccoci: Io e il mio *Compagno di Viaggio preferito* in versione pirati!

Il borgetto di Grazzano Visconti si trova in provincia di Piacenza, in Emilia Romagna, quindi, se vi trovate da quelle parti e non l’avete fatto già, io una visitina ve la consiglierei… anche perché è piccino, quindi a meno che non vogliate trattenervi a mangiare in una trattoria e godervi un momento fuori dal tempo, se siete di passaggio, non ci mettete moltissimo a girarlo.

Io lo adoro… si vede? 😀

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Grazzano Visconti – Italia

Blog del mese per expat.com – Giugno 2017

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Questa settimana è stata davvero complicata dal punto di vista personale quindi non sono riuscita a dedicare il tempo che avrei voluto al blog. Purtroppo a volte ci sono cause di forza maggiore che rendono davvero difficile anche scrivere due parole…

…ma per un attimo voglio metter da parte i pensieri tristi e parlare di una cosa piacevole. 🙂

Oggi sarò breve ma non posso non dedicare almeno qualche riga al sito http://www.expat.com che ha scelto il mio blog per inserirlo nel suo articolo sui 5 Blog del mese di Giugno.

Cosa dire?

Non posso che esserne lusingata! 😀

Se volete dare un’occhiata all’articolo di riferimento lo trovate qui: http://www.expat.com/newsletter/top/405_giugno-2017.html.

Buona serata a tutti! 🙂

 

 

Una domenica pomeriggio a Girona

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Cattedrale di Girona

Domenica pomeriggio ho deciso di trascorrere qualche ora a Girona alla scoperta del suo centro storico, di cui avevo sentito sempre parlar bene. Non volevo che il fine settimana terminasse troppo in fretta quindi tempo di pensarlo ed ero già in strada! 😀

In realtà ero convinta che il treno ci mettesse circa 40 minuti da Barcellona, ma – probabilmente – gli orari che avevo consultato frettolosamente prima di uscir di casa erano di qualche treno veloce. Una volta in carrozza infatti, ho scoperto che in realtà il regionale su cui ero salita ci avrebbe impiegato circa un’ora e mezza ad arrivare.

Poco male perché adoro leggere e ho sempre con me un libro, soprattutto in viaggio, quindi il tempo è passato senza alcun problema. Solo che, se avessi calcolato di metterci tanto, sarei scesa prima di casa o avrei optato per andarci un altro giorno con più tempo. Ma in fondo va bene così, vorrà dire che tornerò per vedere quello che non ho visto, possibilmente in una giornata meno calda, perché domenica era decisamente una giornata da mare. 😀

Altro piccolo inconveniente è stato che l’ufficio del turismo di Girona la domenica chiude alle 14. Essendoci arrivata alle 14.30 l’ho trovato chiuso. Fortunella!!! 😀
Contavo di recuperare lì almeno una cartina… invece, beffata dalla sorte! Ho cominciato a gironzolare seguendo l’istinto e le indicazioni. Il centro storico è piccino quindi in fondo è anche un piacere passeggiare senza meta per i suoi vicoletti.

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Centro storico di Girona

Seguivo le indicazioni per la Cattedrale quando ho notato il primo negozietto di souvenir. Siccome in ogni posto che visito devo puntualmente comprarmi una cartolina, sono entrata per sceglierne una (quella della cartolina è una mia tradizione da anni). Parlando col negoziante gli ho raccontato dell’ufficio del turismo chiuso e lui è stato così gentile da spiegarmi tutto quello che potevo vedere in città e anche di più! Non mi sarei meravigliata se avesse lasciato il negozio e mi avesse accompagnato a fare un tour personalmente… gentilissimo davvero! Mi ha perfino regalato una cartina che aveva lì e che aveva usato per darmi delle indicazioni… che dire, un vero signore. Che belle le persone così. 🙂

Tra le varie cose, mi ha raccontato della lleona, una leonessa arrampicata su una colonna a cui devi baciare il sedere se vuoi tornare a Girona.

“Sólo podrás volver a Girona si has dado un beso al culo de la leona”

Girando un po’ l’ho trovata, attorniata da turisti che facevano la fila per omaggiarla, al punto che non è stato semplice nemmeno fotografarla. 😀 C’è una scaletta accanto alla colonna per permettere a tutti di arrivarci se vogliono.

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Uscita dal negozietto di souvenir mi sono rimessa in cammino per andare a vedere la Cattedrale, famosa per avere la navata più larga del mondo dopo quella di San Pietro a Roma. Effettivamente la chiesa, nonostante sia comunque abbastanza alta, è sviluppata molto in larghezza.

Io, senza volere, ci sono arrivata dalla parte posteriore. La cosa non mi è dispiaciuta perché mi ha permesso di vedere una prospettiva diversa da una scalinata laterale che mi sarei persa se ci fossi arrivata dall’entrata principale.

