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#Praga: i miei 7 motivi per tornarci e un po’ di info utili

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Nel mio ultimo post su Praga e il Ponte Carlo, avevo promesso di tornare a scrivere di questa meravigliosa città, di dare qualche info pratica e spiegare perché vorrei tornare a visitarla. Siccome per me promessa è debito, eccomi a scrivere nuovamente della stupenda capitale della Repubblica Ceca.

Non amo fare elenchi, però – in casi come questo – sono decisamente adatti. Quindi, comincio il mio nuovo post su Praga elencandovi le ragioni per cui desidero tornarci.

1 – La prima ragione per cui voglio tornare a Praga è per rivederla d’inverno con il freddo e, se sono fortunata, con la neve. Il fatto di averla visitata in estate non mi dispiace, perché mi sono goduta un suo volto limpido, accompagnato dal cielo azzurro e da una temperatura che, a parte picchi di caldo – soprattutto nella giornata in cui abbiamo visitato Nove Mesto – ci ha permesso di girare un po’ ovunque senza battere i denti. Però Praga l’ho sempre immaginata con la neve e, quella sua atmosfera romantica, credo possa apparire ancora più speciale d’inverno. Ho voglia di girare per le sue strade e tornare sul Ponte Carlo, con sciarpa e cappotto… non so spiegare perché. Potrebbe sembrare follia ma, nel momento stesso in cui ho messo piede in città, ho sentito che dovevo tornarci in inverno. Magari me ne pentirò, ripensando con malinconia alle temperature estive, però sento che avrei conosciuto Praga solo a metà senza rivederla in pieno inverno.

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2 – La seconda ragione per cui desidero tornare a Praga è che grazie anche al “Tour italiano Praga”, ragazzi italiani che vivono lì e che organizzano dei Tour stupendi per la città, ho cominciato ad appassionarmi moltissimo anche alla storia di questa capitale, di cui conoscevo davvero poco prima. Quindi, da quando sono tornata, presa un po’ anche dalla malinconia di questa città che mi ha rapito il cuore, ho messo in lista tra i libri da leggere alcuni ambientati nella capitale ceca, così quando ci tornerò ne saprò di più e potrò apprezzarne ancor di più l’atmosfera e le sfumature.

Se conoscete qualche libro che parli di Praga o che vi sia ambientato, una segnalazione su un bel libro è sempre gradita!

A proposito: consiglio vivamente i tour con i ragazzi del Tour Italiano Praga: sono preparatissimi e sanno coinvolgere moltissimo mentre ti portano alla scoperta di una città che ha davvero tanto da raccontare. Li trovate nella piazza principale di Stare Mesto, con l’ombrellino tutto tricolore. Avvicinatevi anche solo per chiedere info, sono gentilissimi! Questa è la loro pagina FB: https://www.facebook.com/TourItalianoPraga/. Io ho fatto il tour di Stare Mesto, quello di Nove Mesto, quello di Mala Strana e del Castello e quello del quartiere ebraico con le sinagoghe… e ne sono valsi tutti estremamente la pena! Mi spiace solo di non essere riuscita a fare quelli che organizzavano fuori città per mancanza di tempo… ma questo è un altro motivo per tornarci!

3 –  Un’altra delle ragioni per cui devo assolutamente tornare a Praga, sono senza ombra di dubbio i Trdlo! Dei dolci buonissimi che vendono in vari punti del centro città e che non avevo mai assaggiato da nessun’altra parte… sono davvero deliziosi! Ne ho assaggiato anche una versione con il gelato quest’estate. Se solo ci penso… addio sana alimentazione!!! Successivamente li ho visti anche a Budapest nella zona dell’Hard Rock café, ma avevano un nome totalmente diverso, che sinceramente ho dimenticato.

In ogni caso, sono inconfondibili perché sono cotti su delle griglie, tipo pollo allo spiedo. Vi consiglio di assaggiarli. Io, almeno una volta nella vita, devo mangiarne un altro! Quindi, non posso non tornarci! Ve li mostro in foto, così non potete sbagliarvi.

Questa è la versione con il gelato!

