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#Belgio: I 4 e più motivi per cui Bruxelles mi ha sorpresa

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Particolare della Grand-Place illuminata di notte – Bruxelles

Il weekend lungo in Belgio è stata una scelta di cuore e, soprattutto, una scelta low-cost, dettata dalla necessità di viaggiare contenendo i costi. Come meta si è rivelata però una sorpresa e ha superato ogni aspettativa. Quindi, più che farvi un elenco scarno su cosa vedere, vi racconterò alcune delle ragioni per cui Bruxelles e il Belgio in generale, mi hanno sorpresa! Prima però, vi racconto esattamente perché la scelta è ricaduta su Bruxelles questa volta.

Come vi ho accennato, questo viaggio è stato in primis una scelta di cuore.

Immaginatevi due persone che si amano e che, per i casi della vita, al momento, si trovino a vivere in due Paesi diversi, a distanza di moltissimi km. Immaginate che, queste due persone, con tanta caparbietà e determinazione portino avanti la loro storia da tanti anni e che, in nome di ciò, stiano sopportando la temporanea distanza e che, per riuscire a farlo, spendano un bel po’ di soldini fissi, una volta al mese, per sostenere il viaggio Italia – Spagna o viceversa (in alta stagione a volte arriva anche a 300 euro un week end andata e ritorno).

A questo punto, immaginate che, una delle due persone adori tanto viaggiare (una a caso eh!) e che se le inventi di tutti colori pur di vedere posti nuovi.
Ecco, così è partorita l’idea:

“Se invece di vederci da me o da te, ci vedessimo in un terzo posto X, economico, e con i soldi risparmiati sul viaggio pagassimo l’albergo? Questo ci permetterebbe di vedere un posto nuovo spendendo dei soldi che avremmo speso ugualmente solo per vederci!”.

Ecco come la mia mente malata ha partorito l’idea di cercare la meta più economica, in un paese non ancora visitato, e incontrarci direttamente lì! Il resto lo ha fatto skyscanner, che – come meta più economica per quelle date – suggeriva Bruxelles (40 euro andata e ritorno).

E, siccome quando un’idea mi si insinua nella mente è difficile che la molli, lo abbiamo fatto davvero! Ed eccoci qui! In questa foto eravamo a Gand (o Gent se vi piace di più).

Di Gand vi parlerò con calma però, perché se ci penso, ancora mi emoziona, e devo assolutamente dedicargli un post a parte!!!

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Gand – Belgio

Fatta questa premessa, capirete che la meta è stata scelta per convenienza economica. Per quanto volessi comunque vedere prima o poi il Belgio, non era in cima alla mia wish list, ma forse è stato un bene perché si è rivelato una vera e propria sorpresa inaspettata!

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Cattedrale di Bruxelles – Belgio

A questo punto, è arrivato il momento di spiegarvi in cosa mi ha sorpreso questo Paese e perché sono tornata super entusiasta dal week-end belga.

1 – Non è vero che non c’è niente da vedere

Una delle idee con cui eravamo partiti alla volta di Bruxelles è che non ci fosse molto da vedere (ragione per cui mi sono organizzata per fare anche tappa a Gand e Bruges). Niente di più falso… alla fine ci siamo resi conto che, anche 3 giorni interi a Bruxelles, ci avrebbero comunque tenuti impegnati pienamente, se avessimo voluto scoprirla per bene e visitarla con attenzione.

Oltre al fatto che è ricca di musei interessanti e particolari, come quello di Scienze naturali (dove c’è una bellissima sezione dedicata solo alle tantissime specie di dinosauri), il museo dei fumetti, il Museo impressionista di Magritte, il museo del cioccolato (il Belgio è la patria del cioccolato e delle praline), ha molte cose che, se avessimo avuto più tempo, avremmo visitato con piacere.

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Museo di scienze naturali – Bruxelles

Non sono minimamente pentita di aver tolto del tempo a Bruxelles per vedere Bruges e Gand perché sono due posti che mi sono rimasti davvero nel cuore, ma confermo che a Bruxelles, anche trascorrendoci tre giorni pieni, non ci saremmo annoiati (ovviamente dipende anche dai gusti. Noi avevamo abbastanza pane per i nostri denti).

