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#Praga – Il Ponte Carlo al tramonto e i suoi musicisti: poesia pura.

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È già passato un mese da quando ho visitato Praga, la capitale ceca da cui è partito il mio tour on the road di quest’estate, un tour che mi ha permesso di conoscere questa straordinaria città e quelle di Budapest e Vienna.

Praga ha avuto su di me un fascino speciale che ancora oggi non riesco a spiegare facilmente a chi mi chiede quale delle tre città io abbia preferito. Non posso dire che mi sia piaciuta più di Budapest, perché anche Budapest l’ho amata (è davvero stupenda oltre ogni aspettativa), ma con la città di Praga ho sentito una profonda sintonia a pelle. Mi ha colpita profondamente. La sua malinconia, il suo romanticismo, mi hanno stregata più di quanto abbia fatto in passato la città romantica per eccellenza, Parigi (senza togliere nulla alla straordinaria capitale francese che ho adorato).

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Quello di Praga l’ho trovato un romanticismo più malinconico, più profondo, derivante probabilmente dalla storia travagliata di questa città e di questo popolo, che ha tanto lottato per l’indipendenza dopo gli anni di oppressione fascista prima e comunista dopo. È una città che da poco ha cominciato ad assaporare il significato più vero della parola libertà e si sente. Forse per questo mi hanno emozionato tanto i musicisti sul Ponte Carlo… mi è sembrato che quella musica sussurrasse la parola libertà, non con prepotenza, sottovoce, con quella timidezza di chi quasi stenta a crederci ancora…

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Le sue sinagoghe, il cimitero ebraico, Nove Mesto e la famosa casa danzante, gli stupendi palazzi colorati, il castello con la bellissima Chiesa di Santo Stefano e mille altre cose rendono questa città un vero gioiellino, ma il Ponte Carlo… credo sia entrato nella mia top ten dei posti del cuore.

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Vi parlerò in altri post di tutto ciò che ho visto e anche del perché ho voglia di tornare a Praga, vi racconterò cosa ho mangiato di delizioso (dandovi anche qualche consiglio), ma non avrei potuto cominciare a parlarne, senza prima provare a trascrivere le sensazioni che mi ha trasmesso. Mi sarebbe sembrato di farle un torto! Quindi per ora mi fermo qui, lasciandovi le mie impressioni a pelle.

Credo che ci siano città che si visitano e si ammirano, altre che si amano semplicemente o che ci divertono e poi ci sono quelle che si sentono“. Come mi è capitato in passato con Lisbona,  io Praga l’ho sentita. Non potrei spiegarlo altrimenti. Il Ponte Carlo al tramonto, con i musicisti e i violinisti, l’ho trovata vera e propria POESIA.

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Provate a passeggiare sul ponte al calar del sole, fermatevi ad ascoltare un violista mentre osservate il Moldava che placido scorre sotto di voi illuminato dalle luci che annunciano il calar della sera e ditemi se questa non è poesia pura… io me ne sono innamorata perdutamente e in quei momenti avrei fermato il tempo, per vivere più a lungo quella sensazione di piacevole e romantica malinconia che mi ha stregata.

Cercherò di far seguire a questo dei post con qualche informazione più pratica sulla città.

Per ora vi lascio un consiglio: se potete, non perdete l’occasione di visitare la capitale ceca, ne vale davvero la pena.

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