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E questo è il modo in cui li preparano:

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Trdlo a Praga

4 – Mi sono innamorata dell’Art Noveau Liberty dei palazzi di Praga.  La costante dei miei pochi giorni nella capitale Ceca, è stata che non riuscivo a guardare avanti a me mentre camminavo, (rischiando di sbattere rovinosamente da qualche parte!) perché passavo la maggior parte del tempo con lo sguardo rivolto verso l’alto ad osservare gli stupendi palazzi che si susseguivano per tutto il centro storico di Praga. Era impossibile non lasciarsi conquistare… sono di colori differenti l’uno dall’altro, diversi a volte anche nella forma, eppure creano una scia di totale armonia che mi ha lasciata a bocca aperta.

Anche solo per un giro in centro tra i suoi palazzi Liberty, Praga vale una seconda visita, senza il minimo dubbio!

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5 – Non ho lasciato un segno del mio passaggio sul Muro di John Lennon.
Questa è un’altra ragione per cui devo tornare a Praga. Quando mi sono trovata davanti al muro, avrei voluto lasciare un segno, un cenno, una frasetta, o una semplice firma, ma non mi ero attrezzata di pennarello… quindi tocca che ci ritorni!!! 😀

Info pratiche: Potete trovare il muro attraversando il Ponte Carlo. Venendo dal centro e andando in direzione Mala Strana, poco prima che il ponte sia terminato, sulla sinistra, trovate delle scale che scendono su una strada. Una volta giù, prendete la prima traversa sulla destra e passerete davanti al Pub di Jonh Lennon: poco più avanti troverete anche il muro.

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Proprio di fronte al Pub di cui vi ho parlato, si trova un ristorantino troppo carino dove abbiamo mangiato benissimo e dove sono stati gentilissimi. Ve lo consiglio vivamente, soprattutto se cercate un posto romantico. È proprio accanto alla ruota di un mulino con un folletto… non potete sbagliarvi! Il nome dovrebbe essere questo: Velkoprevorsky Mlyn. Ma per sicurezza vi lascio qualche foto. È sicuramente un posto che attira turisti, ma io ci ho mangiato molto bene e in un’atmosfera davvero suggestiva!

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6 – Nel tour delle Sinagoghe, per mancanza di tempo, mi sono saltata quella “vecchia”, la più antica. Il giro del quartiere ebraico lo abbiamo fatto l’ultimo giorno prima di partire per Vienna. Ci siamo soffermati molto nella Sinagoga accanto al Cimitero di Praga e nel cimitero stesso, che sono stati davvero una visita forte dal punto di vista emozionale. In quella Sinagoga le pareti bianche sono tappezzate di tutti i nomi degli ebrei cechi e moravi morti, rimasti vittime della persecuzione nazista. Sono stati scritti a mano 80.000 nomi.

Ho avuto l’istinto di mettere una mano su una parete ed ho provato una sensazione intensa. Sentivo il desiderio di stabilire un contatto, come a poter donare una carezza per lenire la sofferenza che quei nomi mi trasmettevano. Ma certe emozioni sono difficili da spiegare…

Nella Sinagoga Pinkas sono conservati anche tantissimi disegni dei bambini che erano stati rinchiusi in un campo di concentramento: vederli è indubbiamente un’esperienza che non lascia indifferenti.
In ogni caso, tra questa sinagoga e il Cimitero ebraico, trascorremmo un bel po’ di tempo. Dedicammo il resto del tempo a girare le altre sinagoghe che erano comprese nel biglietto, senza accorgerci – fino all’ultimo momento – che nel ticket non era compresa la Sinagoga più antica (quella legata alla leggenda del Golem). Il tempo ormai stringeva, quindi… è saltata! Devo tornare a Praga per vederla. In compenso, abbiamo visitato la Sinagoga spagnola che è davvero molto bella.

Prima di mostrarvi qualche foto delle sinagoghe, un consiglio pratico: se fate il biglietto nelle singole sinagoghe si può pagare solo in contanti. Se invece volete pagare con bancomat, chiedete di indicarvi l’ufficio che fa anche i biglietti cumulativi (si trova nei vicoletti del quartiere ebraico). Ci risparmierete anche qualcosina!

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7 – Ho lasciato per ultimo il Ponte Carlo, perché ho parlato diffusamente nell’altro post (#Praga – Il Ponte Carlo al tramonto e i suoi musicisti: poesia pura) di quanto me ne sia innamorata. Ovviamente rientra a pieno titolo nelle mie personali motivazioni per tornare a Praga, prima o poi!

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Ci sarebbero tante altre cose da dire su Praga, sul perché l’ho adorata e perché vale una visita o una seconda e una terza, ma per ora mi son dilungata anche troppo… alla prossima! 🙂

#Praga – Il Ponte Carlo al tramonto e i suoi musicisti: poesia pura.

