On the road

Blogger Recognition Award

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Ancora una volta, a distanza di poco tempo dall’ultima volta, mi ritrovo a scrivere un post di ringraziamento. Questa volta però, il mio grazie va in particolar modo ad Ale di 50 sfumature di viaggio, che mi ha inserito nelle sue nomination per il Blogger Recognition Award… che dire? Ancora una volta grazie di vero cuore.

Sapere che vi piace leggere ciò che scrivo e che magari lo trovate utile, non può che rendermi felice, perché da un senso a tutto… ma non mi dilungo con i ringraziamenti altrimenti mi perdo in chiacchiere e viene fuori un post lunghissimo (se desiderate leggere una mia lista di motivi per ringraziare, vi rimando all’articolo sulla top five di travel365).

Veniamo invece alle regole del Blogger Reconition Awards.

Sono poche e semplici:

  1. Ringraziare chi vi ha nominati sul proprio blog e sulla propria pagina di Facebook;
  2. Scrivere un post per ringraziare;
  3. Raccontare come è nato il vostro blog;
  4. Dare dei consigli ai nuovi blogger;
  5. Nominare quindici blog.

 

Chi sono e come nasce il mio blog

Mi chiamo Rita e sono blogger per passione: passione per la scrittura, passione per i viaggi, passione per la fotografia. Tre cose che, messe insieme, sono gli ingredienti perfetti per la nascita di un blog a mio parere ed è proprio così che è nato il mio.

Viaggiare è per me un bisogno da sempre, seppure non abbia potuto coltivare questa passione da piccola come avrei voluto. Ho cominciato a farlo seriamente quando ho raggiunto quel minimo di indipendenza economica che mi permettesse di staccare di tanto in tanto dalla routine e di andare alla scoperta di questo mondo tanto immenso ed affascinante che ci ospita.

Adoro conoscere ogni luogo, che sia dietro l’angolo o a tanti km di distanza, purché mi regali qualcosa di nuovo, mi arricchisca, stimoli in qualche modo la mia curiosità e la soddisfi. Questa è la ragione per cui amo definirmi “una curiosa del mondo“, perché alla base del mio amore per i viaggi e delle mie mille passioni c’è sempre stata un’inguaribile e insaziabile curiosità, voglia di imparare, di scoprire… e il mondo è una fonte inesauribile di stimoli per me!

Insomma, adoro scrivere (potrei farlo per ore!), adoro la fotografia (anche se non ho ancora una macchina fotografica degna di questo nome),  viaggiare è una delle mie più grandi passioni e credo che la condivisione, se usata nel giusto modo, sia una cosa meravigliosa. Trovo straordinario il poter condividere con altri ciò che ho visto, ho imparato, ho scoperto… crea una rete stupenda, che dovrebbe essere la base di questo mondo che ormai non ha più le barriere e le distanze di un tempo.

Questo blog è nato a Barcellona, la città in cui sono espatriata circa 3 anni fa (qui trovate l’articolo che parla del mio espatrio in terra catalana: Barcellona solo andata).

Ho cominciato a scrivere questo blog al ritorno da uno straordinario tour on the road in Andalusia fatto nella primavera del 2016. È nato sulla scia dell’entusiasmo di tutti i posti straordinari visitati nel sud della Spagna (tra i post più vecchi ne trovate infatti alcuni su Siviglia, Cordoba, Cadiz… ).

Pensandoci, di quel viaggio manca ancora un post su Granada e uno su Malaga ma, siccome ho sempre scritto seguendo l’istinto, non c’è sempre un filo temporale nei miei racconti. Mi lascio guidare dalle sensazioni del momento. Credo che la passione non vada mai ingabbiata in schemi, ma lasciata fluire libera e spontanea, come la scrittura… 🙂

Consigli ai nuovi blogger

Non ho grandi consigli da dare ai nuovi blogger perché non mi sento una guru in questo campo. Ho iniziato a scrivere per il piacere di farlo e continuo a farlo per la stessa ragione, anche se mi appassiona ogni tanto leggere qualcosa sul seo e sul blogging. Perché? Perché – come ho già detto – sono estremamente curiosa e perché mi piace imparare e dare il meglio di me in ciò che faccio, anche se nel mio piccolo.

