Tradizioni

Natale a Barcellona: Il Tió de Nadal, il Caganer e la Cavalcata de los Reyes Magos

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Natale a Barcellona

Vi siete mai chiesti com’è il Natale a Barcellona? Ci siete mai stati? Conoscete le tradizioni che qui sono legate al periodo natalizio?

Ho scattato questa foto l’anno scorso, dal centro commerciale Mare Magnum, quello che si trova al termine della Rambla del Mar. È uno scatto che mi piace molto perché mette insieme tre cose che adoro: il Natale, i tramonti e il mare. Un mix perfetto. Sarei rimasta un bel pezzo a osservare il mare da quella prospettiva, ma – col passare dei minuti – avrei perso una delle tre perché il sole sarebbe calato e addio mix perfetto… quindi, ho preferito scattare una foto prima che fosse troppo tardi.

La perfezione a volte è questione di attimi, istanti. Quindi, CARPE DIEM e, come ho già detto altre volte, menomale che esiste la fotografia! Cos’altro potrebbe immortalare un attimo come questo e renderlo eterno?

Ma se continuo di questo passo divago e mi perdo. Torniamo al Natale a Barcellona. Il Natale qui è ricco di eventi, di mercatini e di cose da fare, ma quali sono le tradizioni legate al periodo di Natale? Voglio raccontarvene qualcuna.

Il Tió de Nadal

Se siete stati qui in Catalunya nel periodo di Natale sicuramente vi siete trovati davanti (soprattutto nei mercatini, ma non solo) un tronco dal volto simpatico, coperto da una copertina rossa, con accanto un bastone. Di solito se ne vedono di tutte le dimensioni, ma anche di diversi materiali. Diciamo che l’originale è un vero è proprio tronco a cui è stato disegnato il volto. È un’immagine che a me ha trasmesso simpatia dal primo momento ma, prima di raccontarvi la tradizione a cui è legato, ve lo mostro. Purtroppo al momento non ho delle foto migliori, ma spero riescano a darvi l’idea di com’è!

Questi sono dei Tió de Nadal fatti con dei tronchi veri. Come vi dicevo, ne ho visto anche altre versioni “alternative”. Quest’anno, per esempio, io me ne sono comprata uno di peluche! Non sono riuscita a resistere alla tentazione… sono tre anni che lo vedo e, alla terza, ci sono cascata!

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Torniamo alla tradizione. Da quello che mi hanno raccontato, Tió de Nadal in catalano significa ceppo di Natale, o qualcosa del genere.

Ma perché la coperta? Perché il bastone?

Tradizione vuole che i bambini coprano il tió per tutto il periodo natalizio perché non prenda freddo e che il giorno di Natale gli cantino una canzoncina, mentre con il bastone gli percuotono la schiena per costringerlo a tirar fuori i regali (non sono ancora riuscita a comprendere la ragione di questa “violenza” se devo dirvela tutta, ma la tradizione è proprio così). Finita la canzoncina, smettono di picchiarlo col bastone, alzano la coperta e trovano sotto di essa dei regali. Insomma, il tió non è altro che una sorta di zio che porta i regali a Natale, una versione rivisitata del classico Babbo Natale.

La differenza sostanziale, a mio parere, è che di solito Babbo Natale si risparmia le bastonate!

Se siete curiosi, la canzoncina è questa qui:

« Caga tió
ametlles i torró
no caguis arangades
que són massa salades
caga torrons
que són més bons
Caga tió
ametlles i torró
si no vols cagar
et donaré un cop de bastó
Caga tió! »

Insomma, fondamentalmente lo si costringe a “tirar fuori” i regali a colpi di bastone. Quando me l’hanno raccontata mi ha sorpresa parecchio. Personalmente, trovo un’immagine poco educativa insegnare a un bambino che per ottenere ciò che vuole deve prendere il tronco a bastonate, però è una tradizione e qui è molto radicata, quindi la mia modestissima opinione di straniera espatriata lascia il tempo che trova.

Quando ho provato a spiegare la mia opinione mi hanno guardata in modo bizzarro, come se davvero non vedessero dov’è il problema. Credo che per loro sia così naturale perché è sempre stato così che non si siano nemmeno mai chiesti il perché o se fosse educativo o meno. Le tradizioni in fondo son tradizioni e si prendono per ciò che sono.

Quello che posso dare per certo è che il mio tió di peluche non lo prenderò mai a bastonate!