Un’altra cosa che avremmo fatto con piacere, se avessimo avuto più tempo, è una caccia al tesoro per scovare tutti i murales della città (essendo la patria anche del fumetto ce ne sono tantissimi!). Se passate all’ufficio del turismo e chiedete informazioni a riguardo vi danno una mappa in cui sono indicati tutti i punti in cui potete trovarli! Noi siamo riusciti a vederne giusto qualcuno perché ce lo siamo trovati davanti passeggiando per il centro ma, seguendo le indicazioni, si potrebbe passare piacevolmente il tempo a scovarli (anche perché quasi sempre sono dietro ai palazzi, quindi, senza sapere dove sono, ci si potrebbe passarci a pochi passi e non vederli).

Insomma, la caccia ai murales è una cosa simpatica da fare a Bruxelles, ancora di più se girate con dei bambini al seguito, secondo me!

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2 – La gentilezza delle persone

Un’altra cosa che mi ha sorpreso di Bruxelles è stata l’estrema gentilezza e disponibilità delle persone del posto. Non che pensassi di trovare delle persone scontrose, ma ho sempre associato mentalmente ai paesi freddi un modo di fare un po’ più distaccato e freddo (probabilmente sbagliando alla grande). Nel caso dei belgi mi sono ricreduta totalmente e ho avuto l’ennesima dimostrazione di quanto i luoghi comuni spesso lascino davvero il tempo che trovano (una delle cose meravigliose che ti insegna viaggiare: non credere a nulla che non vedi con i tuoi occhi. Il mondo è molto più vario di quanto le etichette che si mettono a cose e persone possano mostrare. Bisogna lasciarsi sorprendere ed essere disposti a stravolgere qualunque idea, per farsene continuamente di nuove).

Ma torniamo al popolo Belga che è entrato, a pieno diritto, tra i miei preferiti in assoluto, per cordialità e disponibilità.

In soli tre giorni ci hanno fermato per ben 4 o 5 volte per chiedere se avevamo bisogno di aiuto in qualcosa. Appena ci vedevano minimamente perplessi, si avvicinavano e ci chiedevano “Can I help you?”. Dopo la terza/quarta volta che ci è capitato ci siamo guardati increduli l’un l’altro con un gran sorriso sul viso chiedendoci: “Ma davvero ci ha quasi rincorsi per aiutarci?”. Che bello essere sorpresi così! 

Posso capire la cordialità quando chiedi informazioni, ma addirittura si avvicinavano senza che chiedessimo aiuto, con una disponibilità che ci ha lasciati a bocca aperta (vi dico solo che ci hanno perfino prestato un telefono volontariamente per farci fare una telefonata dal numero belga per semplificarci la vita).

Insomma, dopo l’esperienza a Praga e Budapest, dove effettivamente abbiamo trovato un’atteggiamento totalmente opposto, in Belgio ci hanno sorpreso. Persone simpaticissime e gentilissime!

Tra l’altro, il venditore di una specie di caramelle buonissime che abbiamo assaggiato a Gand (quello del negozio di questa foto), ci ha fatto ridere anche un sacco. Nemmeno vi dico come ci ha convinti a provarle! Vi dico solo che ha cominciato con qualcosa del tipo “come non sapete cosa sono???” E da lì ha cominciato a elencarci tutte le ragioni per cui dovevamo assolutamente provarle! Le abbiamo comprate più perché ci ha ispirato simpatia quell’uomo, che per per la reale curiosità che ci ispiravano quelle caramelle e, invece, ecco un’altra sorpresa di questo viaggio… erano buonissime!

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Mi sembra si chiamassero cuberdon e sono delle caramelle ripiene a forma di piramide (alcuni dicono naso), tipiche della cittadina belga di Gand.

Noi le abbiamo viste di tutti i colori, a seconda del sapore di frutta che avevano (verdi, gialli, viola, arancioni… ). Le vendevano anche in piccole bustine con dentro una per ogni gusto, per dar la possibilità di provarli tutti. Io ne ho assaggiata solo una per curiosità e l’ho trovata buonissima, anche se estremamente dolce (non adatta decisamente ai diabetici!).