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È già passato un mese da quando ho visitato Praga, la capitale ceca da cui è partito il mio tour on the road di quest’estate, un tour che mi ha permesso di conoscere questa straordinaria città e quelle di Budapest e Vienna.

Praga ha avuto su di me un fascino speciale che ancora oggi non riesco a spiegare facilmente a chi mi chiede quale delle tre città io abbia preferito. Non posso dire che mi sia piaciuta più di Budapest, perché anche Budapest l’ho amata (è davvero stupenda oltre ogni aspettativa), ma con la città di Praga ho sentito una profonda sintonia a pelle. Mi ha colpita profondamente. La sua malinconia, il suo romanticismo, mi hanno stregata più di quanto abbia fatto in passato la città romantica per eccellenza, Parigi (senza togliere nulla alla straordinaria capitale francese che ho adorato).

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Quello di Praga l’ho trovato un romanticismo più malinconico, più profondo, derivante probabilmente dalla storia travagliata di questa città e di questo popolo, che ha tanto lottato per l’indipendenza dopo gli anni di oppressione fascista prima e comunista dopo. È una città che da poco ha cominciato ad assaporare il significato più vero della parola libertà e si sente. Forse per questo mi hanno emozionato tanto i musicisti sul Ponte Carlo… mi è sembrato che quella musica sussurrasse la parola libertà, non con prepotenza, sottovoce, con quella timidezza di chi quasi stenta a crederci ancora…

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Le sue sinagoghe, il cimitero ebraico, Nove Mesto e la famosa casa danzante, gli stupendi palazzi colorati, il castello con la bellissima Chiesa di Santo Stefano e mille altre cose rendono questa città un vero gioiellino, ma il Ponte Carlo… credo sia entrato nella mia top ten dei posti del cuore.

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Vi parlerò in altri post di tutto ciò che ho visto e anche del perché ho voglia di tornare a Praga, vi racconterò cosa ho mangiato di delizioso (dandovi anche qualche consiglio), ma non avrei potuto cominciare a parlarne, senza prima provare a trascrivere le sensazioni che mi ha trasmesso. Mi sarebbe sembrato di farle un torto! Quindi per ora mi fermo qui, lasciandovi le mie impressioni a pelle.

Credo che ci siano città che si visitano e si ammirano, altre che si amano semplicemente o che ci divertono e poi ci sono quelle che si sentono“. Come mi è capitato in passato con Lisbona,  io Praga l’ho sentita. Non potrei spiegarlo altrimenti. Il Ponte Carlo al tramonto, con i musicisti e i violinisti, l’ho trovata vera e propria POESIA.

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Provate a passeggiare sul ponte al calar del sole, fermatevi ad ascoltare un violista mentre osservate il Moldava che placido scorre sotto di voi illuminato dalle luci che annunciano il calar della sera e ditemi se questa non è poesia pura… io me ne sono innamorata perdutamente e in quei momenti avrei fermato il tempo, per vivere più a lungo quella sensazione di piacevole e romantica malinconia che mi ha stregata.

Cercherò di far seguire a questo dei post con qualche informazione più pratica sulla città.

Per ora vi lascio un consiglio: se potete, non perdete l’occasione di visitare la capitale ceca, ne vale davvero la pena.

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#Ungheria – Il Parlamento di Budapest: stupendo di giorno e di notte! Info e curiosità.

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Parlamento di Budapest

Sono tornata da poco da un viaggetto che mi ha portato a scoprire tre nuove capitali europee e che mi hanno affascinato ben oltre ogni aspettativa. Dalla foto probabilmente intuirete che una di queste 3 città è la splendida capitale dell’Ungheria: Budapest.

Comincio col raccontarvi qualcosa sul suo Parlamento perché, dopo alcuni giorni che cerco di metabolizzare tutto ciò che ho visto e vissuto, non riesco a trovare da dove cominciare… come si fa a concentrare il racconto di tante bellezze e meraviglie in un solo post? Secondo me non gli si renderebbe abbastanza giustizia, quindi direi che di post ne scriverò vari, cercando di raccontarvi passo passo emozioni, curiosità e qualche utile informazione di questo viaggio in piena estate nell’Europa dell’Est.

Direi che partire da quello che è uno dei più bei palazzi tra quelli che rappresentano la capitale urgherese, possa essere una buona idea, quindi comincio col presentarvi le mie impressioni sul Parlamento di Budapest.