Il Caganer

Un’altra figura che è inevitabile vedere nei mercatini e in ogni dove qui a Barcellona nel periodo natalizio è il Caganer. La parola non inganna, è esattamente ciò che sembra. Il Caganer è una statuina legata al folklore catalano che di solito si mette nel presepe. Quello che rende particolare questa statuina è che è rappresentata sempre  accovacciata, nella classica posizione di chi è intento a fare le sue “necessità“.

Questa è un’altra cosa che mi ha lasciata un po’ sorpresa la prima volta. La prima domanda che mi è saltata in testa dopo averci riso sù è stata: perché?

Intanto ve la mostro. Questo è l’originale, dal quale poi sono nate infinite varianti. È costituito da un ometto con il classico cappellino catalano e la camicia bianca con la cintura rossa (stesso cappellino usato anche dal tió de Nadal).

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Da questa versione “classica” sono nate infinite varianti più moderne del Caganer.

Oggi è infatti possibile trovare, nella stessa medesima posizione e nello stesso stile, la statuina di personaggi famosi, di cartoni animati, di calciatori… Insomma, tutto ciò che la vostra fantasia può immaginare, probabilmente esiste già in versione caganer!

Io sono davvero rimasta impressionata. Dal papa al presidente americano, da Spongebob al gondoliere di  Venezia… non si salva nessuno!!! Guardate un po’.

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Ormai quando giro per le bancarelle a Natale qui, non riesco a non fermarmi per vedere cosa si sono inventati come Caganer. Ho trovato perfino una versione degli scacchi a tema. Ci ho riso per dieci minuti buoni quando l’ho vista!!!

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Da curiosa inguaribile ovviamente mi sono documentata un po’, per capire il perché del caganer. Tirando le somme, ciò che ho capito è che fondamentalmente è un simbolo di buona fortuna. Non è una novità che non c’è fertilizzante migliore di questo per concimare la terra e che dalle nostre parti si dica che porti fortuna calpestare degli escrementi. Insomma, non è che una versione differente e simpatica dello stesso concetto. Quindi, se dovessero regalarvi un caganer, non vi starebbero prendendo in giro ma augurando che la fortuna vi assista.

Ho trovato persino il Tió de Nadal in versione Caganertradizione nella tradizione insomma! Devo ammettere che, superata la sorpresa iniziale, il caganer è una figura che mi ha sempre fatto sorridere un sacco e che trovo indubbiamente originale.

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Caganer – Barcelona

Cavalcata de los Reyes Magos

Altra tradizione legata al periodo di Natale, o meglio all’epifania qui a Barcellona,  è quella della Cavalcata de Los Reyes Magos. Io sono riuscita a vederla per la prima volta solo quest’anno perché, per una cosa o un’altra, ero sempre da qualche altra parte alla befana. Sono contenta di esserci riuscita alla fine perché ne sono rimasta impressionata. Credo che, almeno una volta nella vita, vada vista se si vuole davvero comprendere lo spirito delle tradizioni di questo paese.

Ma cos’è esattamente? Inizio col mostrarvi qualche foto scattata al volo, anche se – a causa della poca luce e della tantissima folla – la qualità non è il massimo.

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Cavalcata de Los Reyes Magos – Barcellona
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Cavalcata de Los Reyes Magos – Barcellona

La cavalcata si tiene il 5 gennaio ogni anno e rappresenta fondamentalmente l’arrivo dei Re Magi in città, pronti a portare doni e caramelle a tutti i bambini (insomma l’epifania vissuta con la reale immagine dei Magi che vengono a portar doni). La versione cattolica della nostra befana insomma, seppure la sfilata non abbia assolutamente nulla di religioso. È una vera e propria festa.

Ma perché è così speciale?

Innanzitutto è speciale l’atmosfera che quel giorno si respira ovunque in città. Tutti sono allegri e festeggiano il giorno dei Reyes forse anche più del Natale (almeno questa è la percezione che ne ho avuto io da quando vivo qui). Perfino a lavoro il più delle volte ho visto concedere a tutti la giornata intensiva, per permettere a chiunque lo volesse di assistere alla Cavalcata. È un giorno in cui si respira allegria in ogni dove.