Credo che alla base di un bel blog ci debba essere tanta spontaneità e sincerità. Quello dei blogger è un mondo talmente vasto che l’unica cosa che ci distingue da mille altri è essere semplicemente quello che siamo. Io parto sempre dall’idea che, se volessi leggere una guida senza un minimo di personalità, non andrei su un blog ma mi cercherei appunto una guida in libreria o in rete e che, se volessi leggere la trama di un libro senza un minimo di considerazioni personali, mi basterebbe cercare la trama nuda e cruda su internet. Il blog deve dare qualcosa in più secondo me. Questa è l’unica cosa che mi sento di consigliare a chi desidera scrivere un blog. Ovviamente questo è solo il mio modestissimo parere, da lettrice prima che da blogger. 🙂

Nominare altri 15 blog:

Questo credo sia il punto più difficile, perché seguo molti bei blog e sceglierne solo 15 non è facile. Ultimamente non riesco a stare al passo con tutti per semplice mancanza di tempo ma, quando posso, vi seguo con enorme piacere!

Ne nomino 15 come da regolamento, ma la lista dovrebbe essere molto più lunga!

  1. lillyslifestyle
  2. L’Orsa Nel Carro
  3. Viaggiatrice da grande
  4. Rivoglio la Barbie
  5. Il lettore curioso
  6. Mille splendidi libri blog
  7. Il pikaciccio
  8. Una veronica vagante
  9. Cuore ruotante
  10. Viaggiatore non per caso
  11. Scelgo un libro per bambini
  12. Non siamo food blogger
  13. Viaggiamo insieme
  14. Il mondo secondo Gipsy
  15. Mariarosariadiario

Avrei altri blog da citare, ma sicuramente ci saranno altre occasioni per farlo. Nel frattempo, ringrazio ancora chi mi ha nominato e tutti coloro che, passando di qui, lasciano sempre un segno o un saluto.

Vi abbraccio tutti.

Rita

#Francia – 5 ricordi legati a Lione. Notre-Dame non è solo a Parigi

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Basilica di Notre-Dame de Fourvière – Lione

Lione è una città che ho scoperto quasi per caso nel 2013 (in un week end on the road). Per questioni lavorative non potevamo allontanarci per più di 3 giorni, quindi, cartina alla mano, cominciai a pensare a una destinazione che non richiedesse un budget alto e che – soprattutto – fosse raggiungibile in auto dall’Italia senza troppa difficoltà.

La scelta ricadde su Lione perché è una città non troppo lontana dal confine tra Francia e Italia. Allora non conoscevo questa città che per qualche foto che avevo visto, ma col senno di poi, posso dire che fu una scelta ottima. Partimmo il sabato, facemmo una tappa breve ad Aosta per spezzare il viaggio, e poi ripartimmo per Lione il giorno successivo, trascorrendo così in Francia la domenica di Pasqua e metà del lunedì di Pasquetta, prima di ripartire per l’Italia.

Sono passati un po’ di anni, quindi i ricordi iniziano a sbiadire un po’, ma alcune cose di questa graziosa città francese mi son rimaste impresse. Quindi, questa volta, mi limiterò ad un elenco istintivo, basato su flash di ricordi accompagnati da fotografie.

Cominciamo subito!

1 – La prima cosa che ho scoperto visitando Lione è che la Basilica di Notre-Dame non è solo a Parigi! A Lione c’è la bellissima Basilica di Notre-Dame de Fourvière che vale decisamente una visita.

 

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Tra l’altro me la ricordo molto bella anche dentro (purtroppo le foto degli interni non rendono mai troppo con la mia pessima macchina fotografica, ma posso assicurare che merita). Non posso paragonarla internamente a quella di Parigi perché ho visitato la capitale francese in pieno agosto e un po’ di sfuggita (vi racconterò) quindi Notre Dame parigina l’ho vista solo da fuori. In ogni caso, quella di Lione all’interno mi è piaciuta molto.

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Interno Basilica di Notre-Dame de Fourvière – Lione

2 – Un fiume regala sempre un po’ di magia a una città e siccome Lione si trova proprio presso la confluenza di 2 fiumi, il Rodano e la Saona, non può che essere doppiamente magica. Mi sono divertita a scattare foto, soprattutto di mattina con la nebbia, quando assumeva un fascino tutto suo…

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3 – Al calar della sera il centro storico di Lione si accende di vita poco a poco. Ricordo ristorantini e negozietti molto graziosi tra i quali era un piacere passeggiare. E – inutile dirlo – si mangia davvero bene!