È davvero bello come me lo immaginavo?

Sì, la risposta è decisamente sì. È bellissimo di giorno, in cui si ha la possibilità di ammirarlo in tutti i suoi particolari, è stupendo di notte, quando viene illuminato al punto da sembrare tutto d’oro zecchino, ed è molto bello e interessante anche all’interno.

Ma andiamo per gradi!

Il Parlamento di giorno:

Visitarlo esternamente per noi è stato un po’ un trauma perché ci siamo capitati nella giornata più calda dell’anno e, dato che è davvero grande, girarlo tutto intorno per fotografarlo e guardarlo dalle varie angolazioni non è stata un’impresa semplice! Anche perché la nostra visita era prenotata per il primo pomeriggio, quindi c’era il sole che cadeva a picco (abbiamo sfiorato a Budapest i 44 gradi nella prima settimana di agosto. Vi lascio solo immaginare quanto fosse piacevole camminare sotto il sole con queste temperature!). In ogni caso, la sua bellezza ci ha ripagato di tutto il caldo sofferto per ammirarlo!

Il Parlamento di Budapest è praticamente il secondo parlamento più grande al mondo (ci han detto che è secondo solo a quello di Bucarest per dimensioni) e posso crederci perché è enorme! Io mi sono sentita una formichina quando me lo son trovato davanti!

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Come noterete dalla foto era davvero tutto soleggiato… trovare un filo d’ombra sembrava un’utopia (in compenso, in tardo pomeriggio, questa stessa zona era totalmente ombreggiata!). Per scattare questa foto a ora di pranzo mi sono rifugiata sotto l’unico angoletto d’ombra che sono riuscita a trovare!

L’entrata al Parlamento è laterale. Rispetto alla foto che vedete (che ritrae la parte posteriore del palazzo) l’entrata si trova sulla destra. Ci sono delle scale da scendere e ci si trova dentro. La visita costa circa 7 euro (ovviamente si paga in fiorini ungheresi).

Alle 14.15 abbiamo trovato la possibilità di visitarlo con la guida in italiano e a noi è sembrata una scelta ottima, perché siamo stati accompagnati nelle varie stanze da una ragazza che ce le ha spiegate passo passo. Non era di madrelingua italiana ma si comprendeva perfettamente la spiegazione (magari parlassi io ungherese come lei parlava italiano!). La visita conviene prenotarla da internet. Il sito ufficiale è questo: https://www.jegymester.hu/ (ovviamente è possibile scegliere la versione del sito in inglese).

Il Parlamento non è visitabile per intero e la visita dura circa 45 minuti. È possibile fare foto all’interno tranne nella Sala della Corona, che sarebbe poi quella che dall’esterno appare come un gran cupolone! Una visita all’interno secondo me vale la pena farla… è bellissimo. Ci è stato detto che con i mattoni utilizzati per costruire il Parlamento, si sarebbe potuta costruire una piccola città. Mi è sembrata un po’ un’esagerazione, ma effettivamente, considerando la grandezza del palazzo, forse ci potrebbe anche stare. Chissà!

Altra curiosità che ci è stata raccontata è che quando han deciso di costruire il Parlamento, hanno indetto una sorta di gara. Quello che vediamo ora è il vincitore del primo posto tra i tre “primi classificati”. Il secondo e il terzo sono stati costruiti ugualmente e si trovano nella stessa piazza… con funzioni diverse ovviamente!

Se vi trovate in quella piazza e vi girate, lasciandovi alle spalle il Palazzo del Parlamento di Budapest, vi ritroverete davanti gli altri due palazzi (il secondo e il terzo classificato!). Inutile dire che sono felice abbia vinto questo perché è decisamente molto più bello!

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Ci è stato spiegato anche che le bandiere che sventolano all’esterno del Parlamento sono quelle dell’Ungheria e quella che rappresenta gli Ungheresi che vivono in Transilvania (un omaggio a loro insomma).

Vi mostro qualche foto dell’interno, giusto per darvi un’idea di com’è. Ovviamente mancano quelle della sala della corona, perché, come accennavo, era proibito scattar foto lì.

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Interno del Parlamento di Budapest
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Interno del Parlamento di Budapest

Ci sono 3 o 4 orari per visitare il Parlamento con la guida in italiano, però ovviamente sono soggetti a disponibilità, quindi prima si prenota più scelta si ha sull’orario. Quando abbiamo prenotato noi era rimasta la disponibilità solo per ora di pranzo.