Mi è piaciuta moltissimo l’immagine che trasmette ai bambini l’arrivo dei re magi. Anche noi festeggiamo la befana ma, da piccoli, mai abbiamo visto realmente questa persona arrivare in città, pronta a portar dei doni. Si sa che quella notte arriva la befana ma non la si vede davvero. Qui invece si vedono davvero i re magi che arrivano, quindi è tutto più reale. Si va lì ad accoglierli, li si si vede arrivare con tanto di corte al seguito e paggi che lanciano caramelle. Insomma, da bambino non puoi dire “non ci credo” se li hai visti davvero arrivare! Crea più magia secondo me…

Concretamente la cavalcata dei Re Magi consiste in una lunghissima sfilata di carri (se siete mai stati al Carnevale di Viareggio immaginatevi una cosa un po’ in quello stile). I carri percorrono tutta la città partendo dal porto di Barcellona dove arrivano, per poi entrare in città e sfilare per ore spostandosi da una parte all’altra della città (comincia verso le 16 e dura fino alle 21,30/22.00 circa). È costituita sia dai carri dei singoli re magi che da quelli della corte che ognuno di loro si porta dietro (immaginatevi tantissima gente travestita che danza, canta e fa festa).

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Cavalcata Reyes Magos 2018 – Barcellona

Come dicevo, per alcuni aspetti mi ha ricordato il Carnevale di Viareggio o quello di Cento, anche se qui il tema era totalmente diverso. Il primo carro, che precedeva tutti gli altri,  trasportava un’enorme stella cometa illuminata, e tutto si svolgeva in un clima di festa impressionante.

A far da coda a tutti questi carri, a fine sfilata, c’erano degli autobus turistici (avete presente quelli rossi che portano a fare il giro per le città? Proprio quelli.) ai lati dei quali erano stati applicati dei veri è propri cannoni che “sparavano” centinaia di caramelle sulla folla. Il sogno di ogni bambino insomma.

Ammetto che, vedendo la cavalcata personalmente, ho capito perché quella de Los Reyes è una giornata così allegra qui e perché sia tanto sentita. Immagino che chiunque sia stato bambino qui e abbia atteso l’arrivo dei re magi quando era piccolo non può che continuare a viverlo come un giorno decisamente speciale anche da adulto.

Insomma, le feste di Natale qui terminano in grande stile e, da quello che mi han raccontato, ogni paese, anche il più piccolo, ha la sua cavalcata il 5 gennaio.

Se avessi assistito a questo spettacolo prima di scrivere il post su cosa vedere a Barcellona con i bambinilo avrei inserito a pieno titolo tra le cose da fare assolutamente. Ovviamente se ci si trovasse qui il 5 gennaio!

In ogni caso Barcellona è ricca di storie e tradizioni interessantissime e originali, quindi, – nel caso vi trovaste qui in altri periodi dell’anno o foste semplicemente curiosi e amanti delle tradizioni come me –  potete trovare in altri post informazioni sulla festa di Sant Jordi e sulla festa di San Juan.

Vi mostro un’ultima foto che ho scattato a Barcellona a Natale dello scorso anno nella plaza del Ayuntamiento. Da amante di libri, oltre che di viaggi, ho adorato quest’immagine. Quest’anno non c’era perché ogni anno, in questa piazza, allestiscono delle decorazioni differenti. Quelle di quest’anno erano carine, ma non belle quanto quelle dell’anno scorso, che ho trovato decisamente poetiche…

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Plaza del Ayuntamiento – Natale 2016 – Barcelona

 

8 immagini da Napoli… lì dove sarà sempre custodito un pezzo del mio cuore.

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Pulcinella a Castel dell’Ovo – Napoli

“Appartengo a te, Napoli, sono figlio dei tuoi vicoli, dei tuoi proverbi, le tue superstizioni, le tue canzoni, la tua poesia, i tuoi odori, i sapori, i colori che s’inventano nei tuoi profondi luoghi, le tue strane maniere, teneramente forti, viscerali, vere”.

(Luigi Mancini)

Perché alla fine puoi girare il mondo, ma nessuna città sostituirà mai nel cuore la tua e in nessun posto ti sentirai davvero a casa come in quello che ti ha reso la persona che sei, con tutti i suoi pro e i suoi contro.

Napoli è la città che mi ha insegnato a guardare il mare e oltre…

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Lungomare e Vesuvio – Napoli

… che mi ha insegnato che ciò che rende una persona quella che è, in parte è la sua Storia…

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Maschio Angioino di notte – Napoli

…ma anche le sue tradizioni…

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Pulcinella e Castel dell’Ovo – Napoli

E perfino quando il sole si nasconde dietro le nuvole…

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Piazza del Plebiscito – Napoli

…non smetterò mai di guardarla con la meraviglia negli occhi.