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4 – Un’altra cosa che mi è rimasta impressa di Lione è che ha un parco cittadino molto bello, il Parco della Tête d’Or. Sembra sia il parco urbano più grande della Francia. All’interno c’è perfino uno zoo totalmente gratuito e un laghetto con delle barche (giusto per darvi l’idea delle sue dimensioni). Noi ci siamo divertiti a girarlo prima un po’ a piedi e poi abbiamo affittato un pedalò… è stato davvero divertente! (Abbiamo trascorso al parco la mattina di Pasquetta, prima di ripartire per l’Italia).

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5 – Lascio per ultimo un dettaglio simpatico e curioso: un po’ ovunque nei negozietti del centro di Lione c’era un personaggio chiamato Guignol, un burattino per essere precisi. Siccome lo vedevo un po’ ovunque, non sono riuscita a trattenere la curiosità di sapere di cosa si trattasse (che novità!) quindi mi sono informata. In pratica Guignol è un burattino creato proprio a Lione negli ultimi anni del 18° secolo su imitazione dei burattini italiani. La sua figura però è diventata così popolare in tutta la Francia che con la parola Guignol sembra si intenda ora anche il burattino in generale.

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Guignol in una vetrina di un negozio di Lione – Francia

Germania on the road e Rothenburg ob der Tauber, la perla della Baviera

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Rothenburg ob der Tauber – Germania

Oggi mi son ritrovata a guardare le foto del week end lungo fatto in Baviera qualche inverno fa (ne ho fatto cenno nell’articolo sui castelli).

Fu un week end un po’ da folli perché macinammo in circa tre giorni davvero tantissimi km in macchina, solo per poter vedere il più possibile col poco tempo che avevamo a disposizione, e soprattutto, cercando di ridurre i costi al minimo, considerando il budget limitato.

In realtà ne ho fatti molti di viaggi così. Sono indubbiamente un po’ massacranti a volte perché al ritorno ci vorrebbe la cosiddetta “vacanza dalla vacanza” per riprendersi, ma a me non importa: sono sempre tornata da questi tour de force super contenta, con il cuore felice e gli occhi luminosi per le nuove cose viste. C’è sempre tempo per riposare dopo. 😀

I miei viaggi da matti sono la risposta pratica a chi dice che “chi viaggia deve avere per forza soldi e tempo”. Quante volte vi è capitato di ascoltarlo? Ogni volta che qualcuno lo dice, a me viene da sorridere, perché nella maggior parte dei casi, il mio budget è ridotto ai minimi termini e il tempo libero anche. Considerando che ormai vivo lontano dalla mia città natale da anni, le ferie devo sempre un po’ dividerle tra andare a trovar la famiglia e coltivare la mia passione per i viaggi… quindi ho sempre tempo e budget ridotti ai minimi termini. Insomma, niente di più lontano dalla realtà per me. Semplicemente credo che, scendendo ovviamente a qualche compromesso, se puoi sognarlo, puoi farlo. 😉

Il viaggetto on the road in Baviera è stato uno dei frutti di questa mia filosofia.

Partimmo da Reggio Emilia con la mia piccola clio e, in tre giorni, visitammo i Castelli della Baviera a Fussen, Monaco di Baviera centro e il Parco di Nymphenburg e due dei paesini carinissimi presenti sulla Romantische Strasse: Rothenburg ob der Tauber e Dinkelsbühl. Al ritorno facemmo perfino una seconda tappa a Monaco per visitare il Deutsches Museum che non eravamo riusciti a vedere all’andata (un museo della scienza molto bello). Ritmi un po’ da folli ma li preferisco a non viaggiare quando non si può far di più. 🙂

Il nostro itinerario fu questo:

Il primo giorno arrivammo a Fussen e visitammo i castelli di re Ludwing: Il castello Neuschwanstein e quello di Hohenschwangau (sono uno di fronte all’altro quindi visitabili in qualche ora. Comprammo un biglietto unico per visitarli entrambi). Terminata la visita ripartimmo per Monaco di Baviera dove dormimmo.

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Il castello di Hohenschwangau – Baviera
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Il castello Neuschwanstein . Baviera

Il secondo giorno visitammo il centro di Monaco e il parco di Nymphenburg. La sera partimmo per Rothemburg dove dormimmo.