 

 

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Altro dettaglio utile: il biglietto va stampato. Non ci si può presentare con la prenotazione su dispositivo elettronico. Mi han detto che a volte son gentili e lo stampano direttamente lì, ma sul biglietto stesso, al momento della prenotazione, viene indicato che è necessario che sia in formato cartaceo, quindi io consiglio di farlo prima! Noi siamo andati a stamparlo in una copisteria nel centro di Budapest e non vi dico l’impresa per capire cosa dicesse quel pc impostato tutto in ungherese!

Il Parlamento di notte:

Per quanto riguarda la versione del Parlamento by night i modi migliori che ho sperimentato per apprezzarlo in tutta la sua bellezza sono 2:

  • Un tour notturno sul Danubio. Noi abbiamo utilizzato la compagnia legenda e ci siamo trovati benissimo, perché nel tour di circa 50 minuti erano compresi una bibita e delle cuffie per ascoltare la spiegazione in italiano di tutto ciò che era possibile vedere dalla barca durante il tour. Davvero una bellissima esperienza che consiglio! Questo è il sito web da cui è possibile prenotare: https://legenda.hu/it.
  • Un giro sul tram 2 che costeggia tutto il Danubio e gira proprio intorno al Parlamento: è possibile vederlo di notte illuminato da vicinissimo!

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Costa Brava: weekend di relax a Tossa de Mar, un piccolo paradiso a poca distanza da Barcellona

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Fortificazione medievale di Tossa del Mar – Costa Brava

Quando ero ragazzina ho sempre sentito parlare di Lloret de Mar, come di una meta super ambita. Nessuno però mi aveva mai parlato di Tossa de Mar, una località deliziosa che si trova sempre in Costa Brava (poco dopo Lloret) e che personalmente ho adorato.

L’anno scorso, in occasione del mio compleanno in agosto, decidemmo di regalarci un fine settimana in Costa Brava. Scegliemmo un albergo che ci ispirava e prenotammo una notte lì. L’albergo era carinissimo, fornito di piscina interna ed esterna, di sauna e di ogni comfort. Normalmente viaggiamo low cost ma, per una volta, in occasione del mio compleanno, ci siamo concessi un fine settimana di relax totale. Volevo scoprire qualche località sulla Costa Brava e la scelta ricadde su Tossa del Mar.

Sono felice di aver scelto questo paesino perché ho scoperto un piccolo paradiso.

Ci arrivammo prendendo un autobus dalla stazione dei bus di Arc de Triomf a Barcellona. È lo stesso autobus che porta a Lloret de Mar: Tossa praticamente è la fermata successiva, a circa un quarto d’ora di distanza da Lloret. La maggior parte delle persone scendevano alla prima fermata (in gran parte italiani da quel che ricordo), noi proseguimmo per la fermata successiva.

Tossa a differenza di Lloret è una località un po’ più tranquilla, seppure sia pienissima di localini, negozietti e in agosto affollatissima di turisti ugualmente. Se volete vederla, vi consiglio un periodo precedente o successivo ad agosto, ve la godedreste sicuramente di più. Noi ci capitammo in piena estate ma mi piacerebbe tornarci in un altro periodo, per vederla un po’ meno soffocata di gente (magari giugno o settembre)!

Probabilmente se volessi concedermi un weekendino in totale relax sceglierei lo stesso albergo perché ci trovammo benissimo. L’hotel era questo qui. Vi avverto che era un po’ caro! Fu una follia/regalo compleanno.

Il mare a Tossa è davvero uno spettacolo, ma il mio desiderio era vedere Cala Giverola, la spiaggetta che avevo visto in foto prima mi partire, quindi mi informai all’ufficio del turismo. Mi spiegarono che la spiaggetta era raggiungibile con una barchetta che partiva dalla spiaggia principale e che il giro prevedeva anche delle brevi fermate in alcune grotte. Decidemmo di fare il biglietto (si compra ad un botteghino direttamente sulla spiaggia) e la barca ci portò a Cala Giverola, dove facemmo il bagno.

Uno spettacolo davvero!

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Barca che porta da Tossa a Cala Giverola  

Unico inconveniente fu la folla. La barca portava continuamente gente alla cala, ed essendo quest’ultima molto piccola, trovammo un angolino per stendere l’asciugamano per miracolo! L’esperienza di fare il bagno in quella spiaggetta dal mare stupendo fu comunque impagabile ma consiglio di cuore – se possibile – di non farla in agosto. È davvero un peccato non godersi quell’angolino di paradiso in un periodo un po’ meno affollato!