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Castel dell’Ovo – Napoli

Venite a far due passi nella mia città…

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Ponte Castel dell’Ovo – Napoli

Ci lascerete un pezzetto di cuore anche voi…  🙂

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Porticciolo dal ponte del Castel dell’Ovo – Napoli

Posso assicurare che è ancor più bella di quanto la mia macchina fotografica (pessima) possa mostrare! 😀

8 curiosità, leggende e storie su Barcellona. Quante ne conoscete?

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Come ho accennato nella mia pagina di presentazione, sono una Curiosa del Mondo, amo conoscere tutto ciò che mi circonda, lontano o vicino che sia, purché mi arricchisca di qualcosa di nuovo. Motivo per cui faccio sempre mille domande sui significati di ciò che vedo, mi interesso a tutte le tradizioni, le leggende e le curiosità. Insomma sono un po’ come quei bambini che non smettono mai di chiedere “perché” per ogni cosa! 😀

Questa mia curiosità mi porta a conoscere tantissime cose e ad ascoltare tantissime storie. Purtroppo ho una pessima memoria quindi a volte sono costretta ad andarmi a documentare più volte o a trascrivermi le cose da qualche parte per non dimenticarle! Ma questa è un’altra storia!

Da quando vivo qui, ho raccolto un bel po’ di curiosità sulla città di Barcelona e sui significati di tante cose che magari non tutti quelli che ci passano di sfuggita notano. Quindi ho pensato di condividerli con voi, in modo che se – come me – siete dei curiosi, troverete pane per i vostri denti! 😀

Magari, se vi trovate in giro per Barcelona, potreste far caso a dei piccoli dettagli che non avevate notato prima, oppure vi spiegherete cose di cui prima non conoscevate il significato.

Cominciamo subito!

Le 13 oche del Patio della Cattedrale

Se entrate a visitare il patio della Cattedrale di Barcelona (se siete fortunati riuscite a vederle anche da fuori) troverete 13 oche che nuotano nel piccolo laghetto. Sapete perché sono 13? Perché rappresentano i 13 anni di Santa Eulalia, la Patrona di Barcelona, che da il nome anche alla Cattedrale. La giovane morì martire proprio a quell’età. Le oche sono lì a guardia della sua tomba.

Calavera del puente de la calle del Bisbe

Nel Barrio Gotico, proprio poco più avanti dell’entrata al patio della Cattedrale, c’è il famoso Ponte della Calle del Bisbe (che tutti si fermano a fotografare). Non tutti però fanno caso al teschio che c’è al di sotto del ponte. Se si alza lo sguardo passando lo si può vedere. È un teschio attraversato da un pugnale.

Intorno alla calavera ho sentito varie storie. Alcuni dicono sia un teschio vero. Altri che colui che ha costruito il ponte, a causa di un tradimento da parte di chi glielo aveva commissionato, lo aveva messo lì come minaccia simbolica di vendetta. C’è chi dice anche che osservandolo si può esprimere un desiderio che si avvererà. Altri ancora dicono che porti semplicemente fortuna guardarlo negli occhi. Diciamo che di storie intorno a questo teschio ne girano tante. Io prendo per buona quella della buona sorte, che non fa mai male!!! 😀

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Ponte della Calle del Bisbe – Barcelona

Cassetta della posta con rondini e tartaruga sulla facciata della Casa de l’Ardiaca

Sempre nel Barrio Gotico, sulla facciata della Casa dell’arcidiacono c’è un altro particolare curioso: una cassetta della posta sulla quale sono raffigurati una tartaruga, delle foglie d’edera e cinque rondini.

Sembra che questa scultura fosse dedicata alla giustizia. La tartaruga rappresenterebbe la lentezza della giustizia. Le rondini che volano verso destra rappresentano il senso giusto, mentre le altre il senso contrario della giustizia (non ho ancora capito che intendono esattamente per senso contrario). Infine le foglie d’edera rappresenterebbero le difficoltà incontrate dalla giustizia lungo il suo percorso.