Il parco era uno spettacolo tutto innevato. 😀

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Parco di Nymphenburg . Monaco di Baviera

Il laghetto all’interno era quasi totalmente ghiacciato. Sarei curiosa di rivederlo in primavera trasformato.

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Lago ghiacciato nel Parco di Nymphenburg . Monaco di Baviera

Il terzo giorno beccammo la pioggia ma in pieno inverno c’era da aspettarselo. Visitammo Rothenburg ob der Tauber e Dinkelsbühl (son due paesini piccoli) e poi cominciammo a tornare verso l’Italia. Dopo pranzo ci fermammo a Monaco per spezzare il viaggio e vistare il Museo delle scienze. La sera del terzo giorno eravamo a casa, a pezzi ma contenti. 😀

Rothemburg era più o meno tutta così:

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Rothenburg ob der Tauber – Baviera
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Rothenburg ob der Tauber
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Rothenburg ob der Tauber – Germania

Sullo stesso stile era Dinkelsbühl. 😀

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Dinkelsbühl – Germania
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Dinkelsbühl – Germania

Insomma, fu un tour de force, ma ne valse decisamente la pena! 🙂

Portogallo da nord a sud in BUS: si può fare!

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Mimo lungo le rive del Douro – Oporto

Ho scattato questa foto lungo le rive del fiume Douro a Oporto, presso la Ribeira, in un pomeriggio assolato dell’agosto del 2012. Oporto è stata la prima tappa di uno straordinario tour del Portogallo che si concluse a Faro, in Algarve, dopo 10 giorni super intensi e ricchi di emozioni. Fu un viaggio che – nonostante le difficoltà iniziali e le aspettative decisamente alte di cui lo avevo caricato – riuscì ad essere perfino più bello di quanto io stessa avessi immaginato.

Probabilmente i contorni di questo piccolo grande sogno iniziarono a delinearsi già da quando, nel 2000, cominciai a studiare all’università la lingua e la cultura Portoghese. Più mi avvicinavo alla letteratura, alla storia, alla cultura di questo straordinario Paese, più ne rimanevo affascinata. Il desiderio di conoscere la terra di Pessoa e Camões cresceva giorno per giorno e col tempo, inevitabilmente, l’organizzazione di un viaggio per realizzare questo sogno divenne un obiettivo sempre più concreto. Così, in breve tempo, il Portogallo scalò la mia Wishlist dei viaggi da fare, fino a raggiungere il primo posto.

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Dall’alto della Torre di Belem – Lisboa

Da quel momento cominciai a documentarmi sul serio, a raccogliere tutte le informazioni possibili per organizzare un tour on the road… volevo conoscere il Paese nelle sue sfumature, le differenze tra un posto e un altro, perdermi tra la sua gente e viverlo nella sua pienezza.

Il mio entusiasmo però non aveva fatto i conti con le difficoltà davanti alle quali la vita a volta ci pone: non avevo idea che la realizzazione di questo sogno avrebbe dovuto attendere almeno 12 anni! Il destino a volte ti costringe a giri un po’ lunghi prima di permetterti di realizzare alcuni desideri… ma a me piace pensare che sia perché vuole saggiare la nostra determinazione nel portarli a termine. Magra consolazione forse… oppure semplicemente questione di prospettive! 🙂

In ogni caso, immaginate la mia faccia quando, dopo anni che provavo ad organizzarlo, nel 2012 finalmente sono sul punto di partire e il viaggio rischia di saltare ancora una volta per un imprevisto!

In pratica, poco prima di partire, si presentò un problema con la carta di credito che non ci permise più di affittare la macchina con cui avremmo dovuto girare il Portogallo. Ovviamente le provai tutte prima di demordere ma, senza carta di credito, non ci fu verso di convincere nessuna agenzia a lasciarci noleggiare un’auto! A quel punto, non so se fu la mia testardaggine o la determinazione a partire “costi quel che costi” quello che mi spinse ad escogitare il piano B, fatto sta che in pochi giorni decisi: saremmo partiti uguale e avremmo girato tutto il Portogallo in BUS!

Raccolsi tutte le informazioni sui collegamenti, calcolai i tempi, gli itinerari e decisi che non avrei permesso al viaggio di saltare per l’ennesima volta. Volevo farlo e, difficoltà o meno, questa volta sarei partita. Se questo significava sperimentare un nuovo modo di viaggiare… beh, vorrà dire che lo avremmo provato!