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Salendo verso la Cattedrale – Girona

Ho cominciato a scorgere la Cattedrale poco per volta, salendo le scale.

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Cattedrale di Girona 

Ci ho girato un po’ intorno prima di ritrovarmi davanti alla facciata principale (in cima ad un’altra scalinata). Scendendo queste scale è possibile vederla così come appare nella prima foto dell’articolo. La visita all’interno costa 7 euro e comprende l’audioguida, il giro della Cattedrale, quello del Chiostro e della zona del tesoro.

Purtroppo le foto all’interno della chiesa non sono venute granché perché non c’era abbastanza luce, ma vi mostro il chiostro. 🙂

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Chiostro della Cattedrale di Girona

Uscita dalla Cattedrale mi sono divertita a gironzolare e scattare un po’ di foto in giro. Questa rosa dei venti l’ho trovata bellissima. Tra l’altro funzionava davvero.

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Rosa dei Venti – Girona

La meta successiva è stata la Basílica de Sant Feliu. Non è stato semplice fotografarla a causa della sua posizione perché, per quanto abbia una piazza davanti, è un po’ spostata. Son riuscita a fotografarla solo lateralmente e dal basso! 😀

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Purtroppo, come noterete dalla foto, quando ci sono arrivata era chiusa quindi non so come sia dentro, ma da fuori fa il suo bell’effetto. Tra l’altro è proprio in questa piazzetta davanti alla chiesta che ho trovato la famosa Lleona di cui vi parlavo prima.

Il tempo è passato molto rapidamente e, per non tornare a Barcellona troppo tardi, dopo la Basilica ho deciso di tornare indietro e incamminarmi verso la stazione dei treni, che si trova a circa 10 minuti a piedi dal centro storico (perfettamente raggiungibile).

C’era altro da vedere a Girona, ma la mia è stata una passeggiata pomeridiana improvvisata in un’assolata domenica di inizio estate, quindi non potevo vedere molto altro. Un assaggio che però mi ha fatto venir voglia di tornarci a scoprirla un po’ di più, magari con più tempo e un po’ meno calore! 😀

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Germania on the road e Rothenburg ob der Tauber, la perla della Baviera

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Rothenburg ob der Tauber – Germania

Oggi mi son ritrovata a guardare le foto del week end lungo fatto in Baviera qualche inverno fa (ne ho fatto cenno nell’articolo sui castelli).

Fu un week end un po’ da folli perché macinammo in circa tre giorni davvero tantissimi km in macchina, solo per poter vedere il più possibile col poco tempo che avevamo a disposizione, e soprattutto, cercando di ridurre i costi al minimo, considerando il budget limitato.

In realtà ne ho fatti molti di viaggi così. Sono indubbiamente un po’ massacranti a volte perché al ritorno ci vorrebbe la cosiddetta “vacanza dalla vacanza” per riprendersi, ma a me non importa: sono sempre tornata da questi tour de force super contenta, con il cuore felice e gli occhi luminosi per le nuove cose viste. C’è sempre tempo per riposare dopo. 😀

I miei viaggi da matti sono la risposta pratica a chi dice che “chi viaggia deve avere per forza soldi e tempo”. Quante volte vi è capitato di ascoltarlo? Ogni volta che qualcuno lo dice, a me viene da sorridere, perché nella maggior parte dei casi, il mio budget è ridotto ai minimi termini e il tempo libero anche. Considerando che ormai vivo lontano dalla mia città natale da anni, le ferie devo sempre un po’ dividerle tra andare a trovar la famiglia e coltivare la mia passione per i viaggi… quindi ho sempre tempo e budget ridotti ai minimi termini. Insomma, niente di più lontano dalla realtà per me. Semplicemente credo che, scendendo ovviamente a qualche compromesso, se puoi sognarlo, puoi farlo. 😉

Il viaggetto on the road in Baviera è stato uno dei frutti di questa mia filosofia.

Partimmo da Reggio Emilia con la mia piccola clio e, in tre giorni, visitammo i Castelli della Baviera a Fussen, Monaco di Baviera centro e il Parco di Nymphenburg e due dei paesini carinissimi presenti sulla Romantische Strasse: Rothenburg ob der Tauber e Dinkelsbühl. Al ritorno facemmo perfino una seconda tappa a Monaco per visitare il Deutsches Museum che non eravamo riusciti a vedere all’andata (un museo della scienza molto bello). Ritmi un po’ da folli ma li preferisco a non viaggiare quando non si può far di più. 🙂

Il nostro itinerario fu questo:

Il primo giorno arrivammo a Fussen e visitammo i castelli di re Ludwing: Il castello Neuschwanstein e quello di Hohenschwangau (sono uno di fronte all’altro quindi visitabili in qualche ora. Comprammo un biglietto unico per visitarli entrambi). Terminata la visita ripartimmo per Monaco di Baviera dove dormimmo.