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Cassetta della posta casa dell’Arcidiacono – Barcelona

Scudo del Barça su una vetrata di Santa Maria del Mar

All’interno della Cattedrale di Santa Maria del Mar, nel quartiere del Born, c’è un particolare che potrebbe fare pensare a primo impatto ad un fanatismo religioso quasi profano. Su una delle vetrate a sinistra, guardando verso l’altare infatti, è possibile scorgere uno scudo della squadra del Barça.

In realtà questo omaggio è legato alla ricostruzione delle vetrate della Cattedrale della fine degli anni ’60 del secolo scorso. All’inizio della guerra civile, la basilica fu gravemente danneggiata da un incendio che durò vari giorni. Quando si decise di ricostruire le vetrate, la FC Barcelona sovvenzionò parte di questa ricostruzione. Questa è la ragione dell’omaggio sulla vetrata.

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Vetrata Santa Maria del Mar – Barcelona

Statua di Colón

Se siete stati a Barcelona conoscerete sicuramente la famosa statua di Colombo che si trova alla fine della Rambla, davanti al Port Vell (ci si può anche salire per guardare Barcellona dall’alto). La statua di Colón indica il mare ma non l’America. In realtà per indicare l’America Colombo non dovrebbe essere rivolto verso il mare. Siccome non avrebbe fatto lo stesso effetto se avesse indicato la terra, hanno deciso di disporla ugualmente così!

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Port Vell – Barcelona

– Casa degli ombrelli

Alla fine della rambla andando verso il mare, c’è una casa dove la parete è ornata da tanti ombrelli e qualche ventaglio. Questo perché, per quanto ora sia la sede di una banca, alla fine dell’800 era un negozio di ombrelli.

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I barcellonesi la chiamano Casa dels Paraigües (casa degli ombrelli appunto), ma il suo vero nome è Casa Cuadros. Oltre agli ombrelli nell’angolo c’è anche un Drago, come ce ne sono tanti a Barcelona. Ma per la leggenda del Drago, se siete curiosi, vi rimando all’articolo che ho scritto sulla Festa di San Jordi. 😀

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Fuente de Canaletes

Verso la fine della Rambla, andando verso Placa de Catalunya, c’è la fontana di Canaletes. Secondo una leggenda, chi beve un sorso d’acqua da questa fontana non può fare a meno di ritornare a Barcellona. C’è una placca di bronzo che recita esattamente questo:

“Si beveu aigua de la Font de Canaletes sempre mes sereu uns enamorats de Barcelona. I per llunt que us n’aneu, tornareu sempre”.

Oltre a questa scritta, sulla fontana c’è anche il simbolo del Barça. Questo perché, intorno a questa fontana, storicamente si riunivano i tifosi della squadra per conoscere i risultati delle partite, che venivano mostrati su una lavagna dalla redazione del giornale “La Rambla”, situato proprio lì di fronte. Il nome Canaletes invece deriva dal riferimento ai canali che nel secolo XIV, portavano l’acqua da Collserola fino alla città di Barcellona.

 

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Fuente de Canaletes sulla Rambla – Barcelona

Colore nero e giallo dei taxi di Barcelona

Anche il tipico colore nero e giallo dei taxi di Barcelona ha una spiegazione!

Nel ‘900 il Comune di Barcellona approvò un codice di circolazione che stabiliva una norma rispetto al colore dei taxi, legata alla tariffa che veniva applicata.  In questo modo chi li vedeva passare sapeva già che tipo di tariffa aspettarsi da quel taxi.

Il colore che differenziava le tariffe doveva essere una striscia dipinta sulla carrozzeria nera. I colori erano bianco, rosso, giallo e azzurro.

Quando nel ’29 ci fu a Barcellona l’Esposizione Universale peròavvenne una vera e propria guerra di prezzi, che portò il comune della città a imporre ai tassisti una tariffa unica. La scelta ricadde sulla tariffa dei taxi con la striscia gialla, quindi ancora oggi i taxi a Barcellona sono di questo colore! 😀

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Mi viene in mente ancora qualche curiosità sulla città, ma non vorrei dilungarmi troppo ed annoiarvi. Magari in qualche altra occasione, ve le racconto. Tanto non mi stanco mai di far domande o documentarmi, quindi di certo aumenteranno ancora!!!