Fu così che, il nostro viaggio on the road per il Portogallo ebbe la particolarità di essere fatto completamente in bus invece che in auto. E, col senno di poi, devo ammettere che questo cambiamento da ultimo minuto non lo rovinò minimamente, anzi… lo arricchì di nuove esperienze che probabilmente ci saremmo perse viaggiando in auto.

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Dall’alto del Castello di São JorgeLisboa

Il lato negativo fu che dovemmo rinunciare ad un paio di tappe del tour, condizionati dagli orari dei bus a cui dovemmo ovviamente adeguarci, ma – a parte questo – tutto filò liscio e viaggiare in questo modo ci permise di vivere il Paese e la sua gente ancora di più di quanto lo avremmo fatto viaggiando in auto, aggiungendovi anche quel pizzico di avventura ed imprevedibilità che non potette che renderlo ancora più interessante.

Percorremmo da Nord a sud il paese visitando Porto – Nazaré – Fatima – Lisbona – Sintra – Lagos – Albufeira e Faro contando solo sugli autobus che collegano una città all’altra del Paese. Devo ammettere che i collegamenti sono organizzati benissimo e viaggiare da passeggeri per una volta non è stato affatto male. Se mi guardo indietro e ci ripenso mi è persino piaciuto farlo e – se tornassi indietro –  rifarei quel viaggio esattamente così, non cambiandolo nemmeno di una virgola.

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Palácio da Pena – Sintra

A volte ci vuole un po’ a realizzare un sogno, in alcuni casi tocca scendere a compromessi, ma se non si demorde e si trasformano gli ostacoli in opportunità… perfino quello che sembra impossibile diventa possibile. Magari diverso, ma possibile. 🙂

Vi saluto con questa riflessione notturna, una Poesia di Pessoa che adoro e qualche foto delle centinaia scattate in Portogallo:

Per essere grande, sii intero:
non esagerare e non escludere niente di te.
Sii tutto in ogni cosa.
Metti tanto quanto sei, nel minimo che fai,
come la Luna in ogni lago tutta risplende,
perché in Alto vive. 

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Torre di Belem – Lisboa

Cordoba e le rovine di Al-Azahara

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Ho già speso qualche parola su Cordoba, sulla sua straordinaria Moschea e l’Alcazar coi deliziosi giardini. Manca però un accenno all’ultima tappa in città, quella che ci siamo concessi prima di lasciarla a beneficio di Granada, dove ci attendeva l’Alhambra. Mi riferisco alle rovine di Medina Al -Azahara.

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Si tratta delle rovine di un’intera città che il Califfo fece costruire poco fuori dalle mura dell’antico centro del califfato di Cordoba. Io, personalmente, le ho ribattezzate come la Pompei versione araba, non perché ci sia una qualche relazione tra i due luoghi (se non nella mia fantasia) ma perché ho la mania di dare nomi alle cose in base alle sensazioni che mi danno! 🙂

In linea di massima sono delle rovine di cui è rimasto davvero poco in piedi (come tutte le rovine del resto!), ma è davvero affascinante camminarci in mezzo… se lasci lavorare la fantasia puoi immaginare per qualche istante quella che era una città fiorente riprender vita. Giri tra quelle che erano le stanze del califfo, quelle di coloro che abitavano il palazzo  e ti sembra di rivederli… beh, almeno per me è stato così. Non escludo che qualcun altro ci potrebbe vedere solo un ammasso di pietre, archi e colonne! Come in tutto, ovviamente, dipende dai punti di vista!

Io dico sempre che il fascino delle cose dipende dagli occhi con cui le si guarda… 🙂

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Fatto sta che mi è piaciuto gironzolare tra le rovine e leggere passo passo, lungo il percorso, la spiegazione di quello che rappresentavano i resti di ciò che vedevo. Ovviamente le parti più belle sono quelle in cui sono stati ritrovati degli Archi ancora integri che fanno un gran bell’effetto a vedersi. Doveva essere all’epoca una gran bella città.