L’esterno è duro e zuccheroso mentre l’interno, a base di sciroppo, è gommoso, o appunto, “sciropposo”. È questo che rende queste caramelle così particolari: hanno il cuore morbido. Ve ne mostro una.

 

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Cuberdon di Gand

3Anche a Bruxelles c’è un interessantissimo free tour in italiano

Amo organizzare i miei viaggi fai da te, comprare una guida, crearmi degli itinerari e scoprire ogni nuovo posto al mio ritmo, però, dopo aver provato per curiosità i tour del Tour italiano a Praga e quello di Sfumature di Budapest a Budapest, sono diventata una vera fan di questi tour, organizzati da italiani che vivono sul posto e che in un paio d’ore ti portano alla scoperta della città, spiegandoti un po’ di storia, raccontandoti aneddoti e facendoti notare cose a cui probabilmente non avresti fatto caso da solo, e che invece ti vengono mostrate attraverso gli occhi di un italiano come te, che sul posto ci vive ogni giorno. Da italiana residente all’estero capisco quanto il punto di vista sia diverso da quello di una guida normale o di un locale.

La sorpresa è stata che non pensavamo che anche a Bruxelles ci fosse la possibilità dei free tour in italiano (sempre per quell’idea sbagliata che avevamo che a Bruxelles non ci fosse molto da vedere). Invece ci sbagliavamo! Avendone fatti già in altre città, quando siamo passati davanti alla Cattedrale e abbiamo visto un gruppetto che seguiva un ragazzo con l’ombrellino tricolore, abbiamo subito riconosciuto lo stile e ci siamo avvicinati per chiedere informazioni. Ci è stato detto che avremmo trovato il prossimo tour la mattina dopo nella piazza principale (la famosa Grand-Place), intorno alle 10.30/10.45. Ovviamente la mattina dopo ci siamo presentati in piazza per il tour e non ce ne siamo pentiti: come gli altri, è stato molto interessante. Abbiamo gironzolato per un paio d’ore col gruppo e poi siamo partiti alla volta di Gand dopo pranzo.

I ragazzi che organizzano i tour in italiano a Bruxelles hanno un sito web e una pagina fb. Se volete cercarli si chiamano: A zonzo tour. In alternativa, andate in piazza di mattina e li troverete sicuramente lì con l’ombrellino tricolore!

A proposito della Grand-Place: è davvero stupenda di giorno e di notte. Ovunque giriate lo sguardo vi lascia a bocca aperta!

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Anche la Cattedrale l’ho trovata davvero molto bella comunque!

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Cattedrale di Bruxelles by night

4 – La versione femminile del manneken pis 

Un’altra sorpresa è stata scoprire che esiste una versione femminile del manneken pis (anche una versione animale in realtà, ma quella non siam riusciti a vederla). Già l’idea in sé che il simbolo di una città fosse una statuina di un bambino che fa la pipì ci faceva abbastanza sorridere, la scoperta che ne avessero creato anche una versione femminile è stata davvero una sorpresa! L’avevo letto prima di andare, ma vederla mi ha fatto sorridere davvero.

Non mi ha sorpreso la grandezza della statua del Manneken pis solo perché ci ero andata preparata. Avevo letto su alcuni blog che è molto piccola, quindi mi aspettavo effettivamente che fosse inferiore alle aspettative. La statua simbolo della città effettivamente è davvero molto piccola!

Mi è dispiaciuto solo non poterla vedere “vestita”. Ci hanno spiegato che solitamente, per qualunque evento o ricorrenza, qualcuno gli regala un vestito nuovo e la statuina lo indossa letteralmente. Ci hanno detto che c’è perfino un museo che conserva tutti gli abiti che negli anni sono stati regalati a questa statua (sembra siano circa 800). Questa è un’altra cosa che avremmo fatto se avessimo avuto più tempo per stare a Bruxelles (ribadisco, non ci saremmo annoiati! È un posto ricco di curiosità e musei fuori dal comune).