Se per caso voi ne conoscete altre, raccontatemele per favore! Sono sempre super ghiotta di curiosità e leggende! 😀

Barcelona e le sue tradizioni: 23 aprile – Diada de Sant Jordi

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Bancarella di rose rosse con draghetto sulla Rambla

Potrei continuare a raccontarvi di altre esperienze di viaggio ma – come ho già accennato qualche volta – questo blog segue il flusso dei miei pensieri e va a ritmo con la mia vita, quindi, dato che qui in Catalunya oggi è un giorno speciale, la cosa che mi viene più naturale è quella di raccontarvi qualcosa sulla festa di Sant Jordi.

Per aiutarvi a comprendere quanto questa festa sia sentita qui, vi dico solo che oggi a Barcelona c’è una tale affluenza di gente per le strade, che perfino trovare un angolino per allacciarsi le scarpe senza essere calpestati dalla folla può risultare un’impresa non da poco! E, se non mi credete… vi sfido a provarci! 😀

Ma andiamo per ordine: che cosa succede a Sant Jordi? Perché è tanto speciale?

In primis Sant Jordi è il patrono di Catalunya, e questa sarebbe già una ragione fin troppo valida qui per festeggiare. Ma il motivo dei festeggiamenti non si riduce a questo. Per rispondere con poche parole, potrei dire che è una sorta di San Valentino spagnolo ma nemmeno questo renderebbe giustizia a questa festa. Sinceramente sentirei perfino di fare un torto ai catalani e alla loro tradizione nel paragonare le due feste tra loro. Hanno indubbiamente qualcosa in comune ma, a mio parere, Sant Jordi è una festa molto più carina e originale di San Valentino.

Tradizione vuole che, il giorno di Sant Jordi, l’uomo regali alla sua donna una rosa rossa e lei ricambi regalando a lui un libro. È per questo che la città il 23 aprile si trasforma in un’immensa libreria a cielo aperto (in modo particolare Piazza Catalunya e tutta la Rambla, ma non solo). Ci sono gli stand delle grandi librerie dove autori di libri famosi firmano copie ma anche tantissime bancarelle di librerie più piccole o di venditori improvvisati che preparano un banchetto con alcuni volumi (anche usati in alcuni casi) e approfittano della giornata per guadagnarsi qualche soldo extra.

Accanto alle bancarelle di libri spuntano quelle piene di rose rosse, ma mi è capitato perfino di vederne qualcuna che fosse un mix di entrambe. Quella che si respira è un’atmosfera che fonde tradizione e romanticismo e che da alla città un aspetto particolarmente frizzante e allegro. È quasi impossibile incontrare qualcuno in giro che non abbia con sé un libro o una rosa (io son tornata a casa con entrambi!).

Quello che la rende però ancora più speciale secondo me è che lo scambio dei doni, col passare del tempo, ha assunto una connotazione più ampia, e ora non si regalano libri o rose solo a fidanzati o compagni ma anche ad amici, familiari e persino a colleghi… è una giornata che celebra l’Amore in ogni sua forma, quindi è diventata un po’ una festa per tutti. In molti oggi mi han salutato con “Buena Diada” e ho sentito un po’ la sensazione di quando qualcuno ti augura Buon Natale,  con la piccola differenza che in questo caso siamo in piena Primavera!

Oltre a libri e rose però, la festa di San Jordi ha un altro grande protagonista, presente in quasi tutte le bancarelle di fiori: il Drago. Ma, cosa c’entra ora il Drago con le rose?

Non so se ve lo state chiedendo anche voi… io, curiosa come sono, me lo sono chiesta e – siccome la curiosità in qualche modo devo placarla – mi sono informata. Il Drago c’entra perché, insieme alla rosa rossa, ricorda la leggenda popolare di San Giorgio

Praticamente la leggenda racconta di un Drago che, nel Medioevo, terrorizzava gli abitanti di Montblanc. Questi poveretti, per placare la sua ira, sorteggiavano di volta in volta una persona per sfamarlo (non perché gli desse da mangiare ma perché gli facesse proprio da cena). Quando la cattiva sorte toccò alla figlia del re, l’arrivo provvidenziale di un cavaliere la salvò. Sant Jordi (era lui ovviamente il cavaliere) uccise il drago. Dal suo sangue apparve una rosa rossa che l’uomo donò alla principessa.

Ecco spiegato il perché dei draghi e delle rose di Sant Jordi.

Ammetto che come festa mi piace molto perché unisce la mia passione per i libri a quella per i Draghi e quella per la primavera in generale, quindi per me un voto di 8 pieno alla festa di Sant Jordi. 🙂

Intanto si attende la prossima festa: la noche de San Juan!