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Storicamente sembra che il Califfo l’abbia fatta costruire per ragioni politiche, ovvero per dar prova che il Califfato di Cordoba non era da meno di quello di Damasco e per mostrare ai suo nemici il suo potere. Storie più romanzate invece, affermano che in realtà questa città fosse stata costruita in onore della preferita tra le spose del Califfo, dalla quale la città prende il nome di Al – Azahara… io, da romantica quale sono, prendo per buona la seconda, ma questa è una scelta totalmente soggettiva!!  😀

Girarla tutta è stata un po’ una faticaccia perché è su vari livelli d’altezza, su una sorta di collinetta e noi eravamo già abbastanza stanchi dai giorni precedenti e dalla giornata, ma ne è valsa la pena fare un ultimo sforzo per visitarla prima di abbandonare la città per proseguire il nostro giro Andaluso.

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Noi ci siamo arrivati con la macchina ma, all’ufficio del turismo, ci hanno parlato di un autobus che da Cordoba centro porta direttamente a Medina Al-Azahara. Sembra che l’ultimo fosse intorno alle 5 del pomeriggio se ben ricordo, quindi, se ci si vuol andare senza macchina, tocca tener d’occhio gli orari dei bus.

In realtà, ormai quasi a destinazione, anche noi ad un certo punto abbiamo dovuto abbandonare la macchina a beneficio di un autobus, ma ce ne siamo accorti solo dopo essere arrivati inutilmente fino in cima, dove non c’era la minima possibilità di fermare la macchina. In pratica esiste un parcheggio, poco prima di arrivare in cima,  dove tocca fermare l’auto, comprare il biglietto (che comprende anche il bus) e attendere che arrivi questa navetta che ti porta sù in 5 minuti circa. Ce ne sono di frequentissime, quindi non ci è toccato attendere molto.

La visita ci ha soddisfatti ma ha risucchiato via le nostre ultime energie della giornata, quindi, terminata la visita delle rovine, abbiamo salutato Cordoba e ci siamo rimessi in marcia con destinazione Granada, sognando una stanza d’albergo dove poter riposare un po’ e ricaricarci per il giorno successivo…

L’Andalucia è un mondo da scoprire e non mi ha dato un attimo di tregua, ma forse anche per questo mi è rimasta tanto nel cuore: un’emozione e una scoperta continua! 😀

#Andalusia – Plaza de España di Siviglia: un dipinto animato.

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Plaza de España di Siviglia

Non è passato molto da quando sono tornata dal mio bel tour on the road in Andalusia. Immagino che sia normale che ci ripensi spesso e che trascorra un bel po’ di tempo a riguardarmi le innumerevoli foto scattate durante il soggiorno in terra andalusa.

Era un viaggio che sognavo da tempo ma si è rivelato superiore alle mie aspettative, sia per l’incredibile bellezza dei molti luoghi visitati, che per le sensazioni che mi ha trasmesso. Ha stimolato intensamente tutti i miei sensi.

Sarebbe impossibile mettere per iscritto in toto quello che questo viaggio ha rappresentato per me e, soprattutto, descrivere – rendendogli giustizia – tutto quello che ho visto, quindi penso che lo farò “a puntate”: di tanto in tanto mi soffermerò su un particolare che mi ha colpito e ci scriverò sù due righe, così da rendergli il giusto tributo e, allo stesso tempo, concedermi un piccolo viaggio nei ricordi, riassaporando i profumi e sapori di cui l’Andalusia è madre e padrona.

Oggi tocca alla Piazza di Siviglia, la stupenda Plaza de España.  Mi sono soffermata un po’ a riguardare le foto e mi è sembrato di ritornare lì per alcuni istanti, di sentire nuovamente il rumore dell’acqua tra i suoi canali, di rivedere le barchette e le carrozze, perfettamente inserite nello scenario della piazza e nell’atmosfera che vi si respirava. Posso quasi risentire il profumo intenso d’arancia che regnava sovrano un po’ ovunque nel parco antistante la Piazza. A pensarci, un po’ tutta l’Andalusia è ricoperta di aranceti. Le Cattedrali o gli Alcazares non mancano quasi mai del proprio “Patio de los Naranjos”, che potrebbe considerarsi quasi una caratteristica peculiare dei loro splendidi giardini.

Mi ritorna alla mente la sensazione che ho provato quando mi sono ritrovata di fronte quella piazza… ancora una volta devo essere sembrata una bambina al parco giochi!