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Il castello di Hohenschwangau – Baviera
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Il castello Neuschwanstein . Baviera

Il secondo giorno visitammo il centro di Monaco e il parco di Nymphenburg. La sera partimmo per Rothemburg dove dormimmo.

Il parco era uno spettacolo tutto innevato. 😀

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Parco di Nymphenburg . Monaco di Baviera

Il laghetto all’interno era quasi totalmente ghiacciato. Sarei curiosa di rivederlo in primavera trasformato.

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Lago ghiacciato nel Parco di Nymphenburg . Monaco di Baviera

Il terzo giorno beccammo la pioggia ma in pieno inverno c’era da aspettarselo. Visitammo Rothenburg ob der Tauber e Dinkelsbühl (son due paesini piccoli) e poi cominciammo a tornare verso l’Italia. Dopo pranzo ci fermammo a Monaco per spezzare il viaggio e vistare il Museo delle scienze. La sera del terzo giorno eravamo a casa, a pezzi ma contenti. 😀

Rothemburg era più o meno tutta così:

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Rothenburg ob der Tauber – Baviera
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Rothenburg ob der Tauber
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Rothenburg ob der Tauber – Germania

Sullo stesso stile era Dinkelsbühl. 😀

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Dinkelsbühl – Germania
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Dinkelsbühl – Germania

Insomma, fu un tour de force, ma ne valse decisamente la pena! 🙂

Tarragona – Una città ricca di storia, Patrimonio dell’Umanità dal 2000.

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Anfiteatro – Tarragona

Sono stata a Tarragona lo scorso anno con un’amica. Avevamo deciso di trascorrere una giornata diversa e, siccome non avevo mai visto questa città e ne avevo sempre sentito parlar bene, abbiamo deciso che sarebbe stata la nostra meta. Da Barcellona ci si arriva con circa un’oretta di treno.

Sono felice di averlo fatto perché ci sono andata quasi per caso, senza troppe aspettative e – invece – Tarragona mi ha sorpesa: è una città davvero molto bella e ricca di cultura, tanto da ottenere dal 2000 il titolo di Patrimonio dell’Umanità. Non a caso direi, perché è davvero ricca di resti, soprattutto di epoca romana, che la rendono una sorta di museo a cielo aperto. Se ci aggiungiamo che si trova su un’altura rocciosa affacciata sul mare, per me che sono un’amante del Grande Fratello Blu, rappresenta un mix perfetto!

La cosa che mi ha impressionato più di tutte è l’anfiteatro romano perché, oltre ad essere bello come “monumento” in sé, è davvero a pochi passi dal mare, quindi il colpo d’occhio nello scorgerlo è stato bellissimo! Mi sono seduta sulle gradinate ad osservare una rappresentazione che stavano mettendo in scena all’interno e mi bastava alzare gli occhi per vedere il mare come sfondo… molto molto bello! Non ne avevo mai visto uno così. 😀

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Anfiteatro romano – Tarragona

La giornata fu improvvisata quindi per una volta ho girato un po’ senza una meta precisa, seguendo istinto e indicazioni per strada. La passeggiata per la città è cominciata con un percorso molto bello sulle mura romane

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Mura romane – Tarragona

…dove abbiamo trovato anche gruppi di artisti che ricreavano l’atmosfera dell’epoca con spettacoli e rappresentazioni (tutte rigorosamente in catalano) piacevolissime da vedere, soprattutto perché rendevano l’atmosfera ancora più interessante.

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Terminata la passeggiata tra le mura abbiamo continuato a girare e ho lasciato che questa città mi sorprendesse passo dopo passo. Vi mostro delle foto che sicuramente rendono di più…

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Resti di Tarragona romana dall’alto

Ovunque giravo lo sguardo, i miei occhi si riempivano di meraviglia! 😀

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Scorcio dall’alto – Tarragona

Nel pomeriggio ci siamo fermate a pranzare in un localino sulla rambla (non lo consiglio perché era troppo turistico e non abbiamo mangiato benissimo. Noi volevamo giusto qualcosa per rifocillarci senza spender troppo, quindi siamo entrati in un posto a caso!). La vista era piacevolissima anche da lì, perché alla fine della rambla, c’è una terrazza che da sul mare.

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Tarragona – Andando verso la stazione dei treni

Dopo aver passeggiato per la rambla dove abbiam scelto di mangiare dei Churros con la nutella come dessert, abbiamo visitato la Cattedrale e poi ci siamo avviate verso la stazione, godendo di un bellissimo tramonto sul mare che ha concluso in bellezza la nostra passeggiata domenicale in questa città ricca di storia e di fascino. 😀

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Tramonto – Tarragona

Consiglio una visita a Tarragona perché ha molto più di quanto si possa pensare. A me ha decisamente sorpreso in positivo e conto di tornarci, magari un po’ più organizzata, per scoprire cosa mi son persa la prima volta girando un po’ a caso! 😀