Dettaglio pratico: in acqua ci sono i sassi, quindi vi consiglio di munirvi di scarpette per non distruggervi i piedi a entrare in acqua! Anche se, fatti due passi, l’acqua diventa subito molto profonda quindi si tocca solo all’inizio. Il pezzetto di spiaggia che ho fotografato era l’unico angolino in cui era possibile entrare in acqua calpestando sabbia invece che pietruzze piccole.

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Cala Giverola – Raggiunta in barca dalla spiaggia di Tossa de Mar

Sulla spiaggetta c’è un baretto (qui lo chiamano chiringuito) e perfino un ristorante, se ci si vuol trattenere anche a mangiare. Noi abbiamo preferito mangiare qualcosina in centro a Tossa, quindi non saprei dirvi se si mangia bene, ma sappiate che – se avete bisogno di qualcosa da bere o da mangiare – è possibile trovarlo lì.

Altro particolare: nonostante fosse agosto, ricordo l’acqua molto fredda. Ci misi un po’ per decidermi a buttarmi, ma una volta dentro, non volevo più uscire!!! È davvero uno spettacolo lì.

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La sera facemmo un giro nel paesino, pieno di negozietti e ristorantini e poi salimmo sul castello, la bellissima fortificazione medievale che vedete nella prima foto. È piacevolissimo salirci a piedi ma ci sono anche dei piccoli bus che portano fin sopra volendo. In cima c’è un bar dove è possibile sedersi a bere qualcosa. Quando ci siamo stati noi, c’era anche uno spettacolo di flamenco (ma era possibile vederlo solo a pagamento dentro un cortile).

Fu un fine settimana molto grazioso e Tossa è entrata assolutamente nelle mie grazie: è un posto delizioso! Da allora lo consiglio sempre a tutti, è un piccolo paradiso se si desidera un week end di relax e mare limpidissimo in un luogo raggiungibile facilmente da Barcellona.

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Tossa del Mar – Mare limpidissimo

#Francia – 5 ricordi legati a Lione. Notre-Dame non è solo a Parigi

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Basilica di Notre-Dame de Fourvière – Lione

Lione è una città che ho scoperto quasi per caso nel 2013 (in un week end on the road). Per questioni lavorative non potevamo allontanarci per più di 3 giorni, quindi, cartina alla mano, cominciai a pensare a una destinazione che non richiedesse un budget alto e che – soprattutto – fosse raggiungibile in auto dall’Italia senza troppa difficoltà.

La scelta ricadde su Lione perché è una città non troppo lontana dal confine tra Francia e Italia. Allora non conoscevo questa città che per qualche foto che avevo visto, ma col senno di poi, posso dire che fu una scelta ottima. Partimmo il sabato, facemmo una tappa breve ad Aosta per spezzare il viaggio, e poi ripartimmo per Lione il giorno successivo, trascorrendo così in Francia la domenica di Pasqua e metà del lunedì di Pasquetta, prima di ripartire per l’Italia.

Sono passati un po’ di anni, quindi i ricordi iniziano a sbiadire un po’, ma alcune cose di questa graziosa città francese mi son rimaste impresse. Quindi, questa volta, mi limiterò ad un elenco istintivo, basato su flash di ricordi accompagnati da fotografie.

Cominciamo subito!

1 – La prima cosa che ho scoperto visitando Lione è che la Basilica di Notre-Dame non è solo a Parigi! A Lione c’è la bellissima Basilica di Notre-Dame de Fourvière che vale decisamente una visita.

 

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Tra l’altro me la ricordo molto bella anche dentro (purtroppo le foto degli interni non rendono mai troppo con la mia pessima macchina fotografica, ma posso assicurare che merita). Non posso paragonarla internamente a quella di Parigi perché ho visitato la capitale francese in pieno agosto e un po’ di sfuggita (vi racconterò) quindi Notre Dame parigina l’ho vista solo da fuori. In ogni caso, quella di Lione all’interno mi è piaciuta molto.