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Carrozza a Plaza de España di Siviglia

Dopo aver attraversato la Puerta de Aragón (già di per sé uno spettacolo), mi sono ritrovata nel bel mezzo di un colonnato e, sporgendo appena lo sguardo davanti a me… Meraviglia! Occhi sgranati e bocca da solito pesce lesso! L’avevo vista qualche volta in foto ma l’impressione che mi ha fatto quando me la sono trovata davanti non si può spiegare…

A pensarci, se dovessi provare a descrivere l’impressione che mi ha fatto Plaza de España, potrei dire che mi sono sentita come se fossi improvvisamente stata catapultata in una sorta di dipinto animato… stile quelli di Mary Poppins per capirci!!!

Tutto era in movimento, l’acqua, le barche, le carrozze, la gente che la popolava, eppure sembrava far parte di un quadro, perfetto in ogni suo dettaglio… letteralmente uno spettacolo per gli occhi!

Ne ho viste molte di cose belle durante questo ultimo tour ma Plaza de España de Sevilla credo rientri decisamente nella mia Top Ten! 🙂

Letteralmente incantevole, sotto ogni punto di vista!!

 

 

 

Tour Andalusia – Cadiz e il suo stupendo tramonto

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Tramonto a Cadiz

La fotografia che ho scelto di utilizzare come anteprima del Blog, l’ho scattata personalmente nella città di Cadiz, in Andalusia. La fotografia è una delle mie più grandi passioni, seppure non l’abbia mai approfondita come avrei voluto (mi piace pensare che ci sia ancora tempo per farlo). Non ho usato filtri di alcun tipo: quel tramonto era esattamente così come appare e come mi si è presentato davanti quando sono arrivata a lì, nel bel mezzo di un viaggio durato circa 10 giorni e nel quale ho goduto delle meraviglie del sud della Spagna, la magica ed incantevole Andalusia.

Stavamo percorrendo tutto il perimetro di quella che in realtà è una piccola penisola, quasi completamente circondata da mare, quando sono scesa di corsa giù dalla macchina ed ho cominciato a scattare foto, con l’entusiasmo che potrebbe avere un bambino se lo portassero nel Paese delle Meraviglie di Alice.

Devo ammettere che i tramonti mi han sempre fatto un po’ tutti quest’effetto e questo non ha fatto eccezione, anzi. Il primo istante resto sempre a bocca aperta come un pesce lesso,  con gli occhi luccicanti di meraviglia. Subito dopo, mi assale la frenesia di fare mille foto, da ogni angolatura, dall’alto, dal basso… come se potessi in qualche modo fissare ogni “volto” di quel tramonto per poi riviverlo…

Credo che sia anche per questo che amo la fotografia… ti permette di fissare un istante, che altrimenti passerebbe in un batter di ciglia, lasciando di sé solo la scia di un ricordo. Rende un istante immortale e permette di riviverlo mille volte.

Ma torniamo a quel pomeriggio a Cadiz… son rimasta lì a scattare foto fino a che il sole non è scomparso all’orizzonte, lasciando solo qualche pennellata di colore scarlatto tra le nuvole. Il venticello si faceva sentire, cosa che mi ha costretta a tornare in macchina battendo quasi i denti, ma con un sorriso da bimba felice sul viso: avevo le mie foto!

Sarà che venivo dall’entroterra ed erano alcuni giorni che non vedevo una città di mare, ma il paesaggio di Cadiz è stata una gradevole sorpresa, soprattutto all’ora del tramonto.

Il mattino dopo mi son concessa qualche ora per girare il paesino.

Hanno avuto la geniale idea di tracciare vari percorsi con delle frecce a terra di vari colori, che ti guidano nel tour della cittadina, in modo che tu possa seguire un itinerario o un altro (in base al tempo e ai tuoi interessi) senza perderti.

Non posso certo dire che mi sia dispiaciuto, con la sua atmosfera da paesino marinaro, il mercato del pesce, la piazza dei fiori, la Cattedrale e la piazzetta del comune piena di colori, ma, quando ci ripenso, quello che mi torna in mente con più intensità è il suo paesaggio al tramonto e le deliziose tapas mangiate in un posticino consigliatoci da un calabrese: un ragazzo che viveva lì da un po’ e che si guadagnava da vivere costruendo sculture di sabbia… un tipo molto simpatico. Le persone come lui, che vivono della loro Arte, mi piacciono un sacco: vivono di sogni e ne regalano, né più né meno, in cambio di qualche moneta che non cambia loro la vita ma che la rende più piacevole a chi li incrocia sulla propria strada. 🙂