Eccolo qui, in tutta la sua “grandezza“! Come ci è stato fatto notare, molte delle rappresentazioni che se ne fanno, sono più grandi dell’originale! E questo è tutto un dire.

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Munneken Pis – Bruxelles

La leggenda racconta che durante una guerra, un bambino abbia fatto la pipì sulla miccia di una bomba spegnendola e salvando così tutta la città. Da allora è diventato il simbolo di Bruxelles.

Ho trovato questa leggenda simpatica almeno quanto gli abitanti del Paese. 🙂

Questa è la versione femminile del Munneken Pis. Sembra sia stata costruita per portare i turisti in un vicoletto ai tempi poco conosciuto e migliorare quindi l’economia dei ristoranti della zona.

La fantasia e l’ironia sono altre cose che non mancano a questo Paese.

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Jeanneke Pis – Bruxelles

Una chicca a 20 minuti da Barcellona: Cripta di Gaudí e Colonia Güell

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Casa del Medico – Colonia Guell

Questo sabato sono stata a visitare un piccolo gioiellino modernista che si trova poco fuori Barcelona: La Colonia Güell. Era da tempo che contavo di andarci e questo week end ne ho finalmente trovato l’occasione. Ho voluto approfittare di uno degli ultimi fine settimana in cui le temperature permettono ancora di girare senza soffrire eccessivamente il caldo. Considerate che qui a Barcelona le spiagge sono già super affollate e la gente è al mare, nonostante siamo ancora a metà maggio… 😀

Cos’è la Colonia Güell?

Colonia Güell è una sorta di paesino industriale che Eusebi Güell, da cui prende il nome, fece costruire per coloro che lavoravano nella sua fabbrica tessile e per le loro famiglie. Non era l’unico nucleo abitativo costruito con questo scopo in quel periodo in Europa, ma, rispetto agli altri, è decisamente originale. La sua particolarità è dovuta al fatto che Güell era un appassionato d’arte e che quindi, essendo amico di Gaudí, decise di commissionare a lui la costruzione della colonia perché divenisse un luogo non solo vivibile ma anche esteticamente bello per i suoi dipendenti.

Gaudí preferì concentrarsi principalmente sulla Cripta (che prende appunto il nome di Cripta Gaudí) e lasciò ad altri la costruzione del resto della colonia.

Visitare la Colonia è in teoria gratuito, perché essendo un paesino si gira gratis, mentre l’entrata nella Cripta si paga circa 7 euro. Io consiglierei comunque l’audioguida per avere una spiegazione più precisa dei palazzi più famosi. Noi abbiamo trovato online un’offerta e con 15 euro abbiamo comprato un biglietto che comprendeva andata e ritorno da Barcelona in treno, l’entrata alla Cripta e l’audioguida per la Colonia.

Abbiamo preso un treno da Plaza de Espanya che in circa 20 minuti ci ha portato dritti a destinazione (la fermata si chiama proprio Colonia Guell, quindi è impossibile sbagliare). Arrivati alla stazione bisogna attraversare la strada e seguire delle orme blu dipinte per terra che portano all’ufficio dove è possibile ritirare l’audioguida e cominciare la visita. Loro stessi ti forniscono una mappa. Ci hanno chiesto un documento e ci hanno dato un’oretta e mezza di tempo per restituire le audioguide.

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Esterno Cripta Gaudí

La prima cosa che abbiamo visto è stata la Cripta, che sembra sia anche chiamata chiesa dalle colonne storte. Effettivamente entrando ci si rende conto che la chiesa è sorretta da colonne che di dritto hanno ben poco! 😀

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Entrata Cripta Gaudí – Colonia Guell

Purtroppo le foto rendono poco la bellezza della cripta perché i riflessi di luce facevano un po’ a cazzotti con la mia macchina fotografica (devo decidermi a procurarmene una decente!). Vi assicuro però che l’interno della Cripta è molto molto bello nella sua estrema particolarità.

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Interno Cripta Gaudí – Colonia Guell

Usciti dalla Cripta abbiamo continuato a visitare la colonia, perdendoci tra le sue costruzioni moderniste. È piccolina ma alcuni edifici sono davvero degli di nota, come la Casa del Medico (quella della copertina dell’articolo) oppure quella del Maestro che vi allego qui di seguito. A quest’ultimo era stata costruita un’abitazione a due passi dalla scuola, munita di un ponticello che gli permetteva di non scendere nemmeno di casa per andare a lavoro… un lusso non da poco direi! 😀

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Casa del Maestro – Colonia Guell

Terminato il nostro giretto per i vari edifici della Colonia, abbiamo riconsegnato le audioguide e ci siam messi alla ricerca di un posticino dove pranzare. Abbiamo trovato un bar ristorantino dove con 12 euro a testa abbiamo mangiato primo, secondo e dolce… niente male affatto, anche perché abbiamo mangiato bene e siamo usciti soddisfatti e più che sfamati!

 

Terminato il pranzo, ci siamo riavviati verso la stazione per tornare a Barcelona, dove abbiam gironzolato per il centro fino a sera, ma questa è un’altra storia! 🙂

Prima di lasciare Colonia Guell ho fotografato quest’altra casa che mi è piaciuta tantissimo ma che, sinceramente, non ho capito di chi fosse… magari è semplicemente di qualcuno che ci abita! A me è piaciuta un sacco.

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Tirando le somme è decisamente valsa la pena di visitare Colonia Guell e sinceramente la consiglio se ci si trova da queste parti e si sono già visitate le mete più conosciute della città. È graziosa, non è lontana dal centro e decisamente ben collegata. Basta qualche ora di tempo. Secondo me merita, soprattutto la Cripta… ma io adoro quel genio di Gaudí quindi non potrei non consigliarla! 🙂

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Barcelona: se si viaggia con bambini, cosa si può fare di carino?

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Oggi mi dedicherò a scrivere un articolo che possa essere utile a chi decide di venire a visitare Barcelona con dei bambini.

Perché?

Perché molte volte mi son sentita dire che una volta che si decide di aver figli, si smette di viaggiare. Io non ho bambini al momento, però ho sempre pensato che se ne avessi, mi piacerebbe continuare a viaggiare e magari condividere anche con loro la mia passione. Ho sempre guardato con ammirazione le persone che hanno cominciato a viaggiare da piccoli insieme ai genitori… sono sempre persone interessantissime, hanno sempre qualcosa da raccontare e portano negli occhi riflessa la meraviglia delle cose vissute e viste.

Viaggiare apre la mente, arricchisce e, considerando quanto è grande il mondo e quanti posti ci son da vedere, chi comincia da piccolo – per una fanatica di viaggi come me – è decisamente un passo avanti!!! Io ho cominciato a viaggiare da grandicella, quando ho potuto, e finché posso, avrò sempre una valigia pronta, qualunque sia la meta!

Non metto in dubbio che viaggiare con i bambini porti a cambiare un po’ i ritmi in base alle esigenze, ma ho visto centinaia di persone farlo lo stesso, ho ossevato intere famiglie in giro per il mondo… e ogni volta che li guardo sorrido, perché sono la dimostrazione che è possibile.

Quindi, questo articolo è un mio omaggio per chi continua a viaggiare lo stesso, anche se ha dei piccoli gnometti al seguito! 🙂

Allora, cosa può fare di carino un bambino qui a Barcelona? Vi stilo una piccola lista di cose che potrebbero divertire anche i più piccoli (ma non solo!):

– Parque del Laberint d’Horta

È un parco all’interno del quale è possibile trovare un labirinto di siepi, alte abbastanza da non permettere di intuirne l’uscita se non andando a tentativi e trovandosi più volte faccia al muro, costretti a tornare indietro e provare un’altra strada! Io, che non sono più una bambina da un po’, l’ho provato un paio di volte e mi sono divertita… immagino che i bambini lo troverebbero uno spasso. Il labirinto è al centro di un parco più grande, quindi ci si possono trascorrere tranquillamente un po’ di ore di relax, se se ne ha il tempo.

Info pratiche:
Il parco è a pagamento in settimana (il prezzo del biglietto è di 2/3 euro) ma il mercoledì e la domenica l’entrata è gratuita. La metro più vicina è la L3 (linea verde) fermata Mundet.

– Font Màgica de Montjuïc

Difficilmente si può restare indifferenti allo spettacolo che l’acqua di questa fontana crea illuminandosi di colori al ritmo di musica. Stupisce gli adulti e non può che lasciare a bocca aperta i bambini. Potete godervi lo spettacolo ai piedi della fontana o in cima alla scalinata del Palacio Nacional (sede del Museo Nazionale d’Arte di Catalunya). Siccome gli spettacoli durano una ventina di minuti ciascuno, io vi consiglio di guardarli da entrambe le prospettive… non ve ne pentirete! Se vi ci avvicinate troppo, contro vento, potrete trovarvi totalmente bagnati da una doccia extra!

Info pratiche: La fermata della metro più vicina è Plaza de Espanya. Ci arrivano due linee, la L3 verde e la L1 rossa. Lo spettacolo della fontana è gratuito ma è soggetto ad orari. D’inverno gli spettacoli sono solo il venerdì e il sabato sera, ma dalla primavera all’estate i giorni aumentano. In estate è possibile vederla dal giovedì alla domenica, sempre di sera ovviamente. Attenzione però: ogni anno, da inizio gennaio a metà febbraio, di solito la fontana rimane chiusa per manutenzione.

Poble Espanyol

È una sorta di museo a cielo aperto, in cui è possibile passeggiare piacevolmente lontani dal traffico e godere delle bellezze delle varie zone della Spagna riprodotte come fossero piccoli quartieri, uno accanto all’altro. Insomma ci si può spostare dall’Andalucia alla Galizia, soltanto voltando l’angolo! Lo trovo un posto graziosissimo, dove si può trascorrere una giornata in serenità. Per i bambini, molto spesso, soprattutto durante il week end, organizzano eventi, fiere, animazione.

Il week end del 20 e 21 maggio di quest’anno (2017) dalle 10 alle 20 (se qualcuno si trovasse a passare di qui)  ci sarà la fiera annuale dei Playmobil.

Info utili: Metro più vicina Linee L3 – L1 – Fermata Plaza de Espanya. I bambini sotto i 4 anni non pagano il biglietto.

Acquario di Barcelona

Non è assolutamente ai livelli dell’Oceanario di Lisbona o dell’Acquario di Genova, se li avete visti, e il prezzo del biglietto è un po’ caro a mio parere (intorno ai 20 euro), ma per i bambini può essere una piacevole attrattiva. Io, probabilmente avendo come metro di paragone quello di Genova e di Lisbona, sono condizionata nel giudizio. Ma qui parliamo di bambini e l’acquario di Barcelona a loro piacerà sicuramente.

Info pratiche: si trova nei pressi del Port Vell. Le metro più vicine sono la linea L3 Verde, fermata Drassanes o, in alternativa, la linea L4 gialla, fermata Barceloneta.
Comprando il biglietto online si può risparmiare qualcosina, inoltre i bambini piccoli pagano biglietto ridotto.

Parco de la Ciutadella

È un parco con all’interno un laghetto, dove è possibile noleggiare una barchetta a remi. Potrebbe essere un’altra cosa divertente da fare. Il parco è tenuto bene ed è in pieno centro. Dall’Arc de Triomf all’entrata del parco la passeggiata è piacevolissima.

Info utili: La metro più vicina è la linea L1 rossa, fermata Arc de Triomf. Il parco è gratuito ed aperto fino a sera. Ha due entrate, una è quella che proviene da Arc de Triomf, l’altra è nei pressi del quartiere del Born, a pochi passi dalla Estació de França.

Ci sono altre cose che probabilmente sarebbero divertenti per dei bambini qui, Barcelona è bella proprio perché è varia e a misura di bambini come di giovani o adulti, ma per ora direi che mi fermo qui… con queste già avete una vasta scelta di attività che possono accontentare anche i più piccoli. 🙂

Non smettete di viaggiare, se potete. 🙂

Rita