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Interno Basilica di Notre-Dame de Fourvière – Lione

2 – Un fiume regala sempre un po’ di magia a una città e siccome Lione si trova proprio presso la confluenza di 2 fiumi, il Rodano e la Saona, non può che essere doppiamente magica. Mi sono divertita a scattare foto, soprattutto di mattina con la nebbia, quando assumeva un fascino tutto suo…

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3 – Al calar della sera il centro storico di Lione si accende di vita poco a poco. Ricordo ristorantini e negozietti molto graziosi tra i quali era un piacere passeggiare. E – inutile dirlo – si mangia davvero bene!

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4 – Un’altra cosa che mi è rimasta impressa di Lione è che ha un parco cittadino molto bello, il Parco della Tête d’Or. Sembra sia il parco urbano più grande della Francia. All’interno c’è perfino uno zoo totalmente gratuito e un laghetto con delle barche (giusto per darvi l’idea delle sue dimensioni). Noi ci siamo divertiti a girarlo prima un po’ a piedi e poi abbiamo affittato un pedalò… è stato davvero divertente! (Abbiamo trascorso al parco la mattina di Pasquetta, prima di ripartire per l’Italia).

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5 – Lascio per ultimo un dettaglio simpatico e curioso: un po’ ovunque nei negozietti del centro di Lione c’era un personaggio chiamato Guignol, un burattino per essere precisi. Siccome lo vedevo un po’ ovunque, non sono riuscita a trattenere la curiosità di sapere di cosa si trattasse (che novità!) quindi mi sono informata. In pratica Guignol è un burattino creato proprio a Lione negli ultimi anni del 18° secolo su imitazione dei burattini italiani. La sua figura però è diventata così popolare in tutta la Francia che con la parola Guignol sembra si intenda ora anche il burattino in generale.

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Guignol in una vetrina di un negozio di Lione – Francia

#Scatti dall’Italia: Grazzano Visconti, un luogo fuori dal tempo

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Grazzano Visconti – Italia

Da un po’ di tempo penso di postare qualcosa sull’Italia e sui tanti graziosissimi posti che ho visitato. Solo che, ultimamente, quando torno in Italia lo faccio per far visita alla famiglia, quindi, quelli che ho fatto nel nostro stupendo Paese, sono viaggi un po’ lontani nel tempo e i ricordi purtroppo sbiadiscono

È anche vero però che le sensazioni restano, così come restano dei ricordi anche se vaghi e, soprattutto, restano delle fotografie.

Ho girato molto anche l’Italia e sarebbe un peccato non condividere un po’ dei miei ricordi vissuti lì prima di espatriare. Quindi, ho deciso che di tanto in tanto pubblicherò degli scatti di luoghi dell’Italia che ho visitato, accompagnati da quanche ricordo. Non saranno racconti dettagliatissimi magari, ma faranno comunque onore al nostro bel Paese, che ne ha tante di meraviglie da mostrare.

Oggi comincio con qualche scatto da un posticino dove più volte son tornata quando vivevo a Reggio Emilia, un borgo che considero davvero speciale: Grazzano Visconti.

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Si tratta di un borghetto medievale che, se ben ricordo (ma non ci metterei la mano sul fuoco) non è reale, nel senso che è stato costruito in un’epoca successiva.  In ogni caso, seppure non lo fosse, l’idea la da perfettamente.

A Grazzano si respira decisamente un’atmosfera fuori dal tempo!

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È un posto che sembra uscito da una fiaba o da un racconto Fantasy medievale (e io adoro il fantasy, i castelli, i draghi, il medioevo e tutto ciò che gli gira intorno).

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Molti negozietti lì vendono fate, draghi, folletti e tutto quello che può richiamare il mondo fantasy medievale, comprese spade e archi con frecce. Insomma un posto in cui per un po’ ci si allontana dalla realtà e ci si immerge in una sorta di fiaba.

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A Grazzano Visconti c’è anche un castello, che purtroppo non sono mai riuscita a visitare dentro. Non mi sono mai trovata lì all’orario giusto. Se volete visitarlo, vi consiglio di dare un’occhiata al loro sito web.


Io lo usavo spesso per conoscere gli eventi , le manifestazioni e feste a tema che vi organizzavano. Ci sono stata per una serata a tema piratesco, molto graziosa. Ma so che ne fanno di diversi tipi.

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Eccoci: Io e il mio *Compagno di Viaggio preferito* in versione pirati!

Il borgetto di Grazzano Visconti si trova in provincia di Piacenza, in Emilia Romagna, quindi, se vi trovate da quelle parti e non l’avete fatto già, io una visitina ve la consiglierei… anche perché è piccino, quindi a meno che non vogliate trattenervi a mangiare in una trattoria e godervi un momento fuori dal tempo, se siete di passaggio, non ci mettete moltissimo a girarlo.

Io lo adoro… si vede? 😀

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Grazzano Visconti – Italia

Germania on the road e Rothenburg ob der Tauber, la perla della Baviera

Postato il Aggiornato il

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Rothenburg ob der Tauber – Germania

Oggi mi son ritrovata a guardare le foto del week end lungo fatto in Baviera qualche inverno fa (ne ho fatto cenno nell’articolo sui castelli).

Fu un week end un po’ da folli perché macinammo in circa tre giorni davvero tantissimi km in macchina, solo per poter vedere il più possibile col poco tempo che avevamo a disposizione, e soprattutto, cercando di ridurre i costi al minimo, considerando il budget limitato.

In realtà ne ho fatti molti di viaggi così. Sono indubbiamente un po’ massacranti a volte perché al ritorno ci vorrebbe la cosiddetta “vacanza dalla vacanza” per riprendersi, ma a me non importa: sono sempre tornata da questi tour de force super contenta, con il cuore felice e gli occhi luminosi per le nuove cose viste. C’è sempre tempo per riposare dopo. 😀

I miei viaggi da matti sono la risposta pratica a chi dice che “chi viaggia deve avere per forza soldi e tempo”. Quante volte vi è capitato di ascoltarlo? Ogni volta che qualcuno lo dice, a me viene da sorridere, perché nella maggior parte dei casi, il mio budget è ridotto ai minimi termini e il tempo libero anche. Considerando che ormai vivo lontano dalla mia città natale da anni, le ferie devo sempre un po’ dividerle tra andare a trovar la famiglia e coltivare la mia passione per i viaggi… quindi ho sempre tempo e budget ridotti ai minimi termini. Insomma, niente di più lontano dalla realtà per me. Semplicemente credo che, scendendo ovviamente a qualche compromesso, se puoi sognarlo, puoi farlo. 😉

Il viaggetto on the road in Baviera è stato uno dei frutti di questa mia filosofia.

Partimmo da Reggio Emilia con la mia piccola clio e, in tre giorni, visitammo i Castelli della Baviera a Fussen, Monaco di Baviera centro e il Parco di Nymphenburg e due dei paesini carinissimi presenti sulla Romantische Strasse: Rothenburg ob der Tauber e Dinkelsbühl. Al ritorno facemmo perfino una seconda tappa a Monaco per visitare il Deutsches Museum che non eravamo riusciti a vedere all’andata (un museo della scienza molto bello). Ritmi un po’ da folli ma li preferisco a non viaggiare quando non si può far di più. 🙂

Il nostro itinerario fu questo:

Il primo giorno arrivammo a Fussen e visitammo i castelli di re Ludwing: Il castello Neuschwanstein e quello di Hohenschwangau (sono uno di fronte all’altro quindi visitabili in qualche ora. Comprammo un biglietto unico per visitarli entrambi). Terminata la visita ripartimmo per Monaco di Baviera dove dormimmo.

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Il castello di Hohenschwangau – Baviera
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Il castello Neuschwanstein . Baviera

Il secondo giorno visitammo il centro di Monaco e il parco di Nymphenburg. La sera partimmo per Rothemburg dove dormimmo.

Il parco era uno spettacolo tutto innevato. 😀

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Parco di Nymphenburg . Monaco di Baviera

Il laghetto all’interno era quasi totalmente ghiacciato. Sarei curiosa di rivederlo in primavera trasformato.

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Lago ghiacciato nel Parco di Nymphenburg . Monaco di Baviera

Il terzo giorno beccammo la pioggia ma in pieno inverno c’era da aspettarselo. Visitammo Rothenburg ob der Tauber e Dinkelsbühl (son due paesini piccoli) e poi cominciammo a tornare verso l’Italia. Dopo pranzo ci fermammo a Monaco per spezzare il viaggio e vistare il Museo delle scienze. La sera del terzo giorno eravamo a casa, a pezzi ma contenti. 😀

Rothemburg era più o meno tutta così:

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Rothenburg ob der Tauber – Baviera
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Rothenburg ob der Tauber
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Rothenburg ob der Tauber – Germania

Sullo stesso stile era Dinkelsbühl. 😀

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Dinkelsbühl – Germania
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Dinkelsbühl – Germania

Insomma, fu un tour de force, ma ne valse decisamente la pena